Il Roma Pride 2026 annuncia le sue ambassadors: Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario. Tre artiste, tre voci autorevoli del panorama culturale italiano che scelgono di prendere parte attivamente alla manifestazione, non da semplici spettatrici ma da alleate.
Una scelta che assume un significato ancora più forte nel contesto attuale, in cui i diritti civili continuano a essere oggetto di dibattito e gli spazi di libertà rischiano di restringersi. Il Pride si conferma così non solo come una festa, ma come uno spazio politico, culturale e umano che si costruisce collettivamente, passo dopo passo.
Levante, Michielin e Vicario: tre voci per il Roma Pride 2026
La presenza delle tre artiste rappresenta un segnale chiaro: portare visibilità, amplificare le istanze della comunità LGBTQIA+ e contribuire a rendere il Pride sempre più inclusivo e necessario. In parata porteranno il loro impegno, la loro arte e il loro sguardo, rafforzando il messaggio di diritti, libertà e autodeterminazione.
«Essere al Pride significa scegliere da che parte stare», dichiara Levante. «E io scelgo di stare accanto a chi lotta ogni giorno per essere semplicemente se stesso, senza paura».
Sulla stessa linea Francesca Michielin: «La libertà non è mai un fatto individuale. O è di tutte e tutti, o non è. Per questo il Pride è una responsabilità collettiva, oltre che una festa meravigliosa».
Per Margherita Vicario, invece, scendere in piazza oggi è più che mai necessario: «Sta tornando a rivelarsi salutare, salvifico. È un’esigenza collettiva a cui prendo parte con entusiasmo e responsabilità. Sono da sempre amica del Pride, ancora più bello esserlo in via ufficiale».
L’importanza delle alleanze nella comunità LGBTQIA+
A sottolineare l’importanza di queste adesioni è anche Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e portavoce del Roma Pride: «La loro presenza è fondamentale perché ci permette di portare le nostre istanze ancora più lontano. Con la loro voce riescono ad arrivare anche dove, con i nostri canali, facciamo più fatica. Questo è il senso più autentico dell’alleanza: condividere spazio, responsabilità e possibilità».
Le tre artiste sfileranno insieme alla comunità durante la parata di sabato 20 giugno, in una giornata che si preannuncia ancora una volta partecipata e carica di significato.
Il Roma Pride si conferma così uno spazio aperto, plurale e condiviso, in cui ogni presenza consapevole contribuisce a costruire un futuro più giusto, inclusivo e libero.

