Diretto e scritto da Joe Carnahan, The Rip è un crime thriller che guarda apertamente al poliziesco americano anni Settanta, cercando di rievocarne l’asprezza morale e la tensione tutta interna ai personaggi. La storia è tanto semplice quanto funzionale: un gruppo di poliziotti di Miami scopre milioni di dollari nascosti in una stash house abbandonata. Da quel momento, la fiducia reciproca inizia a sgretolarsi, mentre pressioni esterne e sospetti interni trasformano il colpo in una spirale di paranoia, tradimenti e violenza.
È un impianto narrativo minimale che si presta bene a un racconto contenuto e claustrofobico, più efficace di tanti action contemporanei ossessionati dal movimento continuo e dalle location esotiche. Carnahan punta tutto sulla tensione progressiva e sul deterioramento dei rapporti, mantenendo il focus su pochi spazi e su dinamiche umane sempre più instabili.
La chimica Damon-Affleck come ancora di salvezza
Il vero motore del film resta l’inedita ma ormai rodata chimica tra Matt Damon e Ben Affleck. I due protagonisti funzionano ancora una volta per sottrazione, affidandosi a sguardi, silenzi e a un’intesa naturale che eleva materiale altrimenti piuttosto prevedibile. È grazie a loro se The Rip riesce a mantenere un minimo di spessore emotivo, soprattutto quando il film indaga il concetto di lealtà come valore fragile e negoziabile.
Il resto del cast – Steven Yeun, Teyana Taylor, Sasha Calle, Catalina Sandino Moreno, Kyle Chandler e Scott Adkins – offre interpretazioni solide, ma resta penalizzato da una scrittura che non approfondisce abbastanza i personaggi secondari. Al di là dei due protagonisti, le figure che orbitano intorno alla squadra risultano funzionali più che memorabili, mai davvero capaci di suscitare un coinvolgimento autentico.
Azione ruvida e atmosfera sporca
Quando The Rip accelera, lo fa con decisione. Le sequenze d’azione sono secche, fisiche, spesso brutali, e Carnahan dimostra di saper ancora orchestrare il caos con mestiere, costruendo scene tese e leggibili, lontane dall’estetica iper-patinata di molto action contemporaneo.
Meno convincente, invece, la scelta stilistica di immergere il film in una nebbia costante. L’uso insistito di foschia e fumo, probabilmente pensato per rafforzare il senso di ambiguità morale, finisce per risultare ridondante e talvolta distraente, senza aggiungere un reale valore narrativo o simbolico.
Un noir moderno, ma senza vere sorprese
The Rip è un film d’azione Netflix realizzato con più cura della media, consapevole dei propri limiti e sorretto da un impianto classico che non tradisce mai del tutto. Tuttavia, la prevedibilità della trama pesa: ogni svolta è facilmente intuibile, ogni escalation segue traiettorie già viste, e Carnahan non riesce mai davvero a scardinare il genere che omaggia.
Il risultato è un noir moderno solido ma irrisolto, che funziona meglio come esercizio di stile e come veicolo per la coppia Damon-Affleck che come racconto realmente incisivo sul tema della corruzione. Un film teso, ben recitato e a tratti esplosivo, che si lascia guardare senza annoiare, ma che difficilmente lascia il segno una volta spenti i titoli di coda.
The Rip arriva su Netflix il 16 gennaio.

