Un omaggio dichiarato al giallo classico, una commedia corale che mescola registri diversi e un cast che mette insieme alcuni dei volti più riconoscibili del cinema e della comicità italiana. Agata Christian – Delitto sulle nevi, diretto da Eros Puglielli, arriva al cinema dal 5 febbraio 2026, prodotto da Be Water Film e distribuito da Medusa Film, con il sostegno della Film Commission Vallée d’Aoste .
Protagonista è Christian De Sica nei panni di Christian Agata, celebre criminologo dal sarcasmo affilato e dall’ego ingombrante, affiancato da Lillo Petrolo, che interpreta il brigadiere Gianni Cuozzo, poliziotto di provincia animato da un entusiasmo fuori scala e da deduzioni spesso improbabili. Una coppia investigativa costruita per contrasto, al centro di un mistero che prende le mosse da un gioco… e finisce in tragedia.
La trama: un delitto sulla plancia di un gioco
Christian Agata viene invitato dalla famiglia Gulmar, magnati dell’industria ludica, a trascorrere un weekend nella loro villa-castello in Valle d’Aosta per fare da testimonial al rilancio dello storico gioco da tavolo Crime Castle. Quella che dovrebbe essere un’operazione di marketing si trasforma rapidamente in un caso reale quando il patriarca Carlo Gulmar annuncia di voler bloccare la cessione dell’azienda a una start-up, scatenando tensioni e rancori familiari.
Una valanga isola la villa dal resto del mondo. I telefoni smettono di funzionare. E, come da tradizione del genere, il delitto arriva puntuale: Carlo viene trovato morto, ucciso da un colpo di fucile, con il volto affondato in una torta e il corpo riverso sulla plancia del gioco che avrebbe dovuto celebrare il weekend. L’assassino è ancora lì, tra i presenti .
Un giallo che ride dei propri meccanismi
Durante la conferenza stampa, il film è stato più volte definito come una commedia che usa il giallo come struttura, non come semplice pretesto. Un’impostazione che guarda apertamente alla tradizione di Agatha Christie — non a caso la scrittrice più venduta di sempre — ma che si diverte a sabotarne i cliché con il grottesco e l’assurdo.
«Il giallo e la comicità sono due ingredienti diversi, ma chimicamente funzionano benissimo insieme», è stato sottolineato. Agata Christian costruisce così un racconto da “camera chiusa” che chiede attenzione allo spettatore, pur mantenendo un ritmo comico costante: si ride, ma si è costretti a seguire gli indizi.
Il cast corale e l’equilibrio dei registri
Accanto a De Sica e Lillo, il film può contare su un cast ampio e trasversale che include Maccio Capatonda, Giorgio Colangeli, Paolo Calabresi, Chiara Francini, Marco Marzocca, Alice Pagani, Ilaria Spada, Enzo Paci, Sara Croce e Tony Effe .
Proprio la coralità è uno degli elementi chiave del progetto:
- Personaggi surreali, ma calibrati;
- Una comicità che passa dal nonsense alla fisicità più immediata
- Una scrittura che alterna il registro grottesco a momenti più classici di investigazione.
Particolare attenzione è stata rivolta anche ai personaggi femminili, descritti non come figure di contorno ma come veri motori narrativi della storia.
Un set estremo (e volutamente sopra le righe)
Le riprese si sono svolte in diverse località della Valle d’Aosta, tra cui Cervinia e Gressoney-Saint-Jean, sfruttando ambienti reali e condizioni climatiche non sempre semplici . Dal set sono emersi numerosi aneddoti. Tra scene d’azione girate senza controfigure e situazioni volutamente al limite dell’assurdo, come una torta di scena diventata celebre per la sua immangiabilità.
Un clima di lavoro descritto come caotico, faticoso, ma estremamente formativo. Soprattutto per gli interpreti più giovani, che hanno parlato di un’esperienza “folle” e fuori dagli schemi del cinema italiano più tradizionale.
Una commedia che chiede attenzione
Venduto come una commedia, Agata Christian – Delitto sulle nevi è in realtà un film che gioca su più livelli. Fa ridere, ma pretende concentrazione omaggiando il giallo classico. Però, lo prende costantemente in giro, costruendo un mistero credibile mentre smonta le dinamiche dei personaggi che lo abitano.
Un gioco di specchi che, come suggerisce il titolo del gioco al centro della storia, trasforma l’indagine in una partita dove nulla è davvero come sembra.

