Siamo su Eternia, e il prode Duncan (Idris Elba), il Man-At-Arms di Re Randor (James Purefoy) sta addestrando i guerrieri più giovani, tra cui c’è anche il principe Adam. Anche se è ancora un bambino, tutti si aspettano molto da lui, ma nonostante gli sforzi non sembra destinato a diventare un grande guerriero. Una vera delusione per il Re suo padre, ma presto i problemi altri, e ancor più gravi.
Il malvagio Skeletor (Jared Leto) è intenzionato a conquistare il castello di Grayskull, difeso dalla potente Maga (Morena Baccarin). L’attacco nemico ha presto il sopravvento, così la Regina Marlena (Charlotte Riley) gioca la sua ultima carta.
Manda sul suo pianeta natio il principino Adam, insieme alla spada del potere.
Per il momento sarà al sicuro da Skeletor, ma un giorno magari potrà tornare su Eternia con quella potente arma magica, e salvare la situazione. Purtroppo durante il viaggio spazio-temporale Adam perde la spada. Chissà se un giorno la ritroverà mai…
Il prologo che ci ricorda perché amavamo He-Man
Questo è il prologo. Ed è anche tutto ciò che funziona perfettamente in Masters of the Universe 2026, il nuovo film di Travis Knight. Questa parte iniziale non solo rispecchia decisamente ciò che abbiamo visto in passato di questo franchise, ma è una lunga sequenza emozionante, ricca di adrenalina e anche commozione.
Poi Adam diventa grande. Da Artie Wilkinson-Hunt diventa Nicholas Galitzine (Pecore sotto copertura), ma la storia, invece di crescere… regredisce. Da quel momento l’unica cosa che mantiene la qualità rispetto all’inizio, oltre al doppiaggio italiano, è Skeletor, e il suo esercito (in particolare Evil-Lyn, interpretata da Alison Brie).
Master of the Universe 2026 ha tutti i difetti della maggior parte dei lungometraggi del Marvel Cinematic Universe. Davvero troppa demenzialità, e commedia slapstick. Ora molti diranno che l’He-Man della Filmation era sempre stato così, ma non è certo il pensiero di tutti, altrimenti questo franchise non sarebbe così amato dopo tutti questi decenni. C’erano almeno due personaggi comici, ma in questo film non sono pervenuti, o quasi. Gli altri eroi positivi non erano veramente demenziali, erano solo disegnati ed animati male.
Il budget è sempre stato un problema negli anni Ottanta
La serie animata, e il primo lungometraggio live-action, potevano essere molto più belli esteticamente parlando, e anche avvincenti, con un più denaro a loro disposizione. Questo del 2026 non sembra abbia avuto gli stessi problemi, ma difficilmente diventerà un cult, come quello del 1987, o Flash Gordon.
Talmente brutto da diventare bello? Semmai l’esatto contrario.
Senza dimenticare che, rispetto al passato, manca anche il protagonista. Dolph Lundgren appare in un cameo, e in quei pochi secondi è riuscito a dimostrare di essere ancor oggi molto più He-Man, fisicamente parlando, di quanto lo sarà mai Nicholas Galitzine. E poi c’è anche il discorso “politico”. Questa versione dei Dominatori dell’Universo voleva criticare in maniera ironica le risorse umane statunitensi, con i loro pronomi e linguaggi obbligatori, o invece eloggiarle? Non si capisce davvero: del resto, siamo di fronte a un film molto confusionario.
Tutto il contrario della serie Netflix del 2021, che nonostante qualche licenza creativa, ci ha mostrato non solo che Kevin Smith è un vero nerd appassionato del franchise, ma soprattutto cosa significa realizzare qualcosa di epico con i mezzi odierni.
Date, voci e sorprese finali
Masters of the Universe 2026 è al cinema in Italia da giovedì 4 giugno 2026, grazie a Sony e Eagle Pictures, e con due scene extra durante i titoli di coda.
Il doppiaggio italiano, diretto da Daniele Giuliani, ha visto al leggio le voci di:
Flavio Aquilone (Adam/He Man)
Alberto Angrisano (Duncan / Man-At-Arms)
Elena Perino (Teela)
Simone D’Andrea (Skeletor)
Perla Liberatori (Evil-Lyn)
Francesca Manicone (la Maga)
Francesco Prando (Re Randor)
Francesca Fiorentini (Regina Marlena)
Benedetta Ponticelli (Roboto)

