Quando fu annunciato Amsterdam nel catalogo della Festa del Cinema di Roma, ci si aspettava di vedere sul red carpet un cast stellare. Il film è stato proiettato il 27 ottobre, e anche se le star non sono arrivate nella capitale, abbiamo assistito alla proiezione e possiamo dirlo chiaramente: Amsterdam è un film non riuscito.
Una delusione critica immediata
La stampa ha stroncato il film fin dalle prime recensioni, tanto che il tour europeo di anteprime è stato interrotto. Questo ha impedito l’arrivo delle grandi star a Roma, alimentando la percezione di un’opera già compromessa.
David O. Russell e un ritorno mancato
Dopo sette anni da Joy, David O. Russell torna con una pellicola dal potenziale esplosivo, ma il risultato è statico e privo di energia. Nonostante la presenza di attori come Christian Bale, Margot Robbie, John David Washington, Robert De Niro e Zoe Saldana, le performance risultano sottotono e soffocate da una regia senza slancio.
Una trama che non decolla
Amsterdam mescola fatti realmente accaduti, complotti e misteri, ma senza trovare una direzione chiara. La ricostruzione romanzata sembra frammentata e sconnessa, fino a una spiegazione finale forzata a venti minuti dalla conclusione. Una scelta che evidenzia la mancanza di un vero punto d’arrivo.
Atmosfere anni ’30 senza sostanza
L’ambientazione noir degli anni ’30 è elegante, ma resta una patina che non riesce a dare concretezza a una narrazione fragile. La trama segue tre amici testimoni di un omicidio, accusati ingiustamente, che si ritrovano coinvolti in un intreccio di spionaggio e complotti governativi. Finzione e realtà si confondono, ma senza mordente né ritmo.
Un film logorroico e faticoso
Tra dialoghi prolissi e scene ripetitive, Amsterdam diventa un’esperienza pesante e soporifera. La durata eccessiva affatica lo spettatore, rendendo difficile arrivare alla fine senza perdere interesse.
Un’occasione sprecata
Il risultato è un film che avrebbe potuto essere interessante ma che spreca il suo enorme potenziale. Un budget imponente non basta a salvarlo dal flop al botteghino. Anche in home vision, è probabile che lo spettatore si addormenti dopo i primi venti minuti.

