Eugenio in Via Di Gioia

Sei canzoni per parlare di fragilità, relazioni e appartenenza. Il nuovo EP degli Eugenio in Via Di Gioia è uscito il 16 ottobre 2026 per Carosello Records e mette al centro una domanda: come si sta insieme senza smettere di essere sé stessi?

La musica degli Eugenio in Via Di Gioia è sempre un’ispirazione. Porta a guardare con più attenzione le cose che si attraversano ogni giorno: il dubbio di non essere all’altezza, un rapporto che cambia, il bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Nel nuovo EP N OI, pubblicato il 16 ottobre 2026 per Carosello Records, queste esperienze diventano il punto di partenza per una riflessione sulla possibilità di riconoscersi negli altri, senza dover nascondere le proprie fragilità. Anticipato dai singoli Ciao bella Italia, con il Piccolo Coro dell’Antoniano, e Baciamoci, il progetto raccoglie sei brani che osservano la relazione da prospettive diverse. Ci sono le persone con cui condividere le incertezze, quelle che continuano a mancare e una collettività alla quale si appartiene anche quando è difficile comprenderla. A tenere insieme tutto è un’idea: il “noi” si costruisce lasciando spazio alle differenze, anziché chiedendo di cancellarle.

Il significato di “N OI”: una distanza da attraversare

Il titolo contiene già una piccola interruzione. Quello spazio tra la N e OI rallenta la lettura di una parola apparentemente semplice e lascia aperte interpretazioni diverse: “noi”, un possibile “numero uno”, l’inizio di qualcosa. Nel racconto che accompagna l’EP, la distanza tra le lettere richiama anche ciò che dell’altro resta da conoscere. Appartenere allo stesso gruppo non significa comprendersi una volta per tutte. La band parte da qui per mettere in discussione la necessità di affermarsi continuamente. Il “noi” di questo lavoro non richiede di rinunciare alla propria identità: prova a immaginare un rapporto nel quale nessuno debba prevalere per sentirsi riconosciuto. Una riflessione che riguarda l’amore e l’amicizia, ma anche il modo di stare dentro una comunità.

“Come si fa” e “Due gocce d’acqua”: condividere le fragilità

Ad aprire l’EP è Come si fa, che affronta una sensazione familiare: crescere senza sentirsi davvero preparati a diventare adulti. Si studia, si accumulano esperienze, si assumono responsabilità, eppure le risposte continuano a mancare. Il brano attraversa questo spaesamento senza trasformarlo in un fallimento personale. Scoprire che nessuno sa esattamente come si fa, «nemmeno tuo papà», ridimensiona almeno la pretesa di dover avere tutto sotto controllo. Il passaggio a Due gocce d’acqua, focus track del progetto, porta la stessa vulnerabilità nell’incontro tra due persone. Anche la vicinanza può fare paura, soprattutto quando significa lasciarsi vedere senza difese. Qui la relazione diventa possibile nel momento in cui ci si riconosce simili, senza chiedere all’altro di essere più forte o di trovare una soluzione a tutto. Le due gocce che raggiungono il fondale del mare suggeriscono una possibilità semplice: sentirsi piccoli senza sentirsi soli.

Tra le contraddizioni dell’Italia e i rapporti che cambiano

Con Ciao bella Italia la prospettiva si allarga. Il brano, realizzato con il Piccolo Coro dell’Antoniano diretto da Sabrina Simoni, accosta luoghi e tradizioni alle contraddizioni del presente, tra disuguaglianze, emergenze e precarietà. L’ironia tiene vicine immagini che sarebbe più comodo separare: ciò che si ama del Paese e ciò che rende difficile abitarlo. Appartenere significa anche accettare di guardare entrambe le cose. Ci manchiamo da una vita torna invece alla dimensione privata e a quei legami che sopravvivono alla fine della quotidianità condivisa. Una persona può non esserci più nello stesso modo e continuare a riaffiorare nei gesti, nelle abitudini, nei ricordi. La canzone lascia spazio all’idea che un rapporto possa assumere una forma diversa senza perdere il valore di ciò che è stato. Non tutto deve tornare come prima per continuare a contare.

“Sasso” e “Baciamoci”: il diritto di esserci senza dimostrare

In Sasso il confronto continuo con gli altri arriva a produrre un desiderio paradossale: essere qualcosa che non debba diventare diverso da ciò che è. Un sasso non deve raggiungere obiettivi, dimostrare il proprio valore o inseguire aspettative. L’immagine permette di interrogare quella sensazione di insufficienza che spinge ad aggiungere sempre qualcosa a sé stessi, senza riuscire a sentirsi completi. La chiusura è affidata a Baciamoci, che immagina una pausa di due ore dal mondo. Fuori rimangono tensioni, conflitti e paure; dentro ci sono piccoli rituali, risate e la possibilità di essere imperfetti senza sentirsi giudicati. La relazione non elimina ciò che preoccupa, ma offre uno spazio nel quale recuperare il fiato. È anche qui che la scrittura degli Eugenio in Via Di Gioia trova un motivo per ispirare: nel dare dignità a gesti quotidiani che aiutano a stare nel presente, senza pretendere di risolverlo

Eugenio in Via Di Gioia: le date del Club Tour 2026

Le canzoni di N OI incontreranno il pubblico nel Club Tour 2026, prodotto da A1 Concerti. Il calendario annunciato per novembre comprende sette appuntamenti, durante i quali il nuovo EP sarà presentato insieme ai brani del repertorio della band:

  • 16 novembre 2026 — Bologna, Estragon (SOLD OUT)
  • 17 novembre 2026 — Padova, Hall (SOLD OUT)
  • 20 novembre 2026 — Firenze, Tenax (SOLD OUT)
  • 21 novembre 2026 — Senigallia, Mamamia
  • 23 novembre 2026 — Perugia, Afterlife Live Club
  • 25 novembre 2026 — Roma, Atlantico
  • 27 novembre 2026 — Molfetta, Eremo Club

Il percorso proseguirà il 5 maggio 2027 con TUTTI DENTRO, il concerto che porterà per la prima volta gli Eugenio in Via Di Gioia all’Unipol Forum di Assago. I biglietti per il tour e per l’appuntamento al Forum sono disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita abituali.

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