Poesie clandestine

Nel cuore del Festival di Sanremo, tra ballad intense e brani dal forte impatto orchestrale, LDA e AKA7even scelgono una direzione diversa. Poesie Clandestine è una ventata d’aria fresca in questo febbraio ancora invernale: un brano che profuma già di estate e che, lo diciamo senza troppi giri di parole, a Lapiziaviews Magazine non dispiace affatto.

Un pop radiofonico costruito per restare

Dal punto di vista tecnico, Poesie Clandestine si muove su coordinate pop contemporanee ben definite. La struttura è solida: strofe melodiche che valorizzano le timbriche dei due artisti, pre-chorus in progressione armonica e un ritornello aperto, immediato, costruito per fissarsi in testa già dal primo ascolto.

La produzione punta su un beat mid-tempo, synth leggeri e un arrangiamento pulito che lascia spazio alle voci. Il mix è equilibrato: nessuna sovrapposizione eccessiva, nessuna ricerca di effetto forzato. È un brano radiofonico nel senso più positivo del termine, pensato per funzionare in streaming e in FM, ma anche per diventare colonna sonora delle serate estive. E sì, ci prepariamo già a sentirlo nei lidi, nei festival open air e nelle playlist stagionali.

Una coppia che funziona

Nel corso della prima serata, LDA e AKA7even hanno presentato Poesie Clandestine per la prima volta sul palco dell’Ariston, inseriti in una fascia centrale della scaletta, dopo una sequenza di brani più intensi. È un momento sempre delicato: il pubblico televisivo è ancora in piena attenzione e il confronto con le proposte precedenti è immediato. La loro performance è risultata pulita, controllata, con un’alternanza vocale fluida e una gestione dello spazio scenico equilibrata.

Nella seconda serata, la replica ha confermato la solidità del progetto. Con maggiore scioltezza e una presenza scenica ancora più naturale, hanno retto nuovamente il palco in una fascia non semplice da gestire, mantenendo energia e leggerezza nonostante l’orario impegnativo. In entrambe le esibizioni si è percepita la complicità: scambi di sguardi, dinamiche vocali ben distribuite e nessuna ricerca di protagonismo individuale.

La loro intesa si percepisce nei dettagli: alternanza fluida delle parti vocali, scambi di sguardi calibrati e dinamiche sceniche che valorizzano entrambi, senza sovrastarsi. È una performance che racconta non solo un brano, ma anche un legame artistico costruito con naturalezza. LDA e AKA7even funzionano perché non cercano di prevalere l’uno sull’altro. LDA porta un’energia più diretta e istintiva, AKA7even una sensibilità melodica più riflessiva: insieme trovano un equilibrio credibile e coerente con il loro percorso. Poesie Clandestine rappresenta il sound che più li caratterizza oggi — giovane, accessibile e tecnicamente ben bilanciato.

Se Sanremo resta il momento centrale di questa stagione musicale, grazie a loro febbraio ha già avuto un assaggio di estate. E forse, in fondo, non è affatto un male.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *