Pecore sotto copertura

Dal 7 maggio arriva al cinema “Pecore sotto copertura”, una commedia per tutta la famiglia che rilegge il genere investigativo con ironia e leggerezza. Diretto da Kyle Balda e tratto dal romanzo Three Bags Full di Leonie Swann, il film porta sullo schermo un’idea tanto semplice quanto irresistibile: e se le pecore fossero molto più intelligenti di quanto immaginiamo?

A dare voce ai protagonisti nella versione italiana sono Ciro Priello e Arianna Cravotto, che trasformano l’esperienza di doppiaggio in un racconto fatto di entusiasmo, gioco e identificazione.

Un mistero in fattoria

Al centro della storia c’è George, un pastore interpretato da Hugh Jackman, che ogni sera legge romanzi gialli alle sue pecore, convinto che non capiscano nulla.

Ma quando un misterioso incidente sconvolge la tranquillità della fattoria, qualcosa cambia. Le pecore decidono di passare all’azione, trasformandosi in improbabili detective e iniziando a indagare tra indizi e sospetti umani.

Una premessa surreale che diventa il motore di un racconto capace di mescolare mystery, comedy e avventura, mantenendo sempre uno sguardo accessibile a tutte le età.

Un cast internazionale (e una voce tutta italiana)

Accanto a Hugh Jackman, il film vanta un cast internazionale che include Emma Thompson, Nicholas Braun, Nicholas Galitzine, Molly Gordon e Hong Chau.

Ma è nel doppiaggio italiano che il film trova una dimensione ancora più personale.

Ciro Priello e Arianna Cravotto prestano la voce a Mopple (o Maple) e Zora, due pecore agli antipodi ma profondamente complementari.

Il doppiaggio come gioco (e come emozione)

Per Arianna Cravotto, entrare in questo progetto ha significato soprattutto felicità:

“Fare ciò che amo mi rende estremamente felice… doppiare questo film è stata un’esperienza stupenda.”

Il suo legame con Zora è stato immediato:

“Mi sono rivista tantissimo in quella piccola pecorella.”

Un personaggio iperattivo, curioso, velocissimo nel parlare; tanto da rendere il lavoro tecnico una sfida continua, ma sempre divertente.

Ciro Priello, invece, descrive il doppiaggio come un ritorno al gioco:

“È una delle cose più belle che mi siano mai capitate… bisogna ricordarsi del gioco, al di là della tecnica.”

Il suo Mopple è empatico, dolce, profondamente umano. E forse è proprio questo il punto:

“È raro trovare persone empatiche nella vita. Lui lo è, e io mi ci rivedo.”

Personaggi che restano addosso

Entrambi gli attori raccontano un’esperienza che va oltre la sala di registrazione. I personaggi restano, si mescolano alla vita quotidiana, cambiano persino il modo di guardare il mondo.

Arianna scherza sul fatto che ormai saluterebbe le pecore “come vecchie amiche”, mentre Ciro ammette senza esitazioni:

“Se incontrassi una pecora, le parlerei come a un essere umano.”

Un’affermazione che riassume perfettamente lo spirito del film: ribaltare il punto di vista, trasformare ciò che diamo per scontato in qualcosa di sorprendente.

Tra mystery e immaginazione

“Pecore sotto copertura” gioca apertamente con il genere investigativo, strizzando l’occhio ai grandi detective della narrativa. Non a caso, Arianna cita come riferimento Sherlock Holmes, simbolo di quell’immaginario che il film rielabora in chiave ironica.

Qui però non ci sono investigatori in impermeabile, ma un gregge di pecore determinate a risolvere un enigma. E proprio in questa distanza tra aspettativa e realtà nasce il divertimento.

Un film per tutta la famiglia (ma non solo)

Distribuito in Italia da Eagle Pictures, “Pecore sotto copertura” è una commedia pensata per un pubblico ampio, capace di parlare ai più piccoli senza rinunciare a livelli di lettura più sottili.

Perché dietro l’ironia e il tono leggero si nasconde una riflessione semplice ma efficace: non sottovalutare mai chi hai davanti.

100 da pecora

E alla fine, tra battute e risate, il giudizio dei doppiatori è unanime:

“100 da pecora.”

Un modo giocoso per dire che sì, questo film riesce nel suo intento: divertire, sorprendere e magari farci guardare anche le cose più semplici con occhi diversi.

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

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