Il cast presenta a Roma la nuova serie FX tra bellezza sintetica, identità e sacrificio.
Cosa saremmo disposti a sacrificare pur di essere perfetti? È questa la domanda che attraversa “The Beauty”, la nuova serie Original FX prodotta da Ryan Murphy, presentata a Roma in occasione dell’anteprima italiana. I primi tre episodi saranno disponibili su Disney+ dal 22 gennaio.
Un thriller internazionale che utilizza il linguaggio del genere per raccontare un’ossessione profondamente contemporanea: quella per la bellezza, l’immagine e l’approvazione sociale. Una storia ambientata in un futuro talmente vicino da sembrare già presente.
Una visione firmata Ryan Murphy
Entrare nell’universo narrativo di Ryan Murphy significa confrontarsi con una visione radicale, capace di spingere sempre oltre il confine tra intrattenimento e riflessione sociale.
Rebecca Hall ha raccontato come l’idea della serie le sia stata presentata in modo informale ma immediatamente potente: «Ryan mi ha raccontato l’idea durante una colazione. È stata una delle presentazioni più intrattenenti della mia carriera».
The Beauty affronta il tema della perfezione come costruzione artificiale, come promessa seducente e, allo stesso tempo, come possibile condanna. Un racconto che parla di controllo, potere e desiderio di affermazione, mettendo in discussione ciò che oggi consideriamo “accettabile” nel perseguire un ideale estetico.
L’Italia come personaggio
Roma e Venezia non sono semplici sfondi, ma veri e propri elementi narrativi. La bellezza delle città italiane dialoga direttamente con il cuore tematico della serie.
«Il luogo in cui ti trovi diventa un altro personaggio della storia», ha spiegato Rebecca Hall «Alcune inquadrature non hanno bisogno di dialogo: la città parla da sola».
Evan Peters ha sottolineato l’eccezionalità delle riprese: «Girare davanti alla Fontana di Trevi completamente vuota è stato surreale. È una città profondamente cinematografica».
Corpo, azione e trasformazione
Il lavoro fisico è centrale in The Beauty. Anthony Ramos e Jeremy Pope hanno raccontato una preparazione intensa fatta di allenamenti, scene d’azione e una forte complicità costruita negli anni.
«È stato un ruolo molto fisico, ma soprattutto è stato divertentissimo», ha detto Ramos «non sembrava lavoro, ridevamo continuamente sul set».
Pope ha aggiunto: «Con Ryan Murphy devi arrivare sul set con la mente aperta. Trasforma tutto ciò che è sulla pagina in qualcosa di nuovo e chiede al corpo di raccontare la storia».
Ashton Kutcher e il lato oscuro della bellezza
Tra gli interventi più profondi, quello di Ashton Kutcher, che ha riflettuto sul rapporto tra bellezza, privilegio e percezione di sé.
«Ho osservato persone molto potenti attraversare i problemi come se non fossero problemi. È una forma di arroganza silenziosa».
Kutcher (qui il video) ha anche condiviso un racconto personale legato al fratello gemello, offrendo una riflessione sulla fragilità umana e sull’impatto dell’apparenza: «Ho sempre avuto solo questo corpo e questa mente. È l’unica vita che conosco. Forse non sappiamo davvero quanto il nostro aspetto abbia influito su di noi».
Un futuro che è già qui
Secondo il cast, The Beauty è ambientata “cinque minuti nel futuro”. Un futuro che riflette pratiche già esistenti: farmaci dimagranti, chirurgia estetica, turismo estetico, filtri digitali.
«La domanda non è se possiamo cambiare il nostro aspetto», ha spiegato Rebecca Hall, «ma dove ognuno di noi decide di posizionarsi lungo questo spettro».
Social, intelligenza artificiale e nuove generazioni
Nel confronto finale, il dibattito si è spostato sull’impatto dei social media e dell’intelligenza artificiale sugli standard di bellezza, soprattutto per i più giovani.
«Sta già succedendo», ha dichiarato Kutcher «i ragazzi crescono con un bombardamento continuo di modelli irraggiungibili».
Jeremy Pope ha invitato però a non cedere solo alla paura: «Ogni nuova tecnologia spaventa. Ma voglio credere che ci sarà sempre spazio per le sfumature, per l’esperienza reale e per la connessione umana».
Oltre l’apparenza
The Beauty si presenta come una serie ambiziosa, elegante e disturbante, capace di trasformare l’ossessione contemporanea per la perfezione in una riflessione sul giudizio, sull’identità e sul valore dell’essere umano.
Un thriller che non offre risposte semplici, ma invita lo spettatore a chiedersi quanto, oggi, la bellezza sia davvero una scelta libera.

