È fuori oggi “SACRO”, il nuovo attesissimo album di Serena Brancale, polistrumentista, performer e compositrice tra le più raffinate e riconoscibili della scena italiana contemporanea. Un ritorno importante, a quattro anni dall’ultimo progetto, che segna un nuovo capitolo artistico fatto di ricerca, contaminazione e identità.
Ad anticipare l’album è stato il singolo “Al mio paese”, realizzato insieme a Levante e Delia, attualmente alla prima posizione su YouTube. Un brano che suona come un ritorno alle origini, ma anche come una celebrazione collettiva: il Sud, la libertà, le notti infinite e la musica come collante emotivo.
Un album che unisce mondi e linguaggi
“SACRO” è molto più di un disco: è un racconto stratificato che tiene insieme spiritualità e corpo, introspezione e festa. Un progetto in cui convivono nu-soul, jazz, R&B e world music, dando vita a un universo sonoro elegante ma viscerale.
All’interno del disco troviamo brani già noti come “Qui con me”, presentato alla 76ª edizione del Festival di Sanremo e premiato con il riconoscimento della Sala Stampa “Lucio Dalla”, il Premio Lunezia e il Premio TIM. Un pezzo intimo, dedicato alla madre, che ha mostrato il lato più fragile e luminoso dell’artista.
Non manca poi “Serenata”, hit certificata platino realizzata insieme a Alessandra Amoroso, diventata una delle colonne sonore dell’estate.
Collaborazioni internazionali e incontri unici
A rendere “SACRO” un progetto ancora più ambizioso è la presenza di ospiti di respiro internazionale. Tra questi Gregory Porter, con cui Brancale duetta sia nel classico “Bésame Mucho” che nell’inedito “Solo un’ora”, insieme anche alla rivelazione Sayf.
Spiccano inoltre collaborazioni con Richard Bona, protagonista in “Gitana”, e con la leggendaria Omara Portuondo in “Aquello”, insieme a Pamela.
Non mancano incursioni sonore con Alborosie, a conferma di un disco che non conosce confini geografici né stilistici.
Instore tour e concerti in tutta Europa
L’uscita dell’album coincide con la partenza del SACRO INSTORE TOUR, una serie di appuntamenti in tutta Italia in cui Serena incontrerà il pubblico e firmerà le copie del disco, da Milano a Bari, passando per Roma, Napoli e Palermo.
Ma il viaggio non si ferma qui. Il 30 aprile partirà da Londra il SACRO TOUR, che porterà l’artista sui palchi europei e italiani fino a ottobre, con una tappa finale simbolica nella sua Bari. Tra le date più attese, Roma, Taormina, Napoli e Verona, in un percorso live che promette di trasformare ogni concerto in un’esperienza intensa e personale.
30 aprile – Londra – Centre di Islington
11 maggio – Madrid – Sala Villanos
12 maggio – Barcellona – La Nau – Local d’assaig
6 giugno – Lamezia Terme (CZ) – Palalamezia
12 giugno – Palermo – Teatro di Verdura
13 giugno – Roma – Cavea Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
17 giugno – Capannori (LU) – “Ma la notte sì!” (Area Verde)
3 luglio 2026 – Poppi (AR) – Mengo Music
11 luglio – Taormina (ME) – Teatro Antico
14 luglio – Napoli – Arena Flegrea
16 luglio – Cervere (CN) – Anima Festival (Anfiteatro dell’Anima)
21 luglio – Cernobbio (CO) – Lake Sound Park Festival (Villa Erba)
25 luglio 2026 – La Spezia – La Spezia Estate Festival (Piazza Europa)
26 luglio – Siena – Fortezza di Siena
31 luglio – Ostuni (BR) – Luce Festival (Arena Bianca – Foro Boario)
4 agosto 2026 – Riccione (RN) – Riccione Music City (Piazzale Roma)
6 agosto – Roseto degli Abruzzi (TE) – Emozioni in Musica
8 agosto – Diamante (CS) – Fatti di musica (Teatro dei Ruderi di Cirella)
4 settembre – Macerata – Sferisterio
7 settembre 2026 – Verona – Teatro Romano
3 ottobre – Bari – Palaflorio
Un’identità artistica in continua evoluzione
Con “SACRO”, Serena Brancale consolida il suo ruolo come una delle voci più internazionali del panorama italiano. Un’artista capace di attraversare generi e linguaggi, mantenendo sempre una forte identità.
Dalla potenza ritmica di “Anema e Core” al racconto intimo di “Qui con me”, fino alla dimensione collettiva e festosa di questo nuovo progetto, il percorso di Brancale si conferma coerente e in continua evoluzione.
“SACRO” è, in definitiva, un disco che parla di appartenenza e libertà, di radici e apertura. Un lavoro che non si limita ad essere ascoltato, ma che si vive.

