Venerdì 17 maggio è uscito l’ultimo album, il sesto con la precisione, di Ultimo, al secolo Niccolò Moriconi. “Altrove” è un mix tra sperimentazione musicale e certezze testuali. Anticipato dall’uscita di due singoli, “Occhi lucidi” a dicembre e dalla title track “Altrove” una settimana prima della pubblicazione dell’album. Il disco è composto da otto brani, di cui uno è un featuring col rapper Mezzosangue.
Ultimo sperimenta tanto in questo nuovo lavoro musicale, gioca con le sonorità. Così da veicolare un messaggio di amore vero, puro, carico di entusiasmo e desiderio di condivisione. Nel brano – title track – il cantautore romano esprime il desiderio di andare oltre. Per superare i confini e i propri spazi, ma solo in compagnia della persona amata al proprio fianco. Colei/colui con cui voler condividere quelle passioni che si conservano nel cuore.
Andando avanti nell’ascolto dell’album ci si imbatte in “Lunedì”. Brano in cui viene raccontato l’amore come realizzazione: la forma più pura della condivisione dei propri sogni e progetti. Quei desideri più intimi che trovano la giusta concretezza in quella che è la canzone che più di tutte racchiude il concept dell’album: “Quando saremo vecchi”. Testo in cui immagina una connessione profonda tra due persone che si amano e comprendono a vicenda senza bisogno di tante parole.
In questo viaggio tra le note del 28enne romano ritroviamo anche la sua vera anima. Quella tormentata e segnata da ballad condite con quel romanticismo nostalgico che usa per raccontare storie passate di cui tutti siamo innamorati.
In “Neve al sole” Ultimo chiede, quasi come in una preghiera, alla persona amata di scommettere nuovamente su quel rapporto e di superare la nuova diffidenza.
Con “Amore di strada” punta tutto sulla memoria, quella condivisa, fatta di emozioni vissute insieme, di attimi che cercano, in qualche modo, di far tornare a galla quei sentimenti che sembrano ormai lontani.
Il vero focus dell’album lo troviamo in “Occhi lucidi”, è proprio in questo brano infatti che comprendiamo a fondo il risentimento reciproco che ha portato alla conclusione della storia con l’amata, anche se resta la speranza che non tutto sia perduto.
“Altrove” è un album che non si basa più su una sonorità basata sul puro cantautorato, ma bensì sperimenta musiche che spaziano da una sonorità martellante del title track – che già sento risuonare all’Olimpico di Roma tra l’eco di migliaia di persone – all’attitudine tendente al folk di “Lunedì” fino ad arrivare all’allegria goliardica e amichevole di “Quando saremo vecchi”. In questo ultimo lavoro Ultimo gioca, tanto, lo fa anche con la voce dal falsetto di “Amore di Strada” fino alla voce, quasi sussurrata, di “Diluvio Universale” in feat con Mezzosangue.
“Altrove” è un lavoro completo e diverso dal solito mood che ci aspettiamo quando parliamo di Ultimo. Personalmente è un album che ho faticato ad accettare. Troppo nostalgica verso “Giusy” o “La stella più fragile dell’Universo” per apprezzare in un primo momento brani così pop. Ascolto dopo ascolto però le canzoni ti conquistano e ti ritrovi a cantarle a squarciagola in macchina nel traffico di una Roma caotica.

