Diretto da Georgia Oakley (Blue Jean) e adattato da Diana Reid, Ragione e Sentimento porta sul grande schermo una nuova versione del celebre romanzo di Jane Austen, scegliendo un approccio più serio e naturalistico rispetto alla tradizionale ironia della storia.
Alla morte del padre, Elinor (Daisy Edgar-Jones), Marianne (Esmé Creed-Miles) e la loro sorella minore Margaret (Bodhi Rae Breathnach) Dashwood perdono la casa e la sicurezza economica a cui erano abituate. L’intera proprietà passa al fratellastro John (Tom Brooke), che, influenzato dalla moglie Fanny (Stacy Martin), decide di non garantire alle sorelle il sostegno promesso. Le tre sono così costrette a trasferirsi in un modesto cottage di campagna, in una società in cui per una donna della loro condizione il matrimonio rappresenta una delle poche possibilità di sicurezza economica.
Elinor affronta la nuova situazione con razionalità e autocontrollo, mettendo continuamente da parte i propri desideri. Marianne, invece, vive tutto con una passione incontenibile. La prima si avvicina al timido Edward Ferrars (George MacKay), mentre la seconda viene conquistata dall’affascinante e impulsivo John Willoughby (Frank Dillane). A complicare ulteriormente gli equilibri arriva il misterioso colonnello Brandon (Herbert Nordrum), mentre Mrs. Jennings (Fiona Shaw) porta nella vicenda una dose di ironia e vivacità.
Ma più degli uomini, il film sembra interessato al legame tra le due sorelle.
Due sorelle, due modi di vivere
Esmé Creed-Miles è una delle sorprese del film. La sua Marianne viene presentata quasi come una creatura selvaggia: corre nei boschi, spesso scalza, immersa in una natura che sembra rappresentare tutto ciò che la società le impone di reprimere. Non è una versione semplicemente modernizzata del personaggio, ma una ragazza ancora profondamente romantica, nella quale emerge con forza la rabbia per la propria condizione. Creed-Miles le dà un’energia fisica e istintiva che finisce per renderla il vero centro emotivo del film.
Al suo opposto, Daisy Edgar-Jones costruisce un’Elinor molto più trattenuta, fatta di silenzi e sentimenti nascosti. La sua interpretazione evita il melodramma e trova la propria forza proprio nelle emozioni che il personaggio non riesce a esprimere. Anche il rapporto con George MacKay, nei panni di Edward Ferrars, funziona soprattutto nei momenti più semplici. La loro chimica è discreta, fatta di sguardi e piccole interazioni, senza bisogno di trasformare ogni incontro in una grande scena romantica.
Un mondo naturale e malinconico
Visivamente Ragione e Sentimento è uno dei suoi aspetti più riusciti. Oakley contrappone continuamente la società ordinata e rigidamente regolata delle sorelle Dashwood a una natura selvaggia e quasi primordiale. Prati, boschi e vegetazione sembrano crescere senza controllo intorno alle proprietà, mentre la fotografia avvolge spesso gli ambienti in una luce calda e crepuscolare.
È una scelta che funziona anche sul piano simbolico: sotto le buone maniere e le regole sociali esistono desideri, rabbia e passioni che le protagoniste sono costrette a contenere.
La scenografia e i costumi contribuiscono a creare un mondo elegante ma malinconico, quasi sospeso nel tempo. Il film ha una forte identità visiva e alcune immagini rimangono impresse proprio per la loro capacità di trasformare l’ambiente in un’estensione dello stato d’animo dei personaggi.
Quando il tono non trova una direzione
Il problema principale riguarda però il registro del film.
Per gran parte della sua durata, Ragione e Sentimento sembra voler essere un dramma romantico austero, malinconico e naturalistico. Poi, improvvisamente, introduce momenti più brillanti e ironici, quasi da commedia di costume. Alcune scene sembrano appartenere a un film completamente diverso, con un tono che ricorda maggiormente quello di una commedia come Emma.
La presenza del registro comico non sarebbe necessariamente un problema, ma è l’alternanza tra registri a risultare poco equilibrata. Il passaggio dal dramma alla leggerezza non sempre è naturale e finisce per creare una certa distanza emotiva. La dimensione più austera e naturalistica è interessante e, quando il film la segue, riesce a trovare una propria voce; quando invece cerca di essere più giocoso, sembra talvolta inseguire uno stile che non appartiene completamente al resto dell’opera.
Il sentimento più importante
Nonostante questo, il film trova i suoi momenti migliori quando torna a concentrarsi sulle sorelle. Le loro storie d’amore sono importanti, ma il vero cuore emotivo è il modo in cui Elinor e Marianne affrontano insieme dolore, delusione e difficoltà.
Sono profondamente diverse, eppure imparano a sostenersi proprio attraverso le loro differenze. In questo senso, Ragione e Sentimento riesce a dare alla storia una dimensione più ampia rispetto al semplice racconto romantico: è anche una storia sulla solidarietà tra donne costrette a muoversi all’interno di una società che offre loro pochissime alternative.
Una rilettura elegante ma discontinua
Ragione e Sentimento è quindi un film visivamente raffinato, ben interpretato e animato da una sincera volontà di trovare una nuova strada per una storia conosciuta. Esmé Creed-Miles è una vera sorpresa, Daisy Edgar-Jones offre un’interpretazione misurata e George MacKay funziona molto bene nella dimensione più intima della storia.
Il limite è una certa indecisione stilistica. La durata di 2 ore e 11 minuti amplifica alcune oscillazioni e il film non sempre riesce a conciliare il dramma austero e naturalistico con i momenti più brillanti da commedia.
Rimane comunque una rilettura interessante, soprattutto quando mette al centro il rapporto tra Elinor e Marianne e lascia che siano i personaggi, più che lo stile, a parlare. Un film ambizioso e molto bello da vedere, che avrebbe però beneficiato di una maggiore coerenza nel tono.
Ragione e Sentimento arriverà nelle sale italiane dal 22 ottobre, distribuito da Universal Pictures International Italy.

