In tour sui palchi dei principali festival in Italia e all’estero, Ele A pubblica oggi il videoclip di “Ombre di città” (EMI Records Italy / Universal Music Italia), un brano che si arricchisce della collaborazione con Colapesce, tra le voci più apprezzate della scena cantautorale italiana contemporanea, che firma anche la produzione della traccia insieme a Disse.

Il video ufficiale, disponibile online da oggi, rispecchia pienamente l’estetica inconfondibile di Ele A: un mix retrò estremamente riconoscibile, fatto di colori pop, dettagli vintage e un gusto visivo che guarda ai primi anni Duemila. Il tutto è immerso in un immaginario che richiama lo stile Frutiger Aero, con cieli azzurrissimi, effetti luce digitali e quell’energia sospesa tra futuro e nostalgia che ha definito l’estetica tech di quegli anni.

Gli spoiler su Pinterest e l’annuncio non convenzionale

Nei giorni precedenti all’uscita del singolo, Ele A aveva già iniziato a seminare indizi. Da sempre attenta a evitare soluzioni prevedibili, l’artista ha scelto Pinterest al posto delle classiche piattaforme social per pubblicare i teaser.
Due immagini hanno attirato l’attenzione: la prima mostrava un paesaggio essenziale, con prato verde e cielo azzurro; la seconda ricordava un CAPTCHA, quelli utilizzati per dimostrare di non essere un robot. A uno sguardo più attento, però, si intravedeva un uomo con un binocolo. Spoiler: era Colapesce.

Due segnali low-key ma fortemente evocativi, capaci di suggerire che qualcosa stesse prendendo forma.

Un incontro umano prima che musicale

“È un brano nato in modo del tutto spontaneo e senza alcuna pretesa. È la dimostrazione che, quando si crea un rapporto umano autentico, anche la musica riesce a riflettere quella stessa naturalezza. Pur provenendo da due mondi e universi musicali differenti, siamo riusciti a trovare un punto d’incontro sincero, dove le nostre voci e i nostri testi si intrecciano con equilibrio, dando vita a qualcosa che ci rappresenta entrambi”.

“Ombre di città” nasce proprio da questo incontro sincero tra due visioni diverse, che riescono a dialogare senza mai forzarsi.
Da una parte Ele A, con una scrittura diretta, viscerale, che affonda le radici nel rap e si apre a un racconto personale e coinvolgente. Dall’altra Colapesce, capace di creare atmosfere leggere ma dense di significato, evocando mondi interiori con immagini essenziali e mai banali.

Il racconto di una città che non consola

“Ombre di città” parla di ricordi che restano intrappolati nelle stanze, nelle fotografie mosse, nei graffiti sbiaditi di una città distante, che non consola. È un brano che racconta le cose per come sono, senza semplificazioni né retorica, con la delicatezza di chi osserva il dolore senza mai giudicarlo.

Il mix e il master sono curati da Andrea Suriani, contribuendo a mantenere un equilibrio costante tra parola e suono.

Ele A dal vivo: il summer tour 2025

Non solo nuova musica. Dopo aver conquistato i club lo scorso autunno con l’“ACQUA CLUB TOUR”, interamente sold out in Italia e all’estero, Ele A è ora impegnata con il suo summer tour 2025. Un’occasione per vivere dal vivo tutta la forza della sua scrittura e i brani che l’hanno consacrata come una delle rivelazioni più autentiche del panorama musicale italiano.

Il 2025 si è aperto all’insegna della conferma: Ele A sfiora oggi il milione di ascoltatori mensili su Spotify e continua a collezionare collaborazioni di grande peso. Tra le più rilevanti spiccano quella con Guè in “Gazelle” (dopo “El Clásico”), quella con Neffa e Francesca Michielin in “Tuttelestelle” e “Occhi Ingenui” con Franco126.

Di recente ha anche registrato il suo primo Red Bull 64 Bars, “64 BARRE DI DOPAMINA”, ed è stata scelta da Night Skinny per entrare nel roster del Players Club 2025, confermando il suo ruolo centrale nella nuova scena italiana.

Analisi del brano: due anime che si incontrano

Suoni psichedelici retrò e un flow che cattura fin dalle prime battute: in “Ombre di città” Ele A mette in mostra tutta la sua metrica e la solidità della sua “penna”, dando voce a un passato che non smette di farsi sentire.

Mi brucio cuore, fegato, polmoni
Tu spera che poi mi riprendo, yeah

Un’immagine estrema ma potentissima, che restituisce la sensazione del dolore e dello sforzo continuo per affrontarlo. Una scrittura schietta, cruda, perfettamente coerente con il messaggio emotivo che l’artista vuole trasmettere.

Palme selvagge, ombre di città
Se giro a vuoto, poi magari ti ritrovo
Sento svanire la curiosità
Per le illusioni nuove
Però ti vedo anche se sono altrove

Nella parte affidata a Colapesce emerge una malinconia quieta, quasi sospesa, che si contrappone alla tensione della sezione rappata. Le palme, simbolo di solitudine e rifugio, diventano luogo di riflessione interiore, richiamando anche l’immaginario cinematografico de La primavera della mia vita.

Le due voci si sovrappongono con naturalezza, creando un’armonia sorprendente. Due anime diverse che convivono senza annullarsi, regalando al brano una doppia lettura: graffiante e delicata, rabbiosa e contemplativa.

I suoni accompagnano senza mai sovrastare, lasciando spazio alla parola e alle emozioni. Una nota a margine va al videoclip che, con un cielo colmo di elementi apparentemente dissonanti, amplifica il senso di nostalgia e cattura immediatamente lo sguardo.

Per quanto nato quasi per caso, “Ombre di città” è una piccola perla capace di offrire uno spaccato sincero sulle relazioni personali e sul modo in cui vengono vissute, alla costante ricerca della persona giusta sotto l’ombra della giusta palma.

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