“Brunello, il visionario garbato”: Tornatore racconta l’uomo dietro il mito del capitalismo umanistico

Brunello

Con Brunello, il visionario garbato, Giuseppe Tornatore firma un’opera che sfugge volontariamente alle definizioni. Non un documentario tradizionale, non un film di finzione, nemmeno uno spot, ma un esperimento narrativo in cui linguaggi diversi si intrecciano per restituire la complessità di Brunello Cucinelli: imprenditore, umanista, sognatore, custode di una visione che mette la dignità dell’essere umano al centro del lavoro.

Il film ripercorre le tappe fondamentali della vita del fondatore dell’omonima casa di moda, dagli anni dell’infanzia contadina alle prime intuizioni imprenditoriali, fino alla rinascita del borgo di Solomeo, diventato il simbolo di un capitalismo capace di conciliarsi con la bellezza, l’etica e la cura del territorio. Le testimonianze si alternano a immagini d’archivio, ricordi personali e scene ricostruite con un tocco quasi poetico, in una contaminazione continua tra realtà e rappresentazione.

  • Saul Nanni, che interpreta Cucinelli adulto
  • Giuseppe Tornatore
  • Francesco Cannevale, che interpreta Cucinelli a 7 anni
  • Francesco Cannevale, che interpreta Cucinelli a 7 anni
  • Saul Nanni, che interpreta Cucinelli adulto
  • Francesco Ferroni, che interpreta Cucinelli a 15 anni
  • Francesco Cannevale che interpreta Cucinelli a 7 anni, e il regista Giuseppe Tornatore

Un racconto che fonde cinema e memoria

Tornatore parla apertamente di film sperimentale. Nelle sue note di regia, il Premio Oscar descrive l’opera come una “fusione di generi” in cui documentario e messa in scena convivono e si sovrappongono, invadendo ciascuno il territorio dell’altro. Una scelta che restituisce non solo la biografia di un uomo, ma il respiro di un pensiero filosofico che attraversa tutta la sua vita.

Il linguaggio filmico, libero e audace, si modella attorno alla figura di Cucinelli come un omaggio al suo modo di immaginare il mondo: mai statico, sempre in dialogo con l’arte, la spiritualità e la dimensione più autentica del lavoro umano.

Cucinelli: “Dedico questo film ai giovani e ai loro sogni”

Alla première mondiale, Brunello Cucinelli ha accolto il film con profonda emozione. Le sue parole restituiscono la gratitudine e la delicatezza che da sempre lo contraddistinguono:

«Ho provato un’immensa gioia a rivedere il film che il mio stimatissimo Maestro Giuseppe Tornatore ci ha donato. È una storia di perseveranza e di passione, e la dedico ai giovani affinché coltivino sempre il proprio sogno di bellezza, senza alcuna paura».

L’imprenditore sottolinea il valore della collaborazione con Nicola Piovani, autore della colonna sonora, e la presenza di colleghi, amici e personalità internazionali che hanno celebrato insieme a lui un’opera che definisce poetica e profondamente personale.

Il contributo musicale di Nicola Piovani

La musica accompagna e amplifica il cuore emotivo del film. Piovani, anch’egli Premio Oscar, racconta di aver cercato una partitura capace di far “cantare il lato emotivo di questa storia epica e sorprendente”.
Una colonna sonora che non fa solo da sfondo, ma diventa parte integrante della narrazione, sostenendo la dimensione quasi spirituale del pensiero cucinelliano.

Dalle origini contadine al capitalismo umanistico

Nato nel 1953 a Castel Rigone, in Umbria, Cucinelli cresce in una famiglia contadina, sviluppando fin da giovane una sensibilità profonda per la dignità del lavoro. Nel 1978 fonda una piccola impresa di maglieria in cashmere colorato, introducendo un’idea rivoluzionaria per l’epoca. Da lì, un percorso in ascesa che lo porterà a creare un brand globale senza mai abbandonare i valori fondanti della sartorialità italiana, del rispetto del territorio e della centralità dell’essere umano.

Il suo pensiero, influenzato da filosofi greci, studiosi del Rinascimento e padri del pensiero sociale come Owen e Ruskin, dà vita a un modello imprenditoriale unico: il Capitalismo Umanistico e l’Umana Sostenibilità, presentato anche al G20 su invito del Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Solomeo: il sogno realizzato

Cuore pulsante della sua visione è Solomeo, il borgo umbro che Cucinelli ha restaurato e trasformato in un laboratorio di armonia, cultura e lavoro. Qui nascono la Scuola di Alto Artigianato Contemporaneo, il Foro delle Arti, il Teatro, la Biblioteca Neoumanistica, i parchi e i progetti di valorizzazione del paesaggio che incarnano un nuovo modello di rapporto tra essere umano e territorio.

Solomeo è oggi un luogo in cui architettura, spiritualità e comunità convivono, un esempio concreto di come il capitalismo possa essere etico, duraturo, profondamente umano.

Un film sulla forza dei sogni

Brunello, il visionario garbato non è solo un ritratto, ma un invito. Racconta come un ragazzo di campagna abbia costruito un impero mantenendo intatti i suoi valori più profondi, e come la bellezza – intesa come dignità, misura, cura – possa ancora essere al centro del progresso.

Tornatore, Cucinelli e Piovani firmano insieme un’opera che celebra la forza dei sogni: quelli che, coltivati con coraggio e tenacia, sanno davvero orientare il destino.

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

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