Can Yaman debutta come co-conduttore al Festival di Sanremo 2026, ma il vero centro della sua carriera resta Sandokan. Tra maturità personale, trasformazione fisica e ambizioni internazionali, l’attore turco vive un momento chiave del suo percorso artistico.
Il debutto sul palco del Festival di Sanremo segna un passaggio importante per Can Yaman. L’attore è stato scelto come co-conduttore della prima serata accanto a Carlo Conti, in una delle edizioni più attese degli ultimi anni.
Un’esperienza nuova, vissuta con entusiasmo ma anche con consapevolezza:
«Se fossi venuto cinque anni fa non sarebbe stato il momento giusto. Ora sì. Sono maturato, come persona e come attore».
Yaman ha raccontato di non aver voluto “pensare troppo” alla responsabilità del palco dell’Ariston per evitare pressione eccessiva. Arrivato direttamente dal set in Spagna, ha affrontato il debutto con spontaneità e disciplina.
Se Sanremo rappresenta una vetrina prestigiosa, il vero progetto cardine resta Sandokan, la nuova serie prodotta da Lux Vide e ispirata ai romanzi di Emilio Salgari.
Il personaggio della Tigre della Malesia è un’icona della televisione italiana, resa celebre negli anni ’70 dall’interpretazione di Kabir Bedi. Per Can Yaman si tratta di una responsabilità culturale oltre che artistica.
La trasformazione fisica per Sandokan
L’attore ha spiegato quanto il ruolo richieda un impegno fisico importante:
- Attualmente pesa circa 100 kg
- Per interpretare Sandokan dovrà tornare a 85 kg
- Segue un allenamento costante e una preparazione rigorosa
«Avrei preferito girare le stagioni una dietro l’altra», ha dichiarato, sottolineando quanto sia complesso interrompere e riprendere una trasformazione fisica così significativa.
Quando iniziano le riprese della nuova stagione?
Le riprese della nuova stagione di Sandokan subiranno un ritardo. Inizialmente previste per l’estate, richiederanno più tempo di preparazione. La produzione punta a un respiro internazionale ancora più forte, con maggiore cura e investimenti. Al momento non è stata comunicata una data ufficiale.
«Le date possono darle solo la produzione o la Rai. Qualsiasi cosa dicessi io sarebbe una bugia», ha chiarito Yaman.
In attesa di tornare nei panni di Sandokan, l’attore è impegnato sia in Spagna che in Italia. Una serialità che gioca col genere e con la sua capacità attoriale nel cercare «sempre novità. Mi piace mettermi alla prova», ha spiegato.
Musica, vulnerabilità e dimensione internazionale
Durante la conferenza stampa sanremese, Can Yaman ha parlato anche delle sue passioni musicali, citando artisti come Ahmet Kaya e Tarkan, oltre alla musica italiana più romantica, come quella di Claudio Baglioni.
Sul palco ha condiviso la scena con Laura Pausini, artista che ammira per il percorso internazionale e la capacità di cantare in più lingue.
Sanremo e Sandokan condividono un filo rosso: l’internazionalità. Un attore turco che interpreta un eroe della letteratura italiana in una produzione pensata per il mercato globale.
«Mi spaventa tutto nella vita, ma faccio finta di essere rilassato», ha confessato con ironia. Tra maturità personale, disciplina fisica e ambizione internazionale, Can Yaman vive un momento cruciale della sua carriera.

