Nel 2015 la Francia è stata scossa da diversi episodi terroristici, tra cui quello alla sede di Charlie Hebdo e la strage del Bataclan. Eventi che hanno percosso profondamente l’Europa, diventando una sorta di “11 settembre” per la nostra parte di mondo.
La sera del 13 novembre hanno perso la vita novanta persone: si tratta del più sanguinoso attacco in territorio francese dopo gli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Mentre gli attacchi erano ancora in corso, l’allora presidente François Hollande dichiarò lo stato d’emergenza e bloccò temporaneamente i confini, permettendo ai servizi francesi di agire con rapidità per individuare i responsabili.
November: dalle indagini al grande schermo
Da questi eventi nasce il film November, uscito nelle sale italiane il 20 aprile. La pellicola condensa in soli cinque giorni le indagini che, nella realtà, si sono protratte per cinque anni.
Il nemico da rintracciare era tra le fila dell’ISIS, con l’obiettivo di colpire il cuore degli infedeli in nome del profeta Maometto. Il film si concentra sui punti principali delle indagini, mostrando il percorso che ha portato all’individuazione dei responsabili.
Il ruolo centrale di Sonia e la cattura di Salah Abdeslam
Un punto interessante è l’attenzione data al personaggio di Sonia, la testimone che ha permesso la cattura di Salah Abdeslam. Nella realtà, il terrorista è stato arrestato nel suo appartamento il 18 marzo 2016, condannato a vent’anni di carcere nel 2018 e, successivamente, all’ergastolo nel 2022.
Il film prende diverse libertà narrative rispetto allo svolgimento reale dei fatti, ma riesce a restituire la durezza del lavoro delle forze dell’ordine.
Una narrazione tra lentezza e frenesia
November alterna momenti lenti – come lo furono realmente le indagini iniziali – a una seconda parte più rapida e frenetica. Il film cerca di rappresentare la freddezza necessaria per agire in situazioni di emergenza, mettendo in secondo piano l’emotività dei protagonisti.
Questa scelta, però, genera una barriera tra spettatore e personaggi, che rischiano di apparire come semplici macchine d’assalto senza un’anima.
Un film che lascia il dubbio
La storia resta interessante e complessa, ma November si concentra più sulla ricostruzione investigativa che sull’impatto emotivo degli eventi. Ne risulta una pellicola che, pur parlando di un tema così forte, non si distingue da altri titoli del genere.
Avrebbe potuto essere più incisiva se avesse dato maggiore spazio alla dimensione umana e alla fatica dei protagonisti, invece di trasformarsi in una macchina narrativa frenetica e distante.

