Dal 14 novembre 2025, Camillacosì torna sulle piattaforme digitali e in radio con “Bluer Sky”, un singolo che racconta di ripartenza, fiducia e nuove opportunità. Un brano pop soul che unisce delicatezza e forza, nato dalla collaborazione con Riccardo Biagetti, e che segna l’evoluzione artistica della cantautrice bolognese. Abbiamo incontrato Camilla Cazzola, in arte Camillacosì, per parlare del significato di questa canzone, del videoclip girato nel Castello di Poppi e del suo percorso musicale, tra emozione, autenticità e creatività.
Chi è Camillacosì oggi? Se dovessi descriverti con tre parole che rappresentano davvero la tua identità artistica, quali sarebbero e perché?
«Direi autentica, intima e in ascolto. Autentica perché cerco sempre di non indossare maschere nella musica; intima perché ogni brano nasce da un dialogo profondo con me stessa; in ascolto perché il mio processo creativo parte dall’osservare ciò che mi accade dentro e intorno, senza forzare le risposte».
Quando hai capito che la musica non era solo un interesse, ma il tuo modo naturale di raccontarti e di stare al mondo?
«Non c’è stato un momento preciso, è stata più una presa di coscienza nata da prestissimo, nell’istante in cui la musica ha incrociato la mia strada. Da bambina ero molto timida e cantare, scrivere, era il modo più spontaneo che avevo per esistere. La musica è e rimane il mio linguaggio più vero, quello in cui mi riconosco davvero».
Nel tuo percorso ci sono stati momenti-chiave che hanno cambiato la direzione della tua crescita artistica. Quali ricordi come davvero determinanti?
«Il periodo del liceo è stato fondamentale, perché lì il progetto ha iniziato a prendere forma. Un altro momento decisivo è stato l’incontro con Bungaro e il percorso di scrittura con lui: mi ha aiutata a capire che potevo permettermi di essere sincera, imperfetta, e che proprio quella era la mia forza».
“Bluer Sky” nasce con una forte energia di rinascita. Qual è la scintilla emotiva da cui ha preso forma questo brano?
«È nata da una sensazione di smarrimento condivisa, mia e di una persona molto importante per me. Entrambi avevamo l’impressione di essere finiti su una strada diversa da quella immaginata. Da lì è arrivata la necessità di fermarmi, ascoltare e accettare che forse non tutto ciò che sembra sbagliato lo è davvero. “Bluer Sky” è nata come una carezza, un invito a fidarsi».
Il pezzo unisce delicatezza e determinazione. Come riesci a bilanciare questi due poli nella tua scrittura e nel tuo modo di interpretare?
«Non li vivo come opposti. La delicatezza per me non è fragilità, ma attenzione; la determinazione non è durezza, ma chiarezza. Cerco di lasciare spazio a entrambe, senza forzarle: scrivo seguendo l’emozione e poi, nell’interpretazione, lascio che la voce trovi il suo equilibrio naturale».
Il videoclip è ambientato nel Castello di Poppi, un luogo profondamente legato alla tua storia personale. Quanto ha influito il valore emotivo di quello spazio sulla narrazione visiva del brano?
«Ha influito moltissimo. Poppi è casa, è silenzio, è ascolto. Quel luogo ha accompagnato la mia infanzia e molti miei pensieri. Girare lì il video ha dato alla canzone una verità che sarebbe stata impossibile altrove: il castello non è solo uno sfondo, è parte della storia emotiva del brano».
Le tue influenze spaziano da sonorità italiane a riferimenti internazionali. Quali artisti senti più presenti nell’immaginario sonoro di “Bluer Sky”?
«In “Bluer Sky” sento l’eredità del pop soul internazionale, ma anche la cura melodica e narrativa della canzone italiana. Ci sono echi di Nina Simone per l’intensità emotiva, di Simply Red, ma anche quella attenzione alla parola che arriva da artisti come Dalla o Battisti».
Nelle tue canzoni c’è sempre un’intenzione molto emotiva. Che cosa speri rimanga alle persone dopo aver ascoltato questo singolo?
«Spero resti una sensazione di fiducia. L’idea che anche nei momenti confusi ci sia qualcosa che sta lavorando per noi, anche se non lo vediamo subito. Se qualcuno, ascoltando “Bluer Sky”, si sente meno solo o un po’ più paziente con se stesso, allora la canzone ha fatto il suo percorso».
Guardando al futuro, quali aspetti della tua carriera senti di voler esplorare o consolidare nei prossimi passi?
«Vorrei continuare a esplorare la scrittura, approfondire la mia identità sonora, portare la musica dal vivo, sui palchi, e continuare a costruire un progetto solido, coerente, che cresca nel tempo».
Per quale film, serie TV o video game vorresti scrivere una colonna sonora?
«Mi piacerebbe scrivere per un film o una serie introspettiva, dove contano più gli sguardi che le parole, le pause più che gli eventi. Una storia fatta di percorsi interiori, cambi di prospettiva, strade che sembrano sbagliate ma portano esattamente dove devono. È lì che sento che la mia musica potrebbe trovare il suo spazio naturale».
Con Bluer Sky, Camillacosì trasforma la propria esperienza personale in un messaggio universale di speranza e rinascita. Tra melodie pop soul e immagini evocative del Castello di Poppi, la cantante racconta quanto siano importanti le radici, le relazioni e la capacità di reinventarsi. L’intervista ci lascia con la sensazione che la musica possa davvero essere uno spazio di libertà e connessione, capace di illuminare anche i momenti più bui e trasformarli in qualcosa di prezioso.

