Sanremo 2026

Durante l’edizione delle 13:30 del Tg1 di sabato, Carlo Conti, direttore artistico del Festival di Sanremo, ha annunciato ufficialmente i duetti della serata delle cover, in programma venerdì 27 febbraio. Un appuntamento che, anno dopo anno, si conferma come uno dei momenti più seguiti e commentati del Festival: l’unica serata in cui la gara si interrompe per lasciare spazio a reinterpretazioni, omaggi e riletture di brani che appartengono al patrimonio musicale italiano e internazionale.

Un Festival più essenziale

L’edizione di quest’anno introduce anche alcune novità strutturali. Accanto a Carlo Conti, per tutte e cinque le serate, ci sarà Laura Pausini, presenza fissa che segna un cambio di passo rispetto alla consueta alternanza di co-conduttori. Una scelta che punta alla continuità e a una figura riconoscibile, capace di accompagnare l’intero racconto del Festival.

Cambia anche la gestione degli ospiti: nella seconda serata, ad esempio, è prevista la partecipazione di un solo nome, Achille Lauro, segnale di un Sanremo che sembra voler ridurre gli orpelli per concentrarsi maggiormente sulla musica e sul palco.

Duetti tra generazioni e linguaggi

La serata delle cover conferma la sua natura trasversale, mescolando generazioni, stili e pubblici diversi. Accanto a artisti molto amati dal pubblico generalista – come Fiorella Mannoia, Brunori Sas e Giusy Ferreri – trovano spazio nomi seguitissimi dalle fasce più giovani, tra cui Tony Pitony e Mecna.

Non mancano le collaborazioni extra-musicali, da sempre capaci di far discutere: Fulminacci duetterà con Francesca Fagnani, Samurai Jay con Belen Rodriguez, mentre Malika Ayane salirà sul palco insieme a Claudio Santamaria. Accostamenti che dividono, ma che fanno parte del DNA della serata.

Una tradizione di azzardi

Sanremo, del resto, ha costruito la propria storia anche su questi incroci inattesi. Nel 2010 Belen Rodriguez cantava Aeroplani con Toto Cutugno, mentre nel 2013 Rocco Siffredi condivideva il palco con Elio e le Storie Tese, dando vita a uno dei momenti più discussi del Festival. La serata delle cover è anche questo: un rischio calcolato, sospeso tra omaggio, provocazione e spettacolo.

I duetti della serata delle cover

Di seguito, l’elenco completo dei duetti annunciati:

  • Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma – Quello che le donne non dicono
  • Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – Occhi di gatto
  • Chiello con Morgan – Mi sono innamorato di te
  • Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – Su di noi
  • Ditonellapiaga con Tony Pitony – The Lady Is a Tramp
  • Eddie Brock con Fabrizio Moro – Portami via
  • Elettra Lamborghini con Las Ketchup – Aserejé
  • Enrico Nigiotti con Alfa – En e Xanax
  • Ermal Meta con Dardust – Golden Hour
  • Fedez e Marco Masini con Stjepan Hauser – Meravigliosa creatura
  • Francesco Renga con Giusy Ferreri – Ragazzo solo, ragazza sola
  • Fulminacci con Francesca Fagnani – Parole parole
  • J-Ax con Ligera Country Family – E la vita, la vita
  • LDA e Aka 7even con Tullio De Piscopo – Andamento lento
  • Leo Gassmann con Aiello – Era già tutto previsto
  • Levante con Gaia – I maschi
  • Luchè con Gianluca Grignani – Falco a metà
  • Malika Ayane con Claudio Santamaria – Mi sei scoppiato dentro al cuore
  • Mara Sattei con Mecna – L’ultimo bacio
  • Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – Il mondo
  • Michele Bravi con Fiorella Mannoia – Domani è un altro giorno
  • Nayt con Joan Thiele – La canzone dell’amore perduto
  • Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – Ti lascio una canzone
  • Raf con The Kolors – The Riddle
  • Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – Cinque giorni
  • Samurai Jay con Belen Rodriguez e Roy Paci – Baila Morena
  • Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – Hit the Road Jack
  • Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – Besame Mucho
  • Tommaso Paradiso con gli Stadio – L’ultima luna
  • Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – Vita

La serata delle cover resta così uno specchio fedele del Festival: un luogo in cui nostalgia e sperimentazione convivono, tra omaggi riusciti e scelte destinate a far discutere. E, come ogni anno, sarà il momento in cui Sanremo smette di essere solo uno spettacolo televisivo per trasformarsi in un rito collettivo.

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *