Gemitaiz torna con “ELSEWHERE”

ELSEWHERE

Con ELSEWHERE, pubblicato il 12 dicembre, Gemitaiz firma uno dei progetti più maturi e stratificati della sua carriera. Non è solo un album rap: è un disco che nasce da un’esigenza precisa, quella di spostarsi “altrove”, lontano dalle dinamiche automatiche del genere e dalle scorciatoie produttive.
Tutto in ELSEWHERE è suonato, tutto è umano, imperfetto, vivo. Un lavoro che mette al centro l’urgenza espressiva, il disagio contemporaneo, la fragilità e il bisogno di evasione, senza mai perdere identità.

Qui tutte le date del tour.

Ma vediamo bene com’è composto l’album traccia per traccia

1. L’Altro Mondo (feat. Mathilde Fernandez)

L’apertura è programmatica. Gemitaiz introduce subito il concept dell’album: sentirsi fuori posto, osservare il mondo con distanza critica. Le parole sono dense, politiche senza essere sloganistiche. La voce eterea di Mathilde Fernandez amplifica il senso di spaesamento, mentre gli strumenti reali costruiscono un’atmosfera sospesa e quasi cinematografica.

2. Elsewhere

La title track è il manifesto del disco. Gemitaiz riflette sul rap, sull’industria e sul proprio ruolo con lucidità feroce. È un brano che alterna orgoglio artistico e vulnerabilità, con un ritornello che diventa invito a fuggire, mentalmente ed emotivamente, da ciò che non rappresenta più.

3. Vieni Te

Uno dei pezzi più crudi. Qui Gemitaiz ribalta il giudizio facile: chi parla, spesso, non “ci viene”. Il testo affronta marginalità, disagio sociale e ipocrisia con un tono diretto, quasi accusatorio. Musicalmente è scarno, essenziale, e proprio per questo colpisce.

4. Flowman

È la traccia più rap-oriented del disco. Tecnica, arroganza consapevole, critica alla scena contemporanea. Gemitaiz gioca con il flow senza mai risultare sterile: ogni barra ha una funzione, ogni incastro è una presa di posizione. MACE firma una produzione dinamica e nervosa.

5. Old School (feat. Salmo)

Un incontro che funziona perché non è nostalgia, ma attitudine. Gemitaiz e Salmo condividono una visione ruvida e autentica del rap, lontana dai trend. Il brano è sporco, diretto, energico, e restituisce il piacere del fare musica senza compromessi.

6. Tra le Nuvole

Qui emerge il lato più autobiografico dell’album. Ricordi familiari, perdite, errori e resilienza si intrecciano in un racconto intimo. Il ritornello è emotivo senza essere ruffiano, e la produzione accompagna senza sovrastare il testo.

7. Dancing With The Devil Pt.2 (feat. Neffa, Ele A)

Un brano corale che parla di tentazione, dipendenze e fragilità. Neffa porta una profondità quasi rituale, Ele A aggiunge uno sguardo generazionale e vulnerabile. È uno dei pezzi più stratificati del disco, sia a livello emotivo che sonoro.

8. Pensa

Una riflessione amara sulla società, sull’omologazione e sulla perdita di empatia. Gemitaiz invita a fermarsi, a guardare le crepe, a riconoscere il privilegio e il dolore. Il beat di MACE è minimale ma incisivo, perfetto per sostenere il messaggio.

9. Brother & Sister (feat. Coez)

La musica come salvezza. Il brano racconta il potere delle canzoni di tenere in piedi quando tutto crolla. Coez e Gemitaiz trovano un equilibrio naturale, emotivo ma mai melodrammatico. Questa traccia rappresenta uno dei momenti più ritmati e luminosi del disco.

10. Lacrime (feat. MadMan, Venerus)

Introspezione pura. Qui il dolore è raccontato senza filtri, tra alienazione urbana e stanchezza emotiva. MadMan porta una profondità coerente con la storia condivisa, mentre Venerus aggiunge una dimensione onirica e malinconica.

11. Non Mi Scende

Un brano di resistenza quotidiana. Parlare di felicità come diritto, non come concessione. Gemitaiz racconta cicatrici, amicizia, famiglia e identità con una scrittura semplice ma efficace. È uno dei pezzi più “veri” del disco.

12. Niente Di Meglio

Una parentesi sentimentale, calda, quasi intima. L’amore viene raccontato come rifugio, non come idealizzazione. La produzione di Frenetik & Orang3 è morbida, avvolgente, perfetta per sostenere il mood.

13. <3 <3

Leggera in superficie, ma emotivamente significativa. È il racconto di una relazione fatta di eccessi, complicità e fragilità. Un brano che scorre naturale e mostra un Gemitaiz più disarmato.

14. La Notte (feat. Meg)

La notte come spazio di possibilità e smarrimento. Meg impreziosisce il brano con una presenza magnetica, mentre il testo racconta l’evasione notturna come forma di sopravvivenza.

15. Hangover Pt.2

Un risveglio lento, confuso, umano. Il brano cattura la stanchezza post-euforia e il bisogno di sospendere il giudizio. Musicalmente è uno dei pezzi più evocativi dell’album.

16. Time Machine (feat. Joshua, Danno)

Il tempo come ossessione e come limite. Joshua e Danno portano riflessioni complementari, mentre Gemitaiz rimane al centro con una scrittura lucida e disillusa. È un brano denso, che richiede ascolti ripetuti.

17. Apatia

La chiusura è coerente e necessaria. Apatia non offre soluzioni, ma consapevolezza. È il punto di arrivo di un percorso emotivo complesso, raccontato senza maschere. Un finale che resta addosso.

Non penso che ci sia molto altro da aggiungere se non che ELSEWHERE è un album che non cerca l’approvazione immediata. Richiede ascolto, attenzione, tempo. Gemitaiz dimostra di essere in una fase artistica matura, capace di unire tecnica, introspezione e visione. Un disco che parla di disagio, identità e fuga, ma soprattutto di onestà artistica.

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