Carattere

Carattere è il primo EP di IVANE, distribuito da Artist First, e già dal titolo racconta tutto: personalità, sostanza e presenza, ma anche fragilità, dubbi e ricerca. Il manifesto di un’artista che sceglie di non mimetizzarsi, di non scendere a compromessi, e che mette in musica un’identità femminile complessa e poliedrica. Una donna che sbaglia, ama, lotta, si rialza, si contraddice e si mostra – senza filtri – per ciò che è. Noi abbiamo avuto modo di parlare con lei in occasione dell’uscita del singolo “Tienimi su”, ma sentire il progetto completo è tutt’altra cosa.

All’interno dell’EP, composto da quattro brani legati agli elementi naturali e a colori simbolici, si coglie tutta la tensione tra apparenza e interiorità. IVANE mette a nudo sé stessa dentro un sound R&B, contaminato da richiami soul, afro e urban, che ti trascina sulla pista mentre ti spinge a riflettere. Note che scorrono leggere, ma che, tra una riflessione e l’altra, urlano girl power e resistenza. È la forza di chi ha costruito la propria identità in risposta a mille no, dentro contesti che giudicano più l’estetica che l’essere, e davanti a una società che ancora fatica a tollerare la complessità di una donna che sceglie di esporsi.

Apre “Sogno Lucido”, un inno alla perseveranza

Il suono della pioggia con cui il brano si apre ci introduce immediatamente a delle immagini ben chiare. Quasi come una carezza, un balsamo, anche se si parla di cadere e di sprofondare. La penna di Ivane è molto salda nel descrivere le sue emozioni. Le figure inserite al suo interno sono dei chiari riferimenti a miti e mitologie: paragoni che permettono all’ascoltatore di comprendere con attenzione il sotto testo. Icaro, Lucifero: simboli dei sogni da inseguire, ma puniti per le loro stesse ambizioni. Cadiamo, quindi, tutti giù in picchiata, mentre i nostri mostri ci inseguono. È il brano più conscious del disco, una carezza per chi ha fame di sogni e un promemoria necessario:

“Io me lo merito. Goccia dopo goccia sazierò la sete”

Questa auto-dedica è un balsamo per l’anima. Un piccolo lenitivo per tutti i no, per tutte le lacrime versate, per quegli obiettivi che sembrano impossibili da raggiungere. Però, come si fa a restare impassibili davanti la propria ambizione?

“Safe Place” cambia pelle e ci porta in uno spazio protetto

Siamo all’intenro di una sorta di nido interiore che si costruisce da soli, senza più aspettare che qualcuno venga a salvarci. Tra hit hat trap e percussioni afro, il pezzo coccola l’ascoltatore come una ninna nanna urbana e ci ricorda che il miglior rifugio è spesso proprio dentro di noi. Un’ode all’antifragilità, che rifiuta la narrazione della donna da salvare, e celebra chi riesce a rinascere dalle proprie crepe. Anche in questo testo tornano le figure mitologiche: Ivane si paragona all’Idra, l’essere che tagliando anche solo una delle sue teste gliene spuntano due. Il richiamo è chiaro, cristallino:

“Se colpisci torno più forte di prima”

Il tutto diventa quasi una ninna nanna. “Safe Place” riesce perfettamente a descrivere quelle parole consolatorie che possiamo – e dobbiamo – dirci allo specchio. Quel conforto che nessuno può darci se non lo troviamo dentro noi stessi. Un posto lontano da tutto e tutti in cui sentirci protetti.

Con “Tienimi su”, IVANE alza il tiro

Il brano è uscito il 23 aprile e ha subito conquistato per la sua forza e per il messaggio diretto. Un inno potente dedicato a tutte le donne il cui grido di indipendenza emotiva si è trasformato in una corazza difficile da abbattere. Perché lasciarsi sorreggere non è un sinonimo di fragilità, ma un atto di consapevolezza. “Tienimi su” gioca con contrasti sonori – flauti orientaleggianti e beat incisivi – per raccontare quanto sia importante, e tutt’altro che debole, lasciarsi sorreggere. La cantante siciliana riesce a coniugare tutte le sfumature della sua personalità: ironia, profondità, poesia, grinta. Ogni parola è selezionata con cura chirurgica, ogni immagine ha un peso e una direzione.

Diciamocelo con sincerità: questa è la perfetta canzone da ascoltare mentre si cerca del sano “girl power”. Non possiamo negare quanta forza ci sia nel riuscire a trovare la capacità di “cedere” in questa contraddizione. L’essere colei che ha sempre provveduto a se stessa, ma allo stesso tempo la voglia di imparare a “concedere”. Un equilibrio precario che spaventa, ma che dona potere.

Chiude “Nica del Barrio”, il brano apparentemente più leggero, ma solo in superficie

“Nica” – cioè “piccola” in siciliano – rappresenta la delicatezza e la vulnerabilità, mentre il “Barrio” è la vita reale, fatta di ostacoli e sfide quotidiane. Il pezzo si muove in equilibrio tra ironia e malinconia, ed è proprio questa dicotomia a renderlo autentico. Una canzone che gioca con il pregiudizio, che strizza l’occhio al pop ma colpisce dritta allo stomaco. Perché non tutti i dolori fanno rumore, e questo brano è un invito a guardare oltre le apparenze.

“Dammi quello che non ho vissuto”

Qui non posso sottolineare degli aspetti decisamente personali. Nica del Barrio è una canzone che mi si incolla addosso, che sento dannatamente mia. Non me ne voglia IVANE, ma le sue parole danno voce a quelle emozioni provate in tutta la mia adolescenza quando tutto quello che facevo sembrava motivo per farmi sentire quella sbagliata. Voci di corridoio, più o meno sussurrate, più o meno urlate. Quel giudizio latente, costante e permanente, proveniente da persone che di te non sanno niente.

Nel mondo di IVANE non esistono mezze misure. Ogni pezzo è un tassello di un’identità artistica forte, femminile, consapevole. Una musica che ha il coraggio di raccontare l’invisibile e di rivendicare lo spazio che ogni donna dovrebbe potersi prendere. Il dialetto siciliano, che affiora qua e là, diventa la spezia autentica di un racconto che non ha paura di essere personale e politico al tempo stesso. IVANE ci invita a ballare col suo sound. Le sue parole vengono dal profondo dell’anima, dalla bocca dello stomaco, da quelle stesse paure che attanagliano l’anima. Un esorcismo che dona sex appeal tra le difficoltà e differenze, tra le contraddizioni e le consapevolezze.

Con Carattere, IVANE non chiede il permesso. Lo prende. E ci ricorda che essere sé stesse è il più grande atto rivoluzionario.

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

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