Leo Gassmann

Dimenticate le solite canzoni d’amore tutte rose e fiori, perché Leo Gassmann con “Naturale” ha deciso di raccontarci le cose esattamente come stanno, senza girarci troppo intorno. La prima cosa che ti colpisce, oltre alle parole, è il ritmo: non è una ballata lenta e noiosa, ma un pezzo che si muove bene, con un’energia che ti entra subito in circolo. Ha quel piglio moderno che ti fa venire voglia di muovere la testa mentre la ascolti, ma senza mai coprire il peso delle parole che Leo lancia dal palco.

Un ritmo moderno che accompagna parole crude e sincere

Il testo è come un film girato con lo smartphone, senza luci finte o montaggi tattici. Si parla di una storia che scivola tra le mani, di valigie che non si sanno fare e di quel desiderio di scappare a Parigi, sulle Tuileries, che però si scontra con una realtà molto più cruda. La cosa più bella è come Leo descrive questo amore “sporco”: baci che sembrano schiaffi, felpe macchiate dal trucco e la sensazione di essersi fatti male sul serio, quasi senza volerlo.

È una canzone che puzza di vita vissuta tra i semafori e i tram di Roma ad agosto, un posto che può sembrare l’Antartide quando ti senti solo.La protagonista della canzone è una “Stella” che prova a fare la dura, che non vuole piangere mai, ma che poi crolla davanti a tutti: amiche, madre, sconosciuti e persino il suo cane. È un’immagine fortissima perché ci somiglia un sacco.

“Stella”, la fragilità nascosta dietro la voglia di sembrare forti

Chi di noi non ha mai cercato di sembrare tutto d’un pezzo per poi scoppiare nel momento meno opportuno? Leo ci dice che non serve a niente nascondersi. Il ritornello è un invito a guardarsi negli occhi per quello che si è: “più bella al naturale”.

Non è un complimento estetico da quattro soldi, è un grido di libertà. Il finale poi è la parte più onesta di tutte. Ammette che ci si può lasciare, che ci si può perdere e ritrovare con altre persone, ma che alla fine della fiera “fare la pace è più naturale”.

Non c’è bisogno di filtri o di maschere. Anche se ci rivedessimo tra vent’anni, dice Leo, avremmo ancora voglia di “spaccarci il cuore a metà”. È un pezzo che spacca perché non prova a fare il fenomeno. Si parla di mancanze, di errori e di quella voglia matta di restare umani in un mondo che ci vuole perfetti. È una canzone bellissima proprio perché è imperfetta, ritmata e maledettamente vera.

di Sissy

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