Perdigiorno

“Perdigiorno” di Plasma è il nuovo progetto del cantautore genovese, pubblicato per Columbia Records/Sony Music dopo l’esperienza ad Amici. Si tratta di un lavoro composto da sette brani che raccontano un frammento di vita sospeso tra rap e cantautorato, con una scrittura intima e un ordine della tracklist pensato per accompagnare l’ascolto come un vero percorso emotivo.

Chi è Plasma

Plasma è il nome d’arte di Antonio Silvestri, classe 2001. È cresciuto tra i vicoli di Genova e dentro una scena rap ligure che negli ultimi anni ha trovato nuova luce. Prima di arrivare ad Amici 25 passa da X Factor. Si ritaglia spazio con singoli, con l’ep “Lepre dei tetti” e condivide il microfono con conterranei come Alfa e Olly. La sua cifra è chiara: una scrittura personale, spesso autobiografica. Parte da momenti di crisi e fragilità e li trasforma in immagini vivide e melodie che restano addosso.

Tracklist di “Perdigiorno” e senso dell’ordine

La tracklist di “Perdigiorno” conferma quanto il progetto sia pensato come un racconto unico, più che La tracklist di “Perdigiorno” conferma quanto il progetto sia pensato come un racconto unico, più che come una semplice raccolta di pezzi.

Tracklist:

  • “Maledetto Io”
  • “Colore”
  • “Perdere Te”
  • “Segreto”
  • “Perdigiorno”
  • “Luna Storta”
  • “Blu”

L’apertura con “Maledetto Io” è uno specchio spietato verso sé stessi. È un punto di partenza fatto di autocritica e di errori che bruciano ancora. Con “Colore” entra il bisogno di dare sfumature nuove alla propria vita, di uscire dal bianco e nero emotivo. “Perdere Te” e “Segreto” affondano nel campo minato delle relazioni, tra ciò che non si dice e ciò che si perde. Al centro c’è “Perdigiorno”, manifesto del progetto e fotografia di quelle giornate in cui ci si sente fuori tempo massimo. “Luna Storta” e “Blu” chiudono il cerchio in modo sospeso, malinconico ma non completamente rassegnato.

Il suono e il messaggio di “Perdigiorno”: tra rap, cantautorato e notti genovesi

Musicalmente “Perdigiorno” porta avanti quella linea di confine tra rap e cantautorato che Plasma costruisce da anni. Le produzioni sono essenziali e lo accompagnano senza mai schiacciarlo: c’è spazio per le parole, per linee vocali che oscillano tra melodia e parlato e per suoni urbani che sanno di città di mare, vicoli stretti e notti lunghe. È un ep contemporaneo che rifiuta l’idea di inseguire la hit a tutti i costi e sceglie invece di essere riconoscibile, coerente con la propria identità più che “virale”. In questo scenario sonoro il titolo “Perdigiorno” diventa un manifesto: il diritto di perdersi, di sbagliare, di fare un passo di lato in un mondo che impone di correre e performare continuamente. Nei brani si sente l’eco dell’adolescenza e della prima età adulta, quel momento in cui il tempo sembra sfuggire di mano, le emozioni sono amplificate e ogni errore pesa il doppio. Plasma lo racconta con un tono diretto, a tratti crudo ma mai cinico, trasformando la fragilità in materia narrativa e la sconfitta in possibilità concreta di rinascita.

Per come lo racconta Plasma, “Perdigiorno” è l’ep perfetto per perdersi nei vicoli di Genova, lasciandosi guidare più dalle sensazioni che dalla bussola. È un disco da ascoltare camminando, magari di notte, quando la città si fa più silenziosa e i pensieri fanno più rumore. Brano dopo brano ci si concede il lusso di rallentare, di sbagliare strada, di prendersi una pausa dal dover essere sempre “a posto”. È lì che questo ep funziona meglio: come colonna sonora di chi ha ancora voglia di perdersi un po’ per ritrovarsi davvero.

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