rock per un bambino 16
Foto di Aida Picone

Ci sono serate che ti entrano dentro e restano lì, senza chiedere permesso. Non solo per la nobiltà dell’intento che le muove, ma perché riescono a trasformarsi, quasi immediatamente, in qualcosa di familiare. Rock per un Bambino è esattamente questo: una realtà che va oltre i numeri, oltre la complessità organizzativa, e che riesce a scaldarti il cuore con la stessa intensità di casa.

Al PalaCesaroni di Genzano, sold out per la sedicesima edizione, si è respirata un’energia difficile da raccontare con i soli dati. Perché se da una parte ci sono i 21 mila euro raccolti (destinati alla ricerca e al sostegno delle malattie neonatali gravi) dall’altra ci sono tutte le emozioni che hanno attraversato la serata, rendendola qualcosa di profondamente condiviso.

Dal pomeriggio al palco: una comunità che si costruisce

La giornata è iniziata già nel pomeriggio, con i bambini delle scuole e la presenza dei “Supereroi senza poteri”, in collaborazione con la Pro Loco. Un primo momento di incontro, leggero e autentico, che ha aperto le porte a ciò che sarebbe successo di lì a poco.

Dalle 20, il palco ha preso vita. E no, non si è trattato del classico concerto di beneficenza. Quello a cui si assiste è una sinergia rara, capace di coinvolgere chiunque, anche l’ultima persona entrata all’interno del PalaCesaroni. Un filo invisibile che tiene insieme artisti, pubblico e organizzazione, creando un senso di appartenenza che va oltre la semplice partecipazione.

  • Eddie Brock

Musica, resilienza e leggerezza

Gli ospiti della serata (da Leo Gassmann ad Amedeo Minghi, passando per Le Vibrazioni, Eddie Brock, la Frankie Cantinha Band e Luca Guadagnini) hanno accolto fin da subito il peso e il valore del messaggio portato avanti dalla manifestazione. Un messaggio che parla di resilienza e resistenza, ma anche della necessità di concedersi momenti di respiro. Perché, in fondo, questa serata rappresenta anche questo: uno spazio di leggerezza, capace di allontanare, anche solo per qualche ora, il peso delle difficoltà quotidiane vissute dalle famiglie che si affidano alle cure dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Proprio Luca Guadagnini, ideatore dell’evento insieme a Genni Orazi, è tornato sul palco anche in veste di artista, presentando il nuovo brano “Appuntamento all’Universo”, anticipazione del suo prossimo progetto discografico.

Accanto ai nomi più noti, spazio anche ai talenti del territorio, che hanno arricchito il racconto della serata: il ballerino Elia Guadagnini, le performer della Dance Star School Academy diretta dalle sorelle Barberi, la cantante Alma Manera e il cantautore emergente Yari.

Oltre i numeri: il valore della condivisione

A guidare il pubblico lungo questa lunga maratona di musica e emozioni è stata Tiziana Mammucari, presenza ormai simbolica della manifestazione, capace di tenere insieme ritmo, contenuto e partecipazione.

Al termine della serata, l’annuncio: 21 mila euro raccolti. Di questi, 16 mila saranno destinati all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per la ricerca sulle malattie neonatali gravi, mentre 5 mila euro andranno all’Associazione Olly, impegnata nello studio dell’Epidermolisi Bollosa.

Rock per un bambino

Ridurre tutto a una cifra sarebbe limitante. Perché Rock per un Bambino continua a dimostrare, anno dopo anno, di essere molto più di un evento: è una rete, una comunità, un abbraccio collettivo che si rinnova e si rafforza.

E forse è proprio questo il suo segreto: riuscire a unire spettacolo e consapevolezza, senza mai perdere il contatto con la parte più umana di tutto questo. L’appuntamento, intanto, è già al prossimo anno. Con la certezza che, ancora una volta, non sarà solo una serata. Ma qualcosa da vivere.

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

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