La donna più ricca del mondo

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2025 e scelto come film di apertura della sedicesima edizione di Rendez-Vous – Festival del Nuovo Cinema Francese, La donna più ricca del mondo, scritto e diretto da Thierry Klifa, si ispira liberamente al celebre affaire Bettencourt, lo scandalo che tra il 2009 e il 2010 travolse l’ereditiera dell’impero L’Oréal, accusata di essere stata manipolata e spinta a regalare somme astronomiche a persone del proprio entourage.

Klifa, però, sceglie di non realizzare un vero film d’inchiesta o una ricostruzione politica del caso. Piuttosto, trasforma il materiale reale in un melodramma elegante e patinato, interessato soprattutto alle dinamiche di potere, dipendenza e manipolazione all’interno di una famiglia miliardaria. Il risultato è un racconto che si lascia guardare con piacere grazie ai suoi interpreti e alla sua estetica raffinata, ma che fatica a diventare davvero incisivo o corrosivo.

Isabelle Huppert, glaciale e magnetica

Il cuore del film è Isabelle Huppert nei panni di Marianne Farrère, ereditiera di un impero cosmetico e donna intrappolata in una vita di lusso, noia e relazioni ormai svuotate. A sconvolgere il suo equilibrio arriva Pierre-Alain, fotografo e artista fallito interpretato da Laurent Lafitte, vanitoso e opportunista ma capace di offrirle quel senso di imprevedibilità che manca nel suo mondo perfettamente controllato.

Il loro rapporto, fatto di dipendenza reciproca, denaro e manipolazione, è il vero motore del film: Marianne usa Pierre-Alain per sentirsi viva, mentre lui sfrutta Marianne per ottenere privilegi e accesso a un universo esclusivo.

Una soap opera di lusso più che una satira feroce

Il limite principale del film è che non riesce mai a scegliere se essere una satira sul privilegio e la decadenza delle élite o un melodramma familiare. Thierry Klifa elimina quasi del tutto la componente politica del caso Bettencourt per concentrarsi sul triangolo Marianne-Pierre-Alain-Frédérique, la figlia di Marianne interpretata da Marina Foïs.

Il rapporto conflittuale tra madre e figlia, il matrimonio ormai spento di Marianne e le tensioni legate al passato della famiglia restano però solo accennati. Il film sfiora temi molto forti, quali l’antisemitismo, la solitudine e la manipolazione, senza però mai approfondirli davvero, lasciando la sensazione di un racconto elegante ma troppo superficiale.

Anche sul piano visivo, La donna più ricca del mondo ha spesso il sapore di una miniserie di lusso più che di un grande film cinematografico. La fotografia elegante valorizza la presenza di Huppert e gli ambienti sontuosi, ma il risultato resta piuttosto piatto, con un’estetica molto patinata e televisiva. Alcuni inserti in stile documentario e qualche scelta più grottesca provano a spezzare il tono generale, ma senza riuscire davvero a dare al film una personalità più forte.

Huppert salva tutto, ma non basta

Nonostante i suoi limiti, La donna più ricca del mondo conserva una certa capacità di intrattenere. Alcune scene tra Huppert e Lafitte sono volutamente sopra le righe e perfino divertenti, soprattutto quando il film abbraccia il lato più assurdo e decadente di questo rapporto. Pierre-Alain che trascina Marianne in una spirale di eccessi e comportamenti sempre più sconvenienti è probabilmente l’aspetto più riuscito dell’intera operazione.

Tuttavia, resta la sensazione di un’occasione mancata. Un materiale così ricco avrebbe potuto dare vita a un racconto molto più feroce, ambiguo e disturbante, capace di riflettere davvero sulla solitudine del potere e sulla crudeltà nascosta dietro le grandi famiglie industriali francesi. Invece, Klifa preferisce restare sempre in superficie, senza mai graffiare davvero.

A salvare il film è ancora una volta Isabelle Huppert, magnetica e impeccabile, capace di dominare ogni scena con una naturalezza quasi spaventosa. Marianne è esattamente il tipo di personaggio che sembra scritto per lei: altera, sofisticata, feroce, vulnerabile solo nei momenti in cui abbassa per un attimo la guardia. Purtroppo, nemmeno la sua presenza basta a trasformare La donna più ricca del mondo in qualcosa di davvero memorabile.

La donna più ricca del mondo arriverà nelle sale italiane dal 16 aprile distribuito da Europictures.

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