Con “Inizialmente Tu”, Jeson porta a Sanremo Giovani un brano che danza tra nostalgia e possibilità, tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere. È un pezzo che nasce da domande universali, da quel filo sospeso tra rimpianto e rinascita che appartiene a tutti. Nella semifinale, il cantautore romano mostra una scrittura che ha il passo del cinema: intima, visiva, piena di piccole verità che scivolano leggere ma restano addosso. In questa intervista, Jeson apre il dietro le quinte del brano, della sua crescita e delle relazioni che lo hanno trasformato lungo il percorso.
Qui l’intervista video.
Il brano presenta un immaginario sospeso tra nostalgia e rinascita, anche attraverso il videoclip in bianco e nero. Come hai costruito questo equilibrio nella scrittura?
«Il brano non parla solo di un amore finito: è più un interrogarsi sui possibili futuri. Ci chiediamo tutti “Come sarebbe andata se avessi detto o fatto qualcosa di diverso?”. È un interrogativo universale. Il testo è nato da uno scambio di idee con il ragazzo con cui l’ho scritto; ci siamo immersi in un viaggio quasi cinematografico».
Sei una persona che tende più ai rimpianti o ai rimorsi?
«Ogni tanto ho pensato “Se avessi scelto diversamente…”, ma sono molto contento del percorso fatto. Le decisioni che ho preso mi rappresentano, e le rifarei tutte».
Nel brano emerge anche una dimensione di trasformazione personale. Quanto ti senti cambiato dalle persone che hai incontrato?
«Le persone che entrano nella nostra vita ci cambiano, nel bene e nel male. È inevitabile: le esperienze condivise, in amore o amicizia, contribuiscono alla nostra crescita. Le persone con cui ho vissuto momenti importanti hanno plasmato chi sono oggi».
C’è stato un momento specifico che consideri un punto di svolta nel tuo percorso umano o artistico?
«Non parlerei di “cambiamento”, ma di crescita. Negli ultimi anni ci sono stati passaggi importanti: mi sono trasferito in un’altra città, ho costruito nuove amicizie e ho iniziato a lavorare davvero con la musica. Prima facevo l’autore e lavoravo la notte in un magazzino. Guardandomi indietro, riconosco diversi momenti in cui ho pensato: “Sono sulla strada giusta”».
Alcune relazioni o amicizie non vanno come speriamo, ma spesso ci cambiano profondamente. È capitato anche a te?
«Sì. Ho vissuto relazioni tossiche da molto giovane, che mi hanno aiutato a capire cosa non voglio in amore. Anche alcune amicizie difficili mi hanno fatto capire di chi posso fidarmi davvero. Queste esperienze hanno influenzato anche il mio modo di raccontare il mondo nelle canzoni».
Quali tre aggettivi useresti per definire il brano?
«Romantico, sensibile e speranzoso».
Un film o una serie TV che assoceresti a “Inizialmente Tu”?
«L’ispirazione arriva dal brano di Cocciante “Era già tutto previsto”, colonna sonora del film “Parthenope” di Sorrentino. Non tanto il film in sé, ma il modo di fare cinema di Sorrentino – i dialoghi, l’atmosfera – ha influenzato il processo di scrittura».
Scaramanzia a parte: se dovessi arrivare sul palco dell’Ariston, a chi dedicheresti la tua finale?
«A me stesso. Dopo tanti sacrifici e un percorso complesso, sarebbe giusto riconoscerlo. Naturalmente condividerei la soddisfazione con chi lavora con me: il successo di un progetto è sempre corale. Ma il primo a crederci deve essere l’artista, altrimenti nessuno può farlo al posto suo».
Dentro “Inizialmente Tu” c’è tutto il cammino che ha portato Jeson fin qui: le notti di lavoro lontano dai palchi, le amicizie che segnano, gli amori che feriscono e insegnano, la consapevolezza di essere finalmente sulla strada giusta. La sua partecipazione a Sanremo Giovani non è solo una sfida artistica, ma un atto di riconoscimento verso se stesso. Qualunque sarà l’esito, Jeson arriva a questo appuntamento con una voce che cresce, una storia che respira verità e un modo di raccontarla che merita spazio. E forse è proprio questo il suo punto più forte: trasformare la vita, anche quella più difficile, in canzoni che toccano tutti.

