chopin

I GIOCATTOLI tornano il 29 agosto con Chopin” featCAROTA (Lo Stato Sociale), singolo prodotto da Giungla Dischi / Garrincha 373 e distribuito da ADA Music Italy. Dopo aver attraversato silenzi e cambiamenti e aver pubblicato il singolo “Filler” lo scorso 20 giugno, la band siciliana ci riporta nel cuore di una generazione in bilico tra ansia e desiderio, spogliandosi dei cliché per rifugiarsi nelle note delicate di un brano dal sapore notturno.

“Chopin” è la canzone che non urla, ma sussurra, raccontando l’amore nella sua forma più onesta, priva di filtri e ambizioni social. Due anime, invisibili agli occhi distratti del mondo, si abbandonano l’una all’altra, trovando riparo in una malinconia che sfida il tempo. La voce si fa carezza e la musica diventa un’isola, un riparo in cui le fragilità non vengono nascoste, ma celebrate.

“Capirai che al mondo non importa” diventa così un manifesto: nell’epoca dell’esibizione forzata, I GIOCATTOLI ci invitano a chiudere gli occhi, ad ascoltare Chopin e ad accettare le nostre piccole imperfezioni, da un tatuaggio sbagliato a una frangetta tagliata male.

Con questo nuovo singolo, il trio guidato da Duilio Scalici, Ernesto Mormile e Davide Casciolo continua a parlare con intelligenza, sensibilità e una poetica che emoziona perché ci riguarda tutti. Non c’è spazio per la superficialità in un pezzo che celebra la bellezza dei segreti, dei sussurri, della pioggia sui vetri dell’auto.

Un amore mai dimenticato e messo in poesia. E’ questa la prima impressione che si ha ascoltando “Chopin”, il nuovo brano de “i Giocattoli”, arricchito dalla presenza di “Carota” (lo Stato Sociale). Le note e la melodia dolce che prende ritmo ci accompagnano dall’inizio alla fine del pezzo, con continui cambi di registro e una splendida malinconia.

Scorre il tempo e ho paura

Scorre il tempo e ho paura
La stessa della prima sera

Le emozioni vengono definite in modo chiaro e unite ad un ricordo ancora fresco nella mente di chi canta. In un attimo, infatti, si riesce a capire che si parla di quella paura del primo appuntamento, provata da tutti prima o poi nella vita. La paura di non essere abbastanza o di non piacere all’altra persona. La caratteristica principale di questa emozione è la sua ciclicità. Elemento che emerge dal fatto che la si provi più volte e che ritorni nel corso della vita, anche in modi diversi. La semplicità nella descrizione e l’immediatezza nella scrittura determinano la sincerità sin dai primi versi del contenuto di questo testo, facendo presupporre la sensibilità anche nel modo in cui è composto.

E capirai che al mondo non importa di un tatuaggio o di una frangetta corta
E capirai che al mondo non importa quindi torna da me
E riascoltiamo Chopin

Spesso alla fine di una relazione rimangono molti punti interrogativi e permane quella voglia di riavvolgere il nastro e tornare indietro. Si fa riferimento a dettagli che contraddistinguono una persona (un tatuaggio, il taglio di capelli) per esprimere quanto essa possa essere speciale. Specialmente solo per qualcuno, non per tutti. Questa capacità di vedere le piccole caratteristiche dell’altro è descritta con nostalgia di ciò che è stato, unendo il ricordo di ciò che era a ciò che si faceva. E’ così che quello che, in apparenza, sembrerebbe un gesto comune (ascoltare musica) diventa un rito da svolgere in compagnia. L’emblema e il senso del brano è tutto qui, nella frase: “Riascoltiamo Chopin”. In essa c’è il desiderio di ritornare a quella magia, a quell’incontro di anime che era avvenuto tempo fa.

Di cosa è fatta la tua armatura?
E il vento porta via la primavera
Rimaniamo in macchina con la pioggia di sera
E per fortuna che in questo sogno entriamo solo io e te

Il brano è anche capace di parlare della fragilità. Infatti, in questo caso, è chiaro che “l’armatura” si riferisce alle difese che ogni persona ha nel fidarsi dell’altro e di quanto esse diminuiscano o vengano azzerate col tempo. La fragilità stessa va di pari passo con l’amore che, nel corso delle stagioni, cambia e si evolve, non sempre in modo positivo.

A ben sentirlo questo brano sembra il frutto di una scrittura “di pancia”, di emozioni pensate e scritte su carta. E’ questo, infatti, il suo grande pregio: raccontare le emozioni in modo efficace, facendole rivivere a chi ascolta.

Una piccola chicca nel panorama indie che vale la pena di essere ascoltata.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *