Dopo un anno che ha il sapore della conferma, e forse anche della consacrazione, Fulminacci torna a fare quello che gli riesce meglio: stare sul palco, ma senza mai sembrare davvero “sopra” qualcosa.
Dalla 76ª edizione del Festival di Sanremo, dove ha portato “Stupida sfortuna” conquistando pubblico e critica (Premio “Mia Martini” e Premio Assomusica per la migliore esibizione live), fino all’uscita del suo quarto album Calcinacci, già certificato disco d’oro e accompagnato da un cortometraggio omonimo, il percorso recente dell’artista romano si muove tutto nella stessa direzione: raccontare senza filtri, ma con una leggerezza che non banalizza mai.
A chiudere il cerchio, il successo del suo primo tour nei palasport, il “Palazzacci Tour”, che ha segnato un passaggio importante nella sua dimensione live.
Fulminacci all’aperto: un ritorno alle origini (ma con più consapevolezza)
Ora si riparte, ma all’aria aperta.
Il nuovo tour “Fulminacci all’aperto” prende il via il 23 giugno dallo Sherwood Festival di Padova, inaugurando una serie di appuntamenti estivi nei principali festival italiani. Un ritorno a una dimensione più diretta, quasi istintiva, dove la musica torna a incontrare il pubblico senza sovrastrutture.
Sul palco convivono leggerezza e malinconia, ironia e inciampi quotidiani, quelli che nelle sue canzoni diventano improvvisamente universali. La scaletta attraversa i brani di Calcinacci insieme ai pezzi che, negli anni, hanno costruito un immaginario riconoscibile e profondamente sincero.
Non è un live che cerca l’effetto speciale, ma quel momento preciso in cui una frase arriva a tutti nello stesso modo. E lì resta.
Calcinacci: un disco che trova poesia nelle crepe
Al centro di tutto c’è proprio Calcinacci, un album che osserva da vicino quello che spesso passa inosservato.
Tra addii, fughe, relazioni sospese e desideri che cambiano forma, il disco si muove dentro una quotidianità che non ha bisogno di essere straordinaria per diventarlo. Basta saperla guardare.
C’è un’ironia sottile, a tratti spiazzante, e una malinconia leggera che attraversa ogni traccia. Calcinacci non nasconde le crepe, anzi: le mette in primo piano, le accetta, ci costruisce sopra.
Ad arricchire il progetto anche due collaborazioni che si inseriscono in modo naturale nel suo universo narrativo: Franco126 e Tutti Fenomeni. Due presenze affini per sensibilità, capaci di aggiungere nuove sfumature senza snaturare l’identità del disco.
La produzione, firmata dai Golden Years, intreccia sonorità pop, dettagli elettronici e momenti più acustici, creando una sequenza di immagini, quasi fotogrammi emotivi.
Le date del tour “Fulminacci all’aperto” 2026
Il tour, prodotto e organizzato da Magellano Concerti, attraverserà tutta Italia:
- 23 giugno – Padova, Sherwood Festival
- 25 giugno – Collegno (TO), Flowers Festival
- 26 giugno – Pisa, Pisa Summer Knights
- 28 giugno – Servigliano (FM), NoSound Fest
- 2 luglio – Bologna, Sequoie Music Park
- 9 agosto – Melpignano (LE), Sei Festival
- 10 agosto – Locorotondo (BA), Locus Festival
- 12 agosto – Catania, Sotto il Vulcano Fest
- 21 agosto – Alghero, Alguer Summer Fest
- 29 agosto – Trento, Trento Live Fest
- 30 agosto – Mantova, Mantova Summer Festival
I biglietti sono disponibili online e nei circuiti abituali.
Un racconto che continua dal vivo
Classe 1997, Fulminacci è riuscito in pochi anni a costruire un percorso solido e coerente, passando dall’esordio con La vita veramente fino ai palasport, senza perdere quella capacità rara di raccontare le cose semplici in modo mai scontato.
E forse è proprio questo il punto: i suoi concerti non sono mai solo concerti. Sono momenti condivisi, piccoli pezzi di realtà che si incastrano tra loro.
E “Fulminacci all’aperto” sembra essere esattamente questo: un ritorno alla dimensione più vera, quella in cui basta una frase giusta, detta al momento giusto, per sentirsi anche solo per qualche minuto tutti dalla stessa parte.

