8 maggio 1945. Il giorno dopo la fine della Seconda guerra mondiale in Europa, gli Statunitensi catturano Hermann Göring (Russell Crowe), numero due di Adolf Hitler.
Dopo un breve periodo di prigionia nel campo Ashcan, lo trasferiscono nella prigione di Norimberga, insieme agli altri gerarchi nazisti catturati vivi dagli Alleati. Qui affronta il processo, proprio nella città in cui furono emanate alcune delle leggi più disumane del Terzo Reich.
Per questo procedimento dagli Stati Uniti non arriva soltanto il procuratore Robert Houghwout Jackson (Michael Shannon). Con lui giunge anche lo psichiatra Douglas Kelley (Rami Malek), incaricato di monitorare la salute mentale dei prigionieri.
Nonostante rischi la morte per impiccagione, Göring appare sorprendentemente tranquillo. Convinto di essere nel giusto, e consapevole del proprio talento propagandistico al pari di Goebbels, è certo di poter ribaltare la situazione. E prova a farlo partendo proprio da Kelley.
Il primo processo di Norimberga già raccontato sullo schermo. Il primo perchè alla fine ne serviranno dodici per giudicare i responsabili della Seconda guerra mondiale e dell’Olocausto. Esattamente 25 anni fa, con una miniserie televisiva omonima diretta da Yves Simoneau, con Brian Cox nel ruolo di Göring e Alec Baldwin in quello di Jackson. Quel racconto si concentrava soprattutto sul procuratore americano e sulla sua vita privata.
James Vanderbilt, invece, sceglie un’altra strada: amplia lo spazio dedicato all’erede designato del Führer e costruisce il film attorno a una figura allora assente, il dottor Douglas Kelley.
In Norimberga 2025, oltre a una ricostruzione più dettagliata del processo e delle esecuzioni – con otto giudici e l’evidenziazione degli errori commessi dai boia durante le impiccagioni – il cuore del racconto diventa il rapporto tra Kelley e Göring. Un legame già analizzato nel libro Il nazista e lo psichiatra di Jack El-Hai.
Una relazione disturbante e al limite dell’inverosimile, che segnerà profondamente la vita del medico statunitense, come chiariscono i primi titoli di coda. Rami Malek e Russell Crowe riescono a restituirne tutta la complessità.
Per l’ex Gladiatore, questa non è solo la miglior prova degli ultimi cinque anni, ma un‘interpretazione magistrale di un personaggio storico inquietante e fuori scala, potenzialmente da candidatura agli Oscar. Nella versione originale di Norimberga, Crowe recita spesso in tedesco e, quando passa all’inglese, mantiene un marcato accento teutonico.
Ampio spazio è riservato anche al Regno Unito. Richard E. Grant interpreta David Maxwell Fyfe, integerrimo giurista britannico capace di compensare le difficoltà di Jackson, spesso messo in crisi dall’abilità dialettica di Göring.
Il film dedica inoltre una parentesi quasi autonoma a Rudolf Hess (Andreas Pietschmann). La sua “avventura britannica” è raccontata con toni grotteschi, quasi chapliniani, sottolineando l’assurdità della cattura e la sua convinzione di poter parlare direttamente con Re Giorgio VI.
Il film è arrivato in anteprima mondiale nella sezione Gala Presentations del Toronto International Film Festival il 7 settembre 2025, e successivamente come film di chiusura della 43ª edizione del Torino Film Festival. Norimberga di James Vanderbilt arriverà nei cinema italiani giovedì 18 dicembre 2025, distribuito da Eagle Pictures.

