Visto in anteprima a Venezia79, il film Tár arriva ora in sala con protagonista Cate Blanchett. L’attrice ha conquistato la Coppa Volpi a Venezia e il Golden Globe come miglior attrice per questa interpretazione drammatica.
Il regista Todd Field racconta la storia di Lydia Tár, rinomata direttrice d’orchestra e compositrice di musica classica a livello internazionale. Pur sembrando una storia realmente accaduta, il film non è un biopic. La scrittura di Field e la performance di Blanchett rendono il racconto incredibilmente credibile, conferendo profondità al personaggio.
Una storia cucita su misura per Blanchett
Il ruolo di Lydia Tár appare quasi sartoriale. Field aveva già dichiarato nel 2021 di voler lavorare con Blanchett, costruendo un personaggio che valorizzasse le sue capacità recitative. La performance dell’attrice è uno dei motivi principali per cui il film merita attenzione e, probabilmente, una candidatura agli Oscar come miglior attrice.
L’analisi del #MeToo e della reputazione pubblica
Il film esplora il movimento #MeToo, offrendo allo spettatore spunti per formarsi un’opinione su vittime e carnefici. Ambientato a Berlino, Lydia subisce accuse pubbliche dopo il suicidio di una sua ex-protégée. La direttrice perde lavoro, famiglia e prestigio internazionale in breve tempo. La moglie Sharon e la figlia la lasciano per proteggersi dagli scandali, e la Filarmonica la licenzia.
Il film mostra come gesti e carezze possano essere fraintesi dall’opinione pubblica. La protagonista cerca di difendersi da accuse di abuso di potere e misoginia, ma il racconto evita di chiarire del tutto le sue azioni.
La complessità dei personaggi
Lydia Tár non appare mai completamente chiara nelle sue intenzioni. La regia di Field evita dettagli decisivi, costringendo lo spettatore a colmare le lacune narrative. Personaggi come Olga (Sophie Kauer) diventano specchi delle accuse verso Lydia, mentre il pubblico si confronta con la sfumatura tra vittima e carnefice.
Il comportamento ambiguo di Lydia, unito a una struttura filmica grigia e frammentaria, contribuisce a una narrazione intensa ma priva di un quadro completo. Il film sembra riflettere su un’Hollywood che cancella rapidamente, ma non offre strumenti chiari per comprendere la verità dei fatti.
Conclusione
Tár è un film frammentario, costruito attorno alla straordinaria performance di Cate Blanchett. Pur mostrando buchi narrativi e punti oscuri, offre uno spaccato potente sul potere, la fama e la percezione pubblica delle donne in ambito artistico e professionale.

