Tananai

Il “Calmo Cobra” tour estivo ha trovato la sua apertura al Rock in Roma, nella cornice dell’Ippodromo di Capannelle. In una Capitale fatta di arsura nonostante Giugno dovrebbe esser il mese più freddo dell’anno. Prima dell’apertura dei cancelli, mentre il sole sfuma nel tramonto, l’atmosfera si fa elettrica. Tra sorrisi e sguardi carichi di entusiasmo, il pubblico si prepara a vivere un’esperienza collettiva, sospesa tra desiderio e condivisione. L’aria è calda non solo per l’estate, ma per l’attesa di ascoltare qualcosa di autentico.

Le scommesse, per chi non aveva letto gli annunci sulla scaletta, si sprecavano. In attesa dell’inizio, la folla si divideva tra pronostici e intuizioni: “Partirà con Alibi?”, “Secondo me inizia con Booster”, “No, forse con qualcos’altro”. La voglia di indovinare quel primo brano, quel primo istante, il secondo esatto in cui tutto avrebbe preso forma, dominava il cuore dei presenti. Era come trattenere il fiato prima di un tuffo.

La curiosità è saziata alle 21:45. Le luci si sono dapprima abbassate e poi accese. Un boato si è sollevato dalla folla. E quando le note di “Booster” hanno riempito l’arena, non c’è stato più spazio per i dubbi.

Tutto è partito con un “Ciao Roma” carico di calore, emozione e divertimento. Un semplice saluto che ha fatto trasparire la cosa che più si apprezza di Tananai: il sorriso nel tono della voce. L’emozione è carica, ci si sente a casa stretti in un abbraccio collettivo. Si sente il suo divertimento nell’essere su quel palco, pronto a cantare col suo pubblico. “Booster”, in apertura, ci ha trasportati all’interno di quella corsa motociclistica che è “Calmo Cobra”. Un’apertura che, posso scommetterci, ha fatto desiderare a tutti i presenti di vedere quel “muro con scritto Ti amo”. La musica di Alberto, però, va oltre: ci permette di scappare, lontano dalla vita di tutti i giorni, per entrare in un universo fatto di unione, emozione e condivisione.

Tananai ha fatto il suo ingresso con una camicia leggera, passo deciso, sguardo intenso: Alberto si mostra così, imperfetto e autentico, dando voce a una musica che racconta molto più di un semplice concerto. La sua voce guida l’onda di emozioni, mentre i testi della sua discografia si susseguono e si trasformano in un momento di catarsi collettiva. Un dialogo tra artista e folla che diventa un unico respiro. Una sorta di diario segreto aperto per un’unica esperienza.

“È bello tornare a Roma, qui mi sento a casa”, dice sul palco, sottolineando il legame con il pubblico. Da quel momento, la scaletta si snoda tra brani intensi come “Veleno”, “Alibi” e “Ragni, che scandiscono un viaggio emotivo profondo.

Chi mi conosce sa quanto io sia legata alle canzoni di Tananai. I suoi testi alimentano quella parte di me che tengo più nascosta, i miei film mentali e tutta la mia emotività romantica. Le sue canzoni sono un balsamo per quei sentimenti che spesso non riesco a esprimere, e sentirlo live moltiplica tutto questo, rendendolo condiviso e condivisibile.

Ero pronta a versare le mie lacrime, ma non avrei mai pensato di farlo proprio con “Rave, Eclissi”. Amo quella canzone, custodisco gelosamente il CD che mi era stato regalato per un compleanno. Ma questa volta il testo è arrivato come un colpo di pistola contro la mia anima. Perché sì, quando si prova qualcosa di grande a volte non si trovano le parole per esprimerlo, ma si trova rifugio in quelle di qualcun altro.

“Quando parli sono sé, sono sempre attento
Perché non vorrei dimenticare il momento
In cui mi dirai che so’, sono quello giusto
Anche se anche senza me tutto va al suo posto, oh”

Restare attenti, pronti a non perdersi nessun passaggio, in attesa che quel desiderio inespresso possa davvero realizzarsi.

Il palco è correlato dai video che ci trasportano all’interno del mondo di Tananai. Delle immagini che scandiscono la velocità tanto quanto il significato più intrinseco e profondo dei suoi testi. Del resto, Alberto canta di amore, di sensazioni carnali, e di quella velocità che riesce a ritmare il battito dei cuori. Ci fa ridere, ci fa cantare, ci fa piangere, fino a quando non ci fa ballare con la sua ultima hit: “Bella Madonnina”. Allora eccoci sotto palco ad immaginare di essere quella dolce metà che parla d’amore alle sei di mattina. Eccoci li a restare svegli solo per protesta prima di affrontare la profondità della nostra stessa emotività.

Un momento di intimità arriva con un medley chitarra e voce, un tuffo nel passato che fa riaffiorare ricordi e sensazioni di una carriera in continua evoluzione. Con “Volersi Male” le emozioni raggiungono l’apice: una canzone che racconta di rinascita, amore e fragilità, che tocca chiunque abbia mai vissuto un’esperienza simile.

Persino in chiusura restiamo totalmente in balia delle montagne russe pilotate dal nostro artista. Non si ferma solo a cantare la canzone che tutti stavamo aspettando, ma ci concede un crescendo emotivo unico. In questo modo ci ricorda la sua “Maleducazione” esattamente come quanto sia “Abissale” la sua capacità di amare. Il concerto è stato una sequenza di successi fino all’apice rappresentato da “Tango”. Le torce dei cellulari illuminano l’Ippodromo, suggellando un momento indimenticabile per tutti i presenti.

Quando le luci si abbassano e l’ultima nota svanisce, resta una sensazione profonda di appartenenza e gratitudine. Tananai saluta e ringrazia, consapevole che quel legame con Roma e il suo pubblico è solo all’inizio. Si lascia così Capannelle, con il cuore pieno e la certezza che quella musica, vera e sincera, continuerà a vivere oltre il palco e il tempo.

Ci si avvia verso i parcheggi con un’unica consapevolezza: che se si hanno gli occhi rossi è la felicità. E il 19 giugno 2025 tutta Capanelle ha giurato di volerli rossi per una vita intera.

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

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