Antonia è una di quelle artiste che riconosci subito: voce magnetica, scrittura sincera, un’identità musicale in continua evoluzione. Dopo essersi imposta tra le personalità più interessanti della nuova scena pop italiana e aver conquistato il Premio Spotify – premio che l’ha portata fino agli Spotify Studios di Stoccolma per registrare la sua reinterpretazione di “Genie In A Bottle” – ad Amici24; oggi la giovane cantante napoletana compie un nuovo passo decisivo nella sua crescita artistica.
Il suo nome è infatti tra i 24 selezionati per Sanremo Giovani, dove si presenterà con “Luoghi perduti”, un brano che racchiude tutta la sua ricerca tra pop, R&B e un’emotività sempre più matura.
Dopo la prima sfida, davanti alla Commissione Musicale guidata da Carlo Conti, Antonia si prepara a vivere un nuovo capitolo del suo percorso: uno di quelli che non solo consolidano, ma definiscono davvero un’artista. In questa intervista ci racconta la sua evoluzione, la sua musica e l’Antonia che salirà, emozioni alla mano, sul palco più importante per i giovani talenti italiani.
Che emozioni stai affrontando in questo momento, in previsione dell’esibizione che sta per arrivare e del giudizio in diretta?
«Sto cercando di gestire l’ansia e di canalizzare tutte le emozioni che sto provando per rendere quel momento il più vicino possibile a come lo immagino nella mia testa. Però non programmo nulla: metto tutte le emozioni che ho e vado».
C’è un po’ di ansia da prestazione? È diverso passare da palchi piccoli a palchi grandi o è la stessa emotività?
«Ho iniziato con un palco vero ad Amici, quindi lì c’è stata la differenza vera. Ogni volta che salgo sul palco provo sempre la stessa ansia: fa parte di me, perché sono una persona che si sorprende sempre. Anche quando vivevo a Napoli, ogni volta che vedevo il mare mi stupivo. È qualcosa che mi appartiene e che mi piace, perché non mi fa perdere l’entusiasmo».
Parlando del tuo brano Luoghi perduti, c’è un luogo in particolare che hai custodito dentro mentre lo scrivevi, o sono un po’ tutti quelli in cui hai vissuto?
«Io ho vissuto solo a Napoli prima di trasferirmi a Milano per esigenza, quindi i “luoghi perduti” per me hanno due sensi. Il primo è la mia cameretta, che ho dovuto lasciare ma che porto sempre nel cuore: senza quel ricordo non sarei chi sono oggi. L’altro è tutto ciò che voglio lasciarmi alle spalle per raggiungere “posti migliori”, come dice la canzone».
Nella tua musica convivono pop e R&B: come trovi l’equilibrio tra questi generi?
«Sono sempre stata molto attaccata all’R&B fin da piccola. Per me pop e R&B stanno bene insieme, perché la mia più grande ispirazione è sempre stata Rihanna, che è maestra in questo. Lei e Beyoncé sono i miei idoli, quindi l’unione dei generi mi viene naturale».
L’R&B in Italia si sta evolvendo ma sembra ancora un po’ “dormiente”, soprattutto al femminile. Come vivi questa cosa?
«Sarebbe bellissimo vederlo crescere di più, perché è un genere che amo. Sono felicissima quando vedo anche rappresentanti femminili, che purtroppo sono ancora poche: è difficile trovare voci femminili in questo mondo artistico».
Durante la composizione, ti capita di cambiare una canzone in corso d’opera o una volta finita la lasci così com’è?
«Ho iniziato ad andare in studio da poco. Prima scrivevo testi poetici, flussi di coscienza. Ora sto imparando a fare session vere e proprie. Quando scriviamo una canzone, se ci piace davvero, le parole non le cambiamo più. Se poco dopo vogliamo modificarla, significa che non funziona: allora cambiamo canzone direttamente».
Hai collaborato con diversi produttori: che tipo di sensazione o ricerca provi quando entri in studio?
«Sicuramente partecipazione e immedesimazione. Prima di scrivere devo parlare, perché altrimenti cosa racconto? Voglio citare Alessandro Casillo, produttore e artista completo, con cui sto lavorando tantissimo ultimamente: con lui mi trovo benissimo, abbiamo molta chimica e le nostre vibe matchano perfettamente».
Dopo il tuo percorso tra Stoccolma per registrare un brano negli Spotify Studios e Amici, chi è l’Antonia che affronterà il palco di Sanremo?
«È “quella pelata nella culla dell’ospedale di Napoli”. Sono sempre io».
Un film o una serie TV che assoceresti a “Luoghi Perduti”?
«Direi How I Met Your Mother, che è la mia serie preferita. Parla di cambiamenti, di errori a cui si rimedia e di tutte le emozioni possibili. Spero che il mio brano possa fare lo stesso».
Scaramanzia a parte: se dovessi arrivare sul palco dell’Ariston, a chi dedicheresti la tua finale?
«A me stessa, perché uno dei miei più grandi obiettivi è sentirmi soddisfatta di me. E poi a tutte le persone che hanno sempre creduto in me: la mia famiglia, i miei amici, Cri e tutti quelli che mi stanno vicino».
Con “Luoghi perduti”, Antonia sembra aver trovato un nuovo punto di equilibrio: una scrittura più consapevole, un sound internazionale che guarda al pop e all’R&B con naturalezza e una visione sempre più definita di ciò che vuole essere come artista. La sua partecipazione a Sanremo Giovani non è un traguardo, ma una tappa significativa di un percorso che negli ultimi mesi l’ha vista crescere, sperimentare, mettersi in gioco senza filtri: dall’esperienza ad Amici24 all’EP “RELAX”, fino al viaggio creativo negli Spotify Studios di Stoccolma.
Se c’è una costante nel mondo di Antonia, è la capacità di restare fedele a se stessa mentre evolve. E forse è proprio questo, oggi, il suo vero punto di forza: la trasparenza con cui porta la sua voce e la sua storia su ogni palco. Sanremo Giovani è un banco di prova importante, ma anche l’occasione perfetta per vedere brillare una giovane artista che sta imparando, canzone dopo canzone, a occupare il suo posto nella musica italiana.

