Nicolò Filippucci

Dopo aver conquistato il pubblico con “Laguna” e aver acceso i riflettori su di sé tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2026, Nicolò Filippucci è pronto a trasformare tutto questo in qualcosa di concreto: un palco, il suo.

Lunedì 13 aprile segna infatti un passaggio fondamentale nel suo percorso: il debutto live ai Magazzini Generali con “La prima volta insieme“, il suo primo concerto ufficiale prodotto da Magellano Concerti.

Un momento che arriva dopo mesi intensi e che si intreccia perfettamente con l’uscita del suo primo album, Un posto dove andare.

Un debutto che è più di un concerto

Non è solo una data, ma un vero punto di partenza.

«Sono molto emozionato, non vedo l’ora. Sarà il mio primo vero concerto con la band e ci saranno tante novità», racconta Nicolò durante la round table.

Il live sarà costruito come un percorso, diviso in diverse fasi ma unite da un filo conduttore preciso.
Al centro, naturalmente, il nuovo disco, ma senza dimenticare ciò che è stato.

«Ci sarà spazio anche per qualche ritorno al passato e per delle sorprese», ha sottolineato mentre descriveva ciò che progetta. Un racconto musicale che prende forma sul palco e che segna il passaggio dalla dimensione televisiva a quella più autentica del live.

“Laguna”: il brano che ha acceso tutto

A fare da apripista a questa nuova fase è “Laguna”, la power ballad presentata a Sanremo. Un brano intenso e viscerale, in cui le onde diventano metafora dei ricordi d’amore: qualcosa che ritorna, che non si dissolve completamente, ma resta sospeso tra malinconia e bellezza.

Una canzone che ha messo in luce la sua capacità interpretativa e che ha anticipato il suo primo progetto discografico. Quello che Nicolò sta vivendo è, a tutti gli effetti, un anno di trasformazione.

Dalla scuola di Amici al palco dell’Ariston, fino alla costruzione del suo primo album e al debutto live: una sequenza di esperienze che hanno contribuito a definire la sua identità artistica.

«È stato un anno intenso, ma sono molto contento di come è andata», racconta, «ho avuto la possibilità di raccontarmi davvero attraverso la musica».

Il rapporto con il palco e con il pubblico

Il live rappresenta il momento più autentico di incontro. «È lì che si crea un vero legame», spiega, «è uno scambio emotivo tra artista e pubblico». L’obiettivo non è solo esibirsi, ma costruire una connessione reale, fatta di emozioni condivise.

«Mi aspetto di entrare in sintonia con loro e di vivere tutto al massimo», e nonostante la velocità con cui tutto sta accadendo, Nicolò mantiene uno sguardo lucido su sé stesso.

«Sono un ragazzo semplice. Dopo Sanremo torno a fare cose normali con i miei amici».

Una normalità che diventa ancora più importante in un momento di crescita così rapido: «Sono cresciuto, ho imparato tanto, ma resto quel ragazzino sognatore».

Una nuova generazione più consapevole

Nel suo racconto emerge anche una visione più ampia del mondo musicale di oggi. Tra i giovani artisti, infatti, sembra esserci un approccio diverso: più sano, più collaborativo. Del resto lo abbiamo visto proprio durante la competizione delle Nuove Proposte. Il rapporto tra i ragazzi era genuino, palpabile. Il sostegno reciproco si respirava anche attraverso lo schermo.

«Viviamo tutti lo stesso sogno, con le stesse ansie e pressioni, quindi ci supportiamo», racconta,
«nascono amicizie vere».

Un clima che si riflette anche nella maggiore attenzione verso la salute mentale: «se una persona ha bisogno di fermarsi, deve farlo. È normale».

Verso “Un posto dove andare”

Il concerto del 13 aprile si inserisce perfettamente nel percorso di Un posto dove andare, il suo primo album. Un progetto che racconta un viaggio: non una destinazione precisa, ma una serie di tappe fatte di esperienze, emozioni e cambiamenti.

«È un disco sincero, in cui ho cercato di mettermi a nudo», spiega.

Guardando avanti, Nicolò ha le idee chiare: «Voglio sperimentare tanto e fare musica sempre diversa». Ma soprattutto: «Il mio obiettivo è vivere di musica per tutta la vita».

Questo primo concerto, più che un traguardo, sembra solo l’inizio. Il 13 aprile ai Magazzini Generali non sarà solo un debutto, ma un momento di verità. Il passaggio definitivo da promessa a presenza, da racconto a realtà.

Per Nicolò Filippucci, La prima volta insieme non è soltanto il titolo di un concerto: è la sintesi perfetta di un percorso che prende forma davanti al pubblico, senza filtri. Un inizio che porta con sé tutto: le paure, le emozioni, le prime volte. Un momento che segna il punto in cui smette di essere solo un sogno e diventa, finalmente, vita vissuta.

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

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