So cosa hai fatto

Ventisette anni dopo il cult slasher del 1997, So cosa hai fatto (2025) tenta il grande ritorno con un reboot/sequel affidato alla regista Jennifer Kaytin Robinson e alla benedizione dei protagonisti originali, Jennifer Love Hewitt e Freddie Prinze Jr., qui di nuovo nei panni di Julie e Ray. La storia ci riporta a Southport, North Carolina, dove un nuovo gruppo di ragazzi si macchia dello stesso peccato dei predecessori: un incidente d’auto coperto dal silenzio, un patto da mantenere, e un killer pronto a farli pentire di ogni singola scelta. Ma stavolta, chi li perseguita sa anche cosa ha fatto il franchise.

Nuova generazione, stessi errori

Il gruppo è composto da Danica (Madelyn Cline), influencer con aspirazioni da moglie trophy; Ava (Chase Sui Wonders), l’amica razionale ormai distaccata; Milo (Jonah Hauer-King), ex fidanzato idealista; Teddy (Tyriq Withers), ricco e immaturo; Stevie (Sarah Pidgeon), la più interessante ma anche la più maltrattata dal copione. I cinque si trovano implicati in un incidente mortale sulla famigerata Reaper’s Curve, decidono di insabbiare tutto e poi – sorpresa! – vengono presi di mira da un killer con lenza e cerata. I rimandi al Massacro del ’97 sono continui e usati come leva nostalgica. L’operazione, però, sembra più interessata a citare Scream che a rinnovare l’anima dell’originale.

Un cast intrappolato

Gli attori fanno quello che possono, ma i personaggi sembrano scritti da un’intelligenza artificiale addestrata su commenti di TikTok. Le dinamiche tra i protagonisti oscillano tra il trash involontario e la soap, e si salvano solo in rari momenti di autoironia. Le scelte registiche affossano ogni possibilità di tensione: la messinscena è spesso ridicola, con killer che si materializzano in uffici di pochi metri quadri senza essere visti, protagonisti che si nascondono con un piumino nero e parrucche degne di un cosplay da discount, voice memo da due minuti usati come esposizione e rivelazioni affidate a una ricerca su Google immagini.

Un legacyquel senza eredità

Il ritorno di Julie e Ray è purtroppo emblematico dell’intera operazione: gratuito, poco integrato nella trama, e utile solo a dare un’apparente patina di continuità. Il tentativo di “trasmettere il testimone” è talmente goffo che i personaggi stessi sembrano consapevoli della pochezza di ciò che li circonda. Gli omicidi qui sono fiacchi, fuori campo, tagliati troppo presto o appiattiti da una regia pavida. Nessuna invenzione visiva, nessuna tensione reale, nessuna ironia che funzioni.

Un climax tra citazioni e cliché

Il film sembra soffrire di un complesso d’inferiorità verso Scream: continui rimandi stilistici, battute fuori luogo, tentativi di “meta-commentario” che affondano in battute scollegate e forzate. A tutto questo si aggiunge un finale disastroso, che cerca un’improbabile svolta femminista senza alcuna coerenza. Con una rivelazione sull’identità del killer talmente scontata che viene da chiedersi se fosse stata davvero pensata come un colpo di scena.

Una saga sacrificata al cinismo

So cosa hai fatto (2025) è la perfetta rappresentazione di un certo tipo di cinema horror attuale: nostalgico senza amore, ironico senza intelligenza, superficiale ma convinto di essere profondo. I personaggi dichiarano a più riprese quanto sia inutile riesumare il passato. Peccato che il film non ascolti i propri dialoghi.

So cosa hai fatto (2025) arriva in sala oggi, mercoledì 16 luglio, prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

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