Il 9 giugno 2026 è uscito in libreria, edito da Sperling & Kupfer, “La Regina di Maggio” di Emanuele Filiberto di Savoia.
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Il successo delle presentazioni di Emanuele Filiberto
Una prima presentazione si è svolta in quello stesso giorno a Milano, presso la libreria Rizzoli. Un incontro moderato da Enrica Roddolo, giornalista del Corriere della Sera ed esperta di Famiglie Reali (consigliamo vivamente la sua ultima pubblicazione, “Il libro dei Regni. Re e regine del mondo“. (Qui per acquistarlo su Amazon). Il giorno successivo è stata la volta di Roma, presso la Mondadori di Galleria Alberto Sordi. In questa occasione, insieme al nipote di Umberto II, Cesara Buonamici, volto noto del TG5.
In entrambe le occasioni, c’è stata una grande affluenza di pubblico, con anche qualche nome importante, come il Principe Guglielmo Giovanelli Marconi, nipote dell’inventore della radio.
Perché la figura di Casa Savoia continua ad affascinare gli italiani?
Come si spiega tutto questo entusiasmo per la presenza di Emanuele Filiberto di Savoia? È dovuto solo dal fatto che è un personaggio pubblico molto noto, grazie anche alla televisione e alla musica?
Certamente, ma non è questo l’unico motivo. Anche se quest’anno la repubblica ha compiuto ottant’anni, c’è ancora una percentuale, seppur minima, di monarchici italiani (almeno il 16%, secondo un recente sondaggio) e in ogni caso, le famiglie reali europee, e non solo, continuano a mantenere un enorme fascino internazionale.
Le visita in Italia dei Windsor, e dei sovrani di Spagna, di pochi mesi fa in Italia, confermano abbondantemente questa affermazione. Ed essendo appartenuta a un’altra epoca, Maria José del Belgio, la Regina di Maggio, può vantare un fascino ancor più grande rispetto ad altre teste coronate.
In passato è stata interpretata in televisione da Barbora Bobuľová nella miniserie televisiva Maria José – L’ultima regina, e da Aurora Ruffino nella serie TV La lunga notte – La caduta del Duce. Inoltre, è notizia dell’ultima ora che Ginevra Elkan ha intenzione di dirigere un film dedicato proprio alla figlia di Re Alberto I del Belgio, e sarà affiancata in fase di sceneggiatura da Marco Bellocchio e Chiara Barzini.
Di cosa parla “La Regina di Maggio”
Quello che racconta invece il libro di Emanuele Filiberto della Regina di maggio, vi invitiamo a scoprirlo acquistandolo e leggendolo. Possiamo comunque accennare a qualcosa sugli argomenti trattati.
C’è molto spazio dedicato all’infanzia del Principe, durante gli anni del suo esilio. Un periodo condito da bei ricordi, come le chiacchierate non solo con la sua grande nonna paterna, ma anche con suo nonno, Umberto II, nonostante l’ultimo Re d’Italia abitasse ormai lontano, in Portogallo, ed è scomparso quando doveva compiere ancora undici anni.
Molto importante anche il rapporto con il padre di Emanuele Filiberto, Vittorio Emanuele, che nel corso degli anni gli ha insegnato tante cose della storia di Casa Savoia. Quando era piccolo Emanuele Filiberto è arrivato addirittura a odiare il suo cognome, per via dell’esilio, oltre a vari episodi di bullismo legati ad esso. Ma con il tempo ha cambiato giustamente opinione su tutto ciò.
Il peso del cognome Savoia
Questo libro è dedicato alle sue figlie, Vittoria e Luisa, affinché non si debbano mai vergognare del cognome che portano, e che siano orgogliose degli antenati che hanno avuto. Perché anche se è innegabile che Vittorio Emanuele III ha commesso degli errori, la storia relativa non solo alla marcia su Roma, ma anche alle leggi razziali e all’8 settembre, è molto più complessa di quanto i libri di storia solitamente raccontino.
Una situazione simile ha riguardato anche la famiglia di Maria Josè, in particolare suo fratello, il Re Leopoldo III del Belgio. Per approfondire il tutto, vi consigliamo un altro libro, “Baldovino. Il re del gran rifiuto“, edito da Ares (Qui per acquistarlo su Amazon).
Casa Savoia, storia e memoria
Inoltre, c’è un altro particolare non da poco, spesso dimenticato dai libri scolastici di storia. Umberto II e Maria Josè erano tutt’altro che sostenitori del fascismo.
La reputazione dell’allora Principe di Piemonte è stata più volte infangata dai sostenitori del regime, perché Umberto era visto come un nemico per il futuro della dittatura. Sua moglie, invece, non si faceva scrupoli ad entrare nell’ufficio di Mussolini, senza venire annunciata, per contestarne l’operato, e dopo l’8 settembre si era anche proposta per combattere in prima linea con i partigiani fedeli alla Monarchia.
Memorie storiche che, grazie alle parole della Regina di Maggio, e di altri membri della sua famiglia, possono sopravvivere ancor oggi.

