La presenza di Louis Garrel non è passata inosservata alla Festa del Cinema di Roma 2022. Oltre a far parte del cast de L’Ombra di Caravaggio, l’attore francese ha presentato anche il suo nuovo film da regista. Con L’Innocent, giunto alla sua sesta prova dietro la macchina da presa, Garrel mostra una rinnovata consapevolezza stilistica, giocando con i generi e miscelandoli in un risultato sorprendentemente coerente.
Il film è arrivato ufficialmente nei cinema italiani il 19 gennaio 2023, e merita tutta l’attenzione possibile: ecco perché ci ha tanto convinti.
Trama: un vedovo, una madre e un ex galeotto
Il protagonista, Abel (interpretato dallo stesso Garrel), è un giovane vedovo ancora intrappolato nel proprio dolore. La sua vita cambia improvvisamente quando scopre che la madre sta per sposare un uomo appena uscito di prigione.
Tra diffidenza e paura, Abel decide di indagare sul futuro patrigno, convinto che possa tornare a delinquere e mettere in pericolo la madre. Da qui nasce un intreccio che mescola commedia, dramma e noir, con toni ispirati al cinema poliziesco anni ’70 e ’80.
Un noir travestito da commedia
Garrel gioca apertamente con il genere poliziottesco, ma evita ogni cliché. Come ha raccontato durante la presentazione del film a Roma, non voleva realizzare un noir convenzionale: il suo obiettivo era divertire e, allo stesso tempo, spiazzare il pubblico.
Ci riesce perfettamente, soprattutto grazie alla caratterizzazione dei protagonisti. Abel è cupo, goffo, e incapace di leggere i propri sentimenti; la madre, all’apparenza ingenua, nasconde invece una forza emotiva inaspettata. Il risultato è un equilibrio raffinato tra dramma e leggerezza, dove la fragilità umana si mescola a un’ironia disarmante.
Fotografia e ritmo: la regia come sinfonia visiva
Uno degli aspetti più affascinanti de L’Innocent è la capacità di Garrel di giocare con i registri filmici. Ogni scena è costruita come una sinfonia visiva, dove la fotografia cambia tono e colore a seconda dell’emozione dominante.
Durante un inseguimento, ad esempio, l’inquadratura si frammenta in più riquadri, ciascuno con una diversa palette cromatica:
- i toni pastello per la commedia,
- le sfumature fredde e blu per il noir,
- il rosa per il romanticismo.
Questa cura estetica rende la visione dinamica e coerente con il tono ibrido del film, capace di passare dalla suspense alla tenerezza in un battito di ciglia.
L’Innocent: una commedia degli equivoci che sorprende
Come suggerisce il titolo, L’Innocent è una commedia degli equivoci che riflette sul dolore, sull’amore e sulla difficoltà di lasciarsi andare. Garrel orchestra un racconto intimo e al tempo stesso divertente, mescolando emozioni e generi in modo naturale.
Un film che conferma la maturità autoriale di Louis Garrel e la sua capacità di unire leggerezza e profondità, in una storia che parla di lutto, rinascita e imperfezioni umane.

