Da giovedì 11 settembre 2025 sarà al cinema in Italia, grazie alla distribuzione di Universal Pictures, Downton Abbey – Il gran finale.
Sono passati tre anni dal precedente capitolo, e Simon Curtis è tornato dietro la macchina da presa. Lo stesso si può dire dello storico sceneggiatore Julian Fellowes, e di gran parte del cast principale. Lo stesso periodo di tempo è passato anche per la famiglia Crawley, che è tempestata da nuovi e vecchi problemi.
La Grande Depressione ha avuto effetti anche su di loro, in particolare su Harold (Paul Giamatti), fratello di Lady Cora (Elizabeth McGovern). Per aiutare lui, e continuare la ristrutturazione di Downton Abbey, sarebbero necessari dei sacrifici. Come, ad esempio, la vendita di Grantham House villa londinese di questa famiglia. Una possibilità che trova subito il parere contrario di Robert Crawley (Hugh Bonneville). Inoltre, il Conte di Grantham sembra ora restio a lasciare la guida della famiglia a sua figlia Mary (Michelle Dockery). I grandi cambiamenti fanno sempre paura, soprattutto in questa società. La stessa Lady Mary se ne rende conto quando vede la sua vita precipitare non appena si diffonde la notizia del suo fresco divorzio con Henry Talbot.
Riuscirà Downton Abbey ad entrare finalmente nella nuova era?
La risposta è facilmente intuibile, soprattutto per lo spettatore affezionato. Anche per questo motivo ci toccherà rivelarla senza, però, scendere troppo nei particolari.
Una sorta di piccolo spoiler, quindi liberi di fermarvi qui e di tornare a leggere la recensione dopo averlo visionato. Specie se volete gustarvi il lungometraggio completamente da zero.
In base al titolo e alle dichiarazioni dei protagonisti, è davvero la fine di Downton Abbey. Non per la dipartita dei suoi protagonisti, ma solo per quel che riguarda la sua rappresentazione audiovisiva.
Nulla impedirà alla produzione di cambiare idea o allo spettatore di immaginare gli eventi della nuova generazione. Magari Lady Mary che invita alla tenuta Re Giorgio VI, o il giovane George che conosce per la prima volta la futura Elisabetta II.
La famiglia Crawley è dunque davvero entrata nella nuova era, perché è la rappresentazione ideale di un mondo che ancora oggi sopravvive nella cara e vecchia Albione.
Abbracciare il cambiamento senza rinunciare davvero alla tradizione
Lo ha fatto Robert Crawley insieme ai suoi parenti, al pari dei veri sovrani. Se oggi la monarchia britannica non solo è ancora in piedi ma è pure la più importante e potente di tutto il mondo è anche perché è stata sempre un passo in avanti rispetto alle altre.
La Magna Carta, l’instaurazione di un Parlamento fin dal Medioevo, decisioni dolorose (come quella di Re Giorgio V di non concedere asilo politico a suo cugino, lo zar Nicola II, per evitare una rivoluzione bolscevica in Inghilterra) e più recentemente, l’accettazione del divorzio anche nella famiglia reale.
L’attuale Re Carlo III è solo uno dei tanti protagonisti di questi cambiamenti necessari alla sopravvivenza della monarchia nel terzo millennio. Non è solo un sovrano meno rigido riguardo al protocollo, ma come Lady Mary ha saputo abbattere le leggi relative al matrimonio.
Edoardo VIII ha rinunciato al trono per sposare una donna divorziata, mentre Carlo lo ha mantenuto insieme al suo vero amore.
I cambiamenti hanno riguardato anche la servitù di Downton Abbey, del resto è sempre stata l’altra faccia della medaglia di questa saga. I miglioramenti li hanno ottenuti pure in questa occasione, con la giusta dose nel rispetto della realtà storica e sociale che ha impregnato questa storia piena di personaggi fittizi oltre a quelli realmente esistiti.
Downton Abbey – Il gran finale è dunque un altro lavoro veramente British.
Per la recitazione, con la differenza di accento e terminologia tra personaggi Britannici e quelli Americani. Per le sue ambientazioni e per la scelta del casting, una produzione che neanche in questa occasione è stata contaminata dalle forzature che stanno sempre più prendendo piede ad Hollywood e dintorni. Di British ha mantenuto pure la leggerezza e il suo humor, e il finale è stato davvero commovente per ricordare non solo il personaggio ma anche l’attrice che per anni ha interpretato Violet Crawley. Semplicemente l’immensa Maggie Smith.

