Enrico Nigiotti

Enrico Nigiotti torna al Festival di Sanremo per la 76ª edizione con “Ogni volta che non so volare“, una canzone che mette al centro un amore universale, capace di sostenere senza giudicare e di accogliere le fragilità. Un brano che parla di cadute e risalite, di momenti di smarrimento e di quella forza silenziosa che arriva dalle persone che restano, anche quando sembra impossibile andare avanti.

«Ogni volta che non so volare per me è una specie di coperta di Linus», racconta Nigiotti. «Un brano che mi protegge, che mi ricorda che va bene non essere sempre forti».

Dire “non so volare” diventa così un atto di verità, quasi controcorrente, in un mondo che sembra chiedere costantemente di mostrarsi invincibili.

Un ritorno più consapevole

Quello del 2026 è un ritorno a Sanremo carico di significato. La storia di Nigiotti con il Festival inizia nel 2015, tra le Nuove Proposte, con Qualcosa da decidere. Nel 2019 arriva tra i Big con Nonno Hollywood, brano certificato disco d’oro e vincitore del Premio Lunezia per il valore musico-letterario del testo. Nel 2020 torna sul palco dell’Ariston con Baciami adesso, anch’esso disco d’oro e contenuto nell’album Nigio.

«Quando ho fatto le Nuove Proposte ero molto acerbo, sia come esperienza live che come scrittura», spiega oggi. «Adesso arrivo con una serenità diversa. Non vado a Sanremo per la gara, ma perché porto una canzone e un disco che per me contano davvero».

Fragilità come forza

Il tema della fragilità attraversa tutta la sua musica e diventa centrale anche in questo ritorno all’Ariston.

«Viviamo in un mondo in cui si mostrano solo i successi», riflette Nigiotti. «Io invece credo molto nella fragilità: mi sento forte proprio perché sono fragile».

Una visione che trova piena espressione in Ogni volta che non so volare, dove l’amore non è idealizzato, ma vissuto come sostegno concreto nei momenti di difficoltà. «È giusto anche toccare il fondo», aggiunge, «ma quando succede devi ricordarti che non puoi risalire da solo. Servono le persone che ti vogliono bene, anche solo pensandole».

Maledetti Innamorati, il disco della trasformazione

Il brano in gara farà parte di Maledetti Innamorati, sesto album in studio di Enrico Nigiotti, in uscita il 13 marzo per Columbia Records / Sony Music Italy, disponibile in digitale, CD e vinile.

Il disco raccoglie 11 canzoni scritte nell’arco degli ultimi due anni, un periodo di profonda trasformazione personale, arrivato dopo la nascita dei suoi due figli. «È come se fosse cambiato il mio respiro», racconta. «Ho uno sguardo nuovo anche sulle stesse cose».

Maledetti Innamorati nasce dall’urgenza di raccontarsi senza filtri, lasciando spazio alle fragilità, alle domande aperte, alle cadute e alle ripartenze. «Devi mangiare vita, tanta vita», dice Nigiotti parlando della scrittura. «E quando sei pieno, la rimetti sul foglio».

Le canzoni attraversano l’amore in tutte le sue forme – quello che salva, quello che ferisce, quello che cambia – diventando il diario emotivo di un uomo e di un artista che ha scelto di rallentare, osservare e ascoltare.

Un nuovo percorso artistico

Il disco segna anche l’inizio di un nuovo cammino discografico, più libero e consapevole. La scrittura si fa essenziale, autentica, capace di tenere insieme la leggerezza e il peso delle cose importanti.

«Non sento il bisogno di dimostrare qualcosa», spiega Nigiotti. «Mi interessa essere vero. Anche quando questo significa mostrarmi vulnerabile, con la testa tra le nuvole e la terra sotto ai piedi».

Per questo progetto l’artista ha lavorato con Juli, Celo ed Enrico Brun, che firma anche la produzione di Ogni volta che non so volare. La musica del brano è composta da Nigiotti insieme a Fabiano Pagnozzi, mentre il testo nasce dalla collaborazione con Pacifico.

Collaborazioni e legami

All’interno della tracklist trova spazio un solo featuring: L’amore è / L’amore va, nato dall’unione di una canzone di Olly e di una di Nigiotti. «È un brano che racconta un legame autentico», spiega, «due storie e due voci che si incontrano e si fondono in un’unica canzone».

Nel corso della sua carriera, Nigiotti ha collaborato con artisti come Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Gianna Nannini e Olly, costruendo un percorso coerente e riconoscibile nel panorama musicale italiano.

La serata delle cover

Per la serata delle cover, Enrico Nigiotti duetterà con Alfa in En e Xanax di Samuele Bersani, una scelta tutt’altro che casuale.

«Se si pensa a Bersani si pensa subito a Giudizi Universali, che è un capolavoro», spiega, «ma En e Xanax non è da meno. È una canzone molto attuale».

Un brano che racconta come la chimica umana, quella che nasce dall’incontro e dall’abbraccio di due fragilità, possa essere più potente di qualsiasi chimica farmacologica. «Io mi sento un ponte tra la generazione di Bersani e quella di Alfa», aggiunge Nigiotti. «È un’unione di voci e di età diverse».

Il tour e il rapporto con il pubblico

Prima di salire sul palco dell’Ariston, Nigiotti ha portato la sua musica nei teatri italiani con Maledetti Innamorati, un tour completamente sold out, prodotto da A1 Concerti, che si concluderà il 5 febbraio.

«Cantare davanti al mio pubblico mi ha dato serenità e forza», racconta. «Mi ha fatto capire che non sono solo. E quando non sei solo puoi lottare contro qualsiasi gigante».

Ed è con questo spirito che Enrico Nigiotti tornerà a Sanremo: non per dimostrare qualcosa, ma per raccontarsi, ancora una volta, nel momento esatto in cui “non sa volare”.

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

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