La terza stagione di “XO, Kitty” riparte esattamente dal punto in cui si era conclusa la precedente. Le conseguenze del finale sospeso riportano Kitty a Seoul per affrontare l’ultimo anno alla KISS. Se all’inizio della serie, il suo arrivo in Corea era spinto dal desiderio di scoprire le proprie origini materne; in questa nuova fase il suo viaggio assume un significato più ampio e personale. La storia si trasforma in una vera e prorpia ricerca di identità e di direzione per il futuro, tra scelte importanti e nuove consapevolezze.
Al centro rimane il legame con Min Ho che, dopo le incertezze delle stagioni precedenti, sembra avvicinarsi sempre di più a qualcosa di concreto. Nonostante la serie continui a complicare il percorso emotivo della protagonista, mantenendo vive ambiguità, incomprensioni. Momenti di crescita che rendono le relazioni meno lineari e più realistiche.
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– 1° stagione
– 2° stagione
Il ritorno di Lara Jean: nostalgia o anticipazione?
Tra gli elementi più rilevanti di questa stagione spicca il ritorno di Lara Jean Covey, interpretata da Lana Condor. Una presenza che va oltre il semplice richiamo nostalgico e che crea un parallelo piuttosto evidente con la storia di Kitty. Suggerendo, in modo più o meno esplicito, quale potrebbe essere il destino sentimentale della protagonista. Proprio a questo punto, emergono alcune delle principali criticità della stagione.
Relazioni a confronto: cosa funziona e cosa no
Sia la relazione sviluppata nella seconda stagione sia quella introdotta in questa nuova fase vengono presentate fin dall’inizio attraverso piccoli segnali disseminati nella narrazione. Tuttavia, il modo in cui sono costruite risulta molto diverso. La coppia precedente appariva più solida e credibile, grazie a una crescita graduale fatta di momenti condivisi e di una chimica evidente.
Nella terza stagione, invece, la nuova dinamica sentimentale fatica a raggiungere lo stesso livello di profondità. Anche perché la serie continua a inserire scene e interazioni tra Kitty e il suo interesse passato, creando un’ambiguità costante che impedisce alla nuova relazione di svilupparsi pienamente. Questo continuo oscillare tra presente e passato dà l’impressione che la narrazione voglia mantenere aperte più possibilità contemporaneamente, piuttosto che scegliere una direzione precisa, e questo vale non solo per Kitty ma anche per gli altri personaggi.
I rapporti chiave: tra conferme e ambiguità
In questa stagione l’interesse principale della protagonista è Min Ho Moon, interpretato da Sang Heon Lee, il cui rapporto con Kitty era già stato anticipato nel finale precedente e viene qui approfondito come nuova prospettiva romantica, mentre sullo sfondo resta il legame con Yuri Han, interpretata da Gia Kim, che continua a offrire momenti carichi di sottintesi e tensione emotiva, spesso nascosti dietro una semplice amicizia.
Una stagione sospesa tra passato e futuro
Nel complesso, questa terza stagione dà più l’idea di una fase di transizione che di un capitolo davvero risolutivo: rispetto al ritmo più incalzante della seconda stagione, qui la narrazione procede in modo più lineare e meno intenso, con conflitti che si presentano ma tendono a risolversi rapidamente, a volte in maniera fin troppo semplice, dando la sensazione che alcune situazioni vengano chiuse senza essere davvero esplorate a fondo.
Temi accennati e sviluppo limitato
Il tono rimane quello tipico di una serie adolescenziale: leggero e accessibile. Tono che non sempre compensa una certa mancanza di approfondimento, soprattutto quando vengono introdotti temi potenzialmente interessanti. Ci si perde, dunque, tra le incertezze legate al futuro universitario, che restano solo accennati senza essere sviluppati in modo significativo.
Anche i personaggi secondari, pur avendo delle proprie storyline, rimangono in gran parte sullo sfondo e vengono raccontati principalmente attraverso lo sguardo di Kitty, una scelta coerente con il punto di vista della serie ma che limita la possibilità di conoscerli davvero a fondo, lasciando spesso la sensazione di qualcosa di incompleto.
Kitty protagonista imperfetta ma autentica
Kitty, tuttavia, continua a funzionare come protagonista proprio grazie alla sua imperfezione: è impulsiva, commette errori, si trova in situazioni imbarazzanti e fatica a gestire contemporaneamente sentimenti e responsabilità scolastiche, e proprio questa autenticità la rende un personaggio in cui è facile riconoscersi, anche al di là dell’età.
Ambientazione e realismo culturale
Alcuni aspetti della vita scolastica avrebbero potuto essere sviluppati maggiormente, anche se è evidente che la serie preferisce non entrare troppo nel dettaglio del sistema educativo coreano, mentre risulta interessante la scelta di far parlare i personaggi in coreano tra loro quando Kitty non è presente, un elemento che contribuisce a rendere l’ambientazione più credibile e naturale.
Rappresentazione LGBTQIA+: un punto di forza
Rimane poi centrale il tema della rappresentazione: Kitty è una protagonista bisessuale e il fatto che la sua identità sia posta al centro della narrazione rappresenta un aspetto importante, soprattutto in un panorama televisivo in cui i personaggi LGBTQIA+ sono spesso relegati a ruoli secondari, contribuendo invece qui a normalizzare esperienze e percorsi che meritano spazio e visibilità.
XO, Kitty 3: intrattenimento con qualche limite
Nel complesso, la stagione si lascia seguire con piacere ma trasmette una certa indecisione di fondo, come se fosse sospesa tra la volontà di aprire nuove strade e quella di chiudere alcune linee narrative, senza riuscire del tutto a fare entrambe le cose in modo convincente; nonostante i suoi limiti, riesce comunque a intrattenere, a coinvolgere e a mantenere vivo l’interesse dello spettatore, inserendo anche spunti significativi, e pur non essendo priva di difetti si conferma come un prodotto godibile, con ancora spazio per crescere e migliorare, lasciando aperta la possibilità di un seguito che possa dare maggiore definizione e completezza al percorso dei suoi personaggi.

