Tra i riconoscimenti più prestigiosi della 71ª edizione dei Premi David di Donatello, spicca il Premio Speciale Cinecittà David 71 assegnato a Vittorio Storaro, maestro indiscusso della fotografia cinematografica e tre volte premio Oscar. Un tributo a una carriera che ha contribuito in modo decisivo a portare l’eccellenza del cinema italiano nel mondo.
Il premio, promosso da Cinecittà in collaborazione con l’Accademia del Cinema Italiano, è dedicato alle personalità che hanno rafforzato l’immagine del cinema italiano a livello internazionale. La consegna avverrà mercoledì 6 maggio, nel corso della cerimonia in diretta su Rai 1 dagli Studi di Cinecittà.
Un maestro che “scrive con la luce”
A rendere omaggio a Storaro sono le istituzioni e i protagonisti del settore. Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura, ha sottolineato come il direttore della fotografia abbia “trasformato la tecnica in poesia visiva”, incarnando l’eccellenza creativa e artigianale italiana.
Per Antonio Saccone, presidente di Cinecittà, la firma di Storaro è immediatamente riconoscibile: basta un fotogramma di film come Novecento, Apocalypse Now o L’ultimo imperatore per riconoscere il suo lavoro su luce e colore. Un’impronta visiva che ha segnato alcuni dei capolavori della storia del cinema.
Sulla stessa linea Manuela Cacciamani, amministratrice delegata di Cinecittà, che definisce Storaro “un bene culturale vivente”, capace di trasformare l’immagine cinematografica in arte pura, contribuendo alla fama globale degli artisti italiani.
Un anniversario simbolico
Il riconoscimento assume un valore ancora più significativo nelle parole di Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia del Cinema Italiano, che lega il premio ai cinquant’anni di Novecento, capolavoro di Bernardo Bertolucci. Un film in cui la fotografia di Storaro ha contribuito a scolpire un affresco potente della storia italiana, attraversando epoche e classi sociali con uno sguardo profondamente umano.
Una carriera tra Italia e Hollywood
Nato a Roma nel 1940, Storaro si forma al Centro Sperimentale di Cinematografia e debutta con Giovinezza giovinezza di Franco Rossi. Da lì, una carriera straordinaria che lo porta a collaborare con alcuni dei più grandi registi della storia, da Francis Ford Coppola a Woody Allen, passando per Carlos Saura, Richard Donner e Paul Schrader.
La consacrazione internazionale arriva nel 1979 con Apocalypse Now, che gli vale il primo Oscar. Seguiranno le statuette per Reds e L’ultimo imperatore, confermando il suo ruolo centrale nella storia del cinema mondiale.
Nel corso della sua carriera, Storaro ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui un Grand Prix a Cannes, un BAFTA Awards, un Emmy, un Premio Goya, un Excellence Award a Locarno, un David di Donatello e otto Nastri d’Argento. A questi si aggiungono cinque lauree honoris causa e un’intensa attività didattica e divulgativa, sempre guidata dalla sua idea di cinema come “scrittura con la luce”.
Un premio che celebra il cinema italiano nel mondo
Con il Premio Speciale Cinecittà David 71, i David di Donatello celebrano non solo un artista, ma una visione del cinema capace di attraversare epoche, linguaggi e confini. Un riconoscimento che ribadisce il valore di chi, come Vittorio Storaro, ha saputo trasformare ogni immagine in un racconto universale, contribuendo a rendere grande il nome di Cinecittà nel mondo.

