VerticalMovie 2026

Si è chiusa alla Casa del Cinema di Roma la nona edizione del VerticalMovie 2026, il Festival internazionale del cinema verticale prodotto da CINELOOK APS, con una serata che ha riunito cinema, musica, incontri e premiazioni prima di lasciare spazio alla festa finale, proseguita oltre la mezzanotte tra luci e DJ set. Una conclusione partecipata per una giornata ricca di appuntamenti, culminata nella cerimonia di premiazione condotta da Jennifer Mischiati insieme a Salvatore Marino, ideatore e direttore artistico del Festival.

In sala un pubblico numeroso e coinvolto, insieme a diversi protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura, tra cui Cinzia Mascoli, Paola Lavini, Mita Medici, Gianni Franco, Irene Bozzi, Alessandro Cicero, Mirella Brahimi, Roberta Beta e Cinzia Loffredo. Una presenza che ha accompagnato un festival nato per esplorare le possibilità narrative e creative di un formato ormai entrato stabilmente nella nostra quotidianità: quello verticale.

È A Bed Story il vincitore del VerticalMovie 2026

A conquistare il premio principale della nona edizione è stato A Bed Story di Claudio Recenti, filmmaker di Crema affetto da SMA. Un cortometraggio costruito attorno a un’unica inquadratura fissa su un letto matrimoniale, attraverso cui il regista riesce a raccontare una relazione nelle sue diverse stagioni: dalla spensieratezza alla felicità, dalla malattia fino alla guarigione.

Una scelta apparentemente semplice, che proprio attraverso la limitazione dello spazio trova la propria forza narrativa. Il corto si è aggiudicato il premio consegnato dalla presidente di giuria Silvia Scola, ricevendo una Canon EOS C50, messa a disposizione dallo sponsor tecnico del Festival, insieme alla tradizionale giraffa biodegradabile, simbolo della manifestazione e richiamo alla sua attenzione verso l’ambiente.

La Menzione Speciale della Giuria è andata invece a The Blue Skies of Haru di L.A. Alfonso.

Per la miglior regia è stato premiato Life is like Ice Cream del pakistano Hamza Baig, già racchiuso nel suo stesso titolo: la vita è come un gelato, bisogna godersela prima che si sciolga.

Tutti i premi della nona edizione

La categoria miglior serie ha visto un doppio riconoscimento: ex aequo per Shangai di Daniel Newman e Unora di Riccardo Riande e Cristiano Malacrino, con Fabius De Vivo e Valentina Corti.

Doppio premio anche per il miglior soggetto, assegnato a Act 84 di Simone Lucifora e Find My Phone di Christopher Jorna e Sean Carrington. Quest’ultimo progetto ha ottenuto anche la menzione speciale per il miglior attore, andata a Seán Carrington.

Il premio per la miglior sceneggiatura è stato assegnato a Ugly Tattoo di Jack Sapienza e Angelo Mastrolonardo, mentre quello per la miglior fotografia è andato a The Outsiders Club del kazako Maksat Anuarbekov.

Per il miglior montaggio sono stati premiati Não Desvie o Olhar di Lipe Veloso da Silva e Daniel Mendes de Morais e Dynamic Aidland di Eray Dinc.

La miglior colonna sonora è quella firmata da Germano Mazzocchetti per Il Cocktail di Beatrice Simonetti, premiata da Cinzia Mascoli.

I vincitori delle cinque sezioni del VerticalMovie

La nona edizione ha assegnato riconoscimenti anche nelle cinque sezioni che caratterizzano il Festival.

Per la VerticalAI è arrivato un ex aequo tra Tipoeing di Boris Eldagnen e Anima di Aurora Moro, premiata dalla consigliera della Città Metropolitana di Roma Capitale Tiziana Biolghini.

Doppio vincitore anche per la VerticalVoices, con What You See Beyond Your Eyes di Takashi Yamamoto e The Fair Youth di Florian David Hencher. A quest’ultimo è andata anche la menzione speciale per la miglior attrice, assegnata a Miyabi.

La sezione VerticalGreen ha premiato Il Condizionatore di Stefano Dilauro e Davide Salucci, ai quali è andata anche una menzione speciale per Affitto. I riconoscimenti sono stati consegnati da Fabrizio Fornaci.

Per la VerticalOpen, infine, il premio è andato a L’eleganza del gesto di Jean-Luc Servino.

Dallo smartphone al cinema: gli incontri del Festival

La premiazione ha rappresentato soltanto il momento conclusivo di una giornata costruita anche attraverso incontri e approfondimenti dedicati al rapporto sempre più stretto tra immagini, tecnologia e società.

Ad aprire gli appuntamenti in sala dell’ultima giornata è stato Lo schermo in tasca, incontro condotto da Annamaria Esposito di Rai News 24 e curato da Laura Rocchi, dedicato alla dipendenza da smartphone. A discuterne sono stati la dottoressa Ada Lentini, la consigliera della Città Metropolitana di Roma Capitale Tiziana Biolghini, il creator digitale Riccardo Cotumaccio e Giorgio Secli di The Offline.

Un tema particolarmente legato alla natura stessa del Festival, che mette al centro uno dei dispositivi attraverso cui oggi consumiamo una parte sempre maggiore di immagini e contenuti audiovisivi. Lo smartphone non è più soltanto uno strumento per guardare il cinema: è diventato anche uno spazio di produzione, distribuzione e fruizione.

Guido De Angelis tra musica, cinema e ricordi

Tra gli appuntamenti più partecipati della giornata c’è stato quello con Guido De Angelis, compositore, musicista e produttore e metà degli Oliver Onions, il duo fondato insieme al fratello Maurizio.

In conversazione con Massimo Cervelli di Rai Radio 2, De Angelis ha ripercorso la propria vita attraverso oltre un’ora di racconti, aneddoti e ricordi legati ai viaggi, alla musica, al cinema e agli incontri che hanno segnato il suo percorso artistico. Il punto di partenza è stato il libro Il Sognatore, diventato occasione per attraversare una carriera fatta di cinema, colonne sonore e collaborazioni, alternando ironia e momenti di autentica commozione.

Un incontro capace di cambiare ritmo più volte, passando dalla risata al ricordo personale e restituendo al pubblico non soltanto il musicista, ma anche l’uomo che ha attraversato decenni di storia dello spettacolo italiano.

Silvia Scola ricorda Ettore Scola

Particolarmente intenso anche il momento dedicato a Ettore Scola, a dieci anni dalla sua scomparsa. A ricordarne la figura umana e artistica è stata la figlia Silvia Scola, sceneggiatrice e presidente della giuria del VerticalMovie, insieme all’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio e ancora a Massimo Cervelli.

Un incontro che ha permesso di riportare al centro non soltanto l’eredità cinematografica di uno dei grandi autori del cinema italiano, ma anche la dimensione privata e umana di un artista che ha attraversato la storia del nostro cinema con uno sguardo sempre attento alle persone e alla società.

A completare il panel è stato un videosaluto di Walter Veltroni, che ha contribuito al ricordo di Scola a dieci anni dalla sua scomparsa.

Dalla grammatica del verticale alla sostenibilità

Il programma del VerticalMovie 2026 ha inoltre affrontato il linguaggio specifico del formato verticale e il suo rapporto con le nuove generazioni di autori.

Nella prima giornata, La grammatica del cinema verticale ha riunito Aldo Iuliano e Giuliano Giacomelli, docenti della DAM Academy, mentre Scuole contro il razzismo ha portato il Festival su un terreno legato all’educazione e alla sensibilizzazione.

La seconda giornata ha proseguito il percorso con Dialoghi verdi sul cinema, insieme a Marco Gisotti e Letizia Palmisano, dedicato al rapporto tra audiovisivo e sostenibilità.

Molto seguita anche la Masterclass Canon, sponsor tecnico del Festival, con David Metalli, che ha offerto un ulteriore momento di approfondimento tecnico e professionale.

Tra premiazioni, incontri, risate e momenti di riflessione, il VerticalMovie 2026 ha così chiuso la sua nona edizione tornando alla sua idea di partenza: guardare al cinema attraverso un formato nato con lo smartphone e ormai diventato parte del nostro modo quotidiano di raccontare e guardare il mondo. La serata alla Casa del Cinema ha poi lasciato spazio alla musica e alla festa finale, accompagnando il pubblico fino a oltre la mezzanotte e chiudendo un’edizione che ha messo insieme sperimentazione audiovisiva, nuove tecnologie, cinema, cultura e intrattenimento.

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

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