SOLOSOPHIA è una voce che non si impone: si rivela. Lo fa con delicatezza, ma anche con coraggio, scegliendo la verità al posto della superficie, la profondità al posto della posa. Il suo nuovo singolo Aurora è una richiesta di cura, un sussurro che arriva nel punto esatto in cui la notte non è ancora finita e il giorno non è ancora cominciato.
In occasione proprio dell’uscita del brano, abbiamo scambiato due chiacchiere con SOLOSOPHIA, nome d’arte di Sophia Murgia – cantautrice dall’identità forte e consapevole, laureata in Music Performance e attiva anche come docente. La sua carriera l’ha portata su palchi importanti, dal Red Valley all’Isle of Wight Festival, condividendo la scena con artisti come Elisa, Tiromancino, Gemitaiz e Sfera Ebbasta.
Dopo il primo album Anima Viola, Aurora rappresenta una svolta intima, essenziale, emotivamente esposta. Una canzone che si fa spazio piano, come la luce che entra nella stanza quando ancora non siamo pronti a svegliarci. Eppure, ascoltarla è già un modo per cominciare.
Questa giovane voce femminile è pura e originale e non ha nulla da nascondere. Anzi, con i suoi testi e le sue melodie affronta temi complessi in modo profondo.
Il brano ha a primo impatto un significato profondo ma cosa rappresenta l’Aurora per Solosophia?
«È un’emozione, un profumo, una sensazione che ti ricorda che sei vivo e che lo sei una volta sola perciò devi prepararti per un nuovo giorno!».
Il singolo si muove tra luci e ombre, alternandoli sempre. Come si è sentita nel descrivere queste sensazioni?
«La vita è fatta di ossimori, se non ci fossero i momenti “no” non sapremmo apprezzare la serenità, l’adrenalina, la vita».
A chi vuole che arrivi la sua voce tramite questo testo così intenso?
«Forse a chi si sente solo e non ha nessuno che possa spostargli la tenda per veder sorgere il sole…».
I suoni e i synth si mescolano in modo perfetto in questo brano. Quali sono state le fonti di ispirazione per ricercare il sound giusto?
«Le stiamo ancora cercando».
I cambi di tonalità sono dosati ed equilibrati all’interno del testo. Quanto lavoro c’è dietro questa armonia nella voce?
«Scrivo sempre di getto il testo e la melodia vien da se, viaggiano insieme durante la scrittura».
Cosa bisogna aspettarsi in futuro? Una versione di Solosophia più intima pronta a esplorare temi diversi?
«Una voce e una penna che non hanno paura di sperimentare e dimostrare che si può essere se stessi anche senza inscatolarsi dentro ad un unico genere come invece richiede il 90% del mercato musicale italiano».
A chi si rivolge Solosophia?
«A chi sa ascoltare».
Se potessi scegliere un film, una serie tv o un videogioco a cui poter fare da colonna sonora con la tua musica, quale sceglieresti?
«Questa è una domanda molto difficile, forse per rispondere dovrei prima sperimentare e cercare di montare le scene delle mie serie tv preferite con in sottofondo la mia musica».
Queste le prossime date live in programma:
12 agosto – Memorial Andrea Parodi
14 agosto – Costa Rossa d’Autore, Costa Paradiso
*in aggiornamento

