Salsedine

“Salsedine” è l’ultimo brano dei Piazzabologna, una canzone che richiama immediatamente la bella stagione. Ma attenzione: se vi aspettate la classica hit estiva a cassa dritta, avete sbagliato di grosso. Non è certo questo il caso.

Con questo nuovo singolo, i Piazzabologna recuperano un sound fresco e luminoso, tipicamente estivo, abbinandolo però a un testo dal sapore dolceamaro. Proprio come quelle storie d’amore che iniziano e finiscono tra la schiuma del mare, lo stesso mare che ogni anno ricerchi disperatamente, come un luogo dell’anima da cui ripartire.

“Salsedine” è senza dubbio una canzone d’amore, ma non è mai scontata. È uno di quei brani che potresti tenere in cuffia per ore senza stancarti: una melodia capace, ogni volta, di restituire un’immagine precisa, che si intreccia perfettamente con il vissuto di chi ascolta.

La storia raccontata è quella di un amore finito, di cui non conosciamo le cause dell’addio. Ci vengono però concessi alcuni dettagli fondamentali, inseriti con cura, che permettono all’ascoltatore di costruire nella propria mente l’immagine di una giovane coppia che si è amata, cullata dalle onde del mare.

“Vorrei abitare nei tuoi pensieri, ma non basterebbe un bilocale.
Mentre il sole sbatte sulla tua pelle latte penso a come non bruciarmi di te”.

Un amore nato sotto il sole di un’estate italiana, su una battigia o magari su uno scoglio a picco sul mare. È lì che i sogni escono dai cassetti e iniziano a essere condivisi, fino a quando — spesso improvvisamente — si incontra quella persona.
La stessa che si impossessa dei tuoi pensieri, che ti spinge a voler abitare nei suoi, cercando di comprendere anche le più piccole espressioni sul suo viso, pur sapendo che questo gioco, a lume di candela, potrebbe bruciarti le ali.

E fa niente se inciampi nei pensieri sbagliati, se ti lasci trasportare da momenti che sembrano eterni. Attimi che potrebbero apparire come cliché di un amore estivo, ma che poi si rivelano acqua salata, capace di bruciare e solcarti il viso, lasciandoti addosso quella salsedine che per un po’ non andrà via.

“Occhiali veloci, ma negli occhi hai due emoji.
Con quel vestito a fiori coloravi Camogli.
Vorrei entrare nei tuoi sogni farci un paio di escursioni
t’hanno vista su ai Parioli farlo senza di me.
T’ho lasciata andare pensando che ritornavi
come schiuma nel mare”.

Una storia vissuta sotto il cielo italiano, dalla Capitale, precisamente i Parioli, fino ai vicoli di Camogli. Strade che si colorano al passaggio di lei: felice, spensierata, piena di vita e di sogni. Un vestitino a fiori, simbolo dell’estate italiana, capace di far perdere la testa e alimentare la speranza di entrare in quei sogni — forse troppo grandi — che le riempivano la mente e le rubavano, anche solo per un attimo, il sorriso.

Ed è proprio qui che arriva la consapevolezza: anche le cose più belle finiscono. Spesso non ce ne rendiamo conto subito, convinti di avere ancora tempo, certi che non sarà mai davvero un addio. Nemmeno quando lasciamo andare qualcuno, persuasi che tornerà.

Ma le persone non sono schiuma nel mare. E una volta perse, difficilmente si recuperano.
I Piazzabologna questo lo sanno bene, ed è per questo che raccontano l’amore dall’inizio alla fine, senza maschere. Perché, anche se loro le indossano, condividono emozioni autentiche, fino a cadere a terra a pezzi, come birilli dopo uno strike.

“Salsedine” è uno di quei brani che quest’estate entrerà di diritto nella mia playlist personale. Ma sono certa che verrà apprezzato anche dal grande pubblico, perché riesce a essere fresco senza risultare banale, evitando la dicotomia da “stessa spiaggia, stesso mare” e rispecchiando al 100% la personalità del collettivo nato all’ombra di Piazza Bologna, a Roma.

Ah, dimenticavo: quest’estate, se doveste vivere anche voi una storia d’amore sotto l’ombrellone… cercate di godervela fino in fondo.
Dopotutto.

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