“You Don’t Own Me”: la canzone che ci ricorda di chi siamo davvero

You Don't Own Me

Sarà capitato anche a voi di avere una musichetta in testa che non vuole andarsene. Una canzone che, appena parte, vi riporta a un ricordo, una scena, un momento preciso.
Il mio cervello, da questo punto di vista, ha un bug: ricordo poco della mia vita, a volte fatico a ricordare il mio nome, ma i film e le colonne sonore… quelli sì che li so citare a memoria.
C’è un brano, in particolare, che mi accompagna da sempre. Non è “la canzone della vita”, ma quella che mi dà la carica ogni volta che la ascolto: sul tapis roulant, alla fermata del bus, mentre cammino per la città. È sempre lì, su ogni dispositivo.
Sto parlando di “You Don’t Own Me”.

Dalla voce di Lesley Gore a Suicide Squad

La versione originale del brano risale al 1963. A cantarla fu Lesley Gore, su testo di John Madara e David White. Negli USA, il singolo arrivò al secondo posto della Billboard Hot 100, subito dopo “I Want to Hold Your Hand” dei Beatles.

Oggi molti associano la canzone a Harley Quinn, grazie alla versione di Grace feat. G-Eazy, inserita nella colonna sonora del film Suicide Squad (2015). Ma la storia – e il significato – di questo brano è molto più profondo.

You Don’t Own Me: un inno all’indipendenza femminile

“You Don’t Own Me” è molto più di una canzone pop. È diventata colonna sonora di film cult come:

  • Dirty Dancing
  • Il Club delle Prime Mogli
  • Suicide Squad

Tre titoli molto diversi tra loro, ma uniti dallo stesso messaggio: nessun uomo può possedere una donna.

Harley Quinn e l’addio al Joker

Nel caso di Suicide Squad, il brano accompagna Harley Quinn nella sua trasformazione. Dalla tossica dipendenza emotiva verso il Joker, alla consapevolezza di non aver bisogno di nessuno per sentirsi realizzata.
Harley scopre che l’indipendenza è il primo passo verso la libertà, anche se dolorosa.

Dirty Dancing: la scelta è (solo) di Baby

In Dirty Dancing, invece, la canzone accompagna la crescita di Baby, la protagonista.
Per la prima volta disobbedisce alla famiglia, si innamora di Johnny e scopre il piacere di scegliere da sola. Nessuno – nemmeno lui – può impedirle di vivere la sua esperienza.
La libertà di sbagliare è sacra, e il diritto di dire “questa decisione è mia” è tutto ciò che conta.

Il Club delle Prime Mogli: la rivincita delle dimenticate

E poi c’è Il Club delle Prime Mogli. Un film che, se non avete ancora visto, dovreste recuperare subito.
Tre donne, abbandonate dai mariti per compagne più giovani, scoprono che non appartengono più a nessuno, se non a se stesse.
La loro alleanza è un grido di forza, ironia e libertà. Tra divorzio, solitudine, rivincite e omosessualità femminile, il messaggio resta forte e chiaro: sorellanza e autodeterminazione vincono su tutto.

E a voi? Una canzone ha mai sbloccato un ricordo?

You Don’t Own Me è la mia colonna sonora di potere.
E la vostra?
Vi è mai capitato che una canzone vi trascinasse direttamente dentro una scena di un film, come se foste lì, protagonisti assoluti?

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

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