Succederà questa notte

Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, Succederà questa notte segna un nuovo esperimento nella filmografia di Nanni Moretti. Il regista romano abbandona almeno in parte la commedia autobiografica e la satira politica per confrontarsi con una storia d’amore che attraversa quasi vent’anni, tra incontri mancati, coincidenze improbabili e occasioni continuamente rimandate.

Al centro ci sono Matteo e Greta, interpretati da Louis Garrel e Jasmine Trinca. Lui è un giovane italiano che vive a Oslo con la compagna norvegese e il loro bambino, ma decide di tornare a Roma per stare vicino alla sua famiglia. Lei, invece, si trova in India con il fidanzato, che le propone improvvisamente di sposarlo.

Il destino, però, sembra intenzionato a farli incontrare. Prima accade a Roma, quando Greta si presenta in abito da sposa sul campo da tennis accanto a quello dove Matteo sta giocando con il fratello. Poi in Spagna, durante il viaggio di Matteo con il padre malato. E ancora negli anni successivi, tra matrimoni, figli, lutti e nuove relazioni. Ogni volta i due si sfiorano, si riconoscono e sembrano sul punto di scegliere finalmente l’altro. Ogni volta, però, qualcosa li separa.

Una commedia sentimentale improbabile

La sceneggiatura, scritta da Moretti insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella e tratta dai racconti di Eshkol Nevo, richiede allo spettatore una notevole sospensione dell’incredulità. Le coincidenze sono numerose, i personaggi si ritrovano continuamente in luoghi diversi del mondo e gli eventi sembrano organizzati da un destino fin troppo insistente.

Il film attraversa decenni con una rapidità quasi romanzesca, mentre i protagonisti rimangono sospesi in un tempo tutto loro. I loro volti cambiano poco, nonostante gli anni che passano, e questa scelta contribuisce a trasformarli in figure quasi mitologiche: due amanti destinati a cercarsi senza riuscire a trovarsi davvero.

È una storia certamente romantica, ma anche piuttosto ingenua. Alcuni passaggi sfiorano il ridicolo e certe svolte appaiono costruite con un’evidente dose di artificio. Tuttavia, Moretti riesce inizialmente a gestire questa componente melodrammatica con ironia. Il film sembra sapere quanto siano assurde le proprie coincidenze e proprio per questo riesce a renderle accettabili.

Il tono è leggero, ma non completamente spensierato. Sotto la superficie della commedia sentimentale si muove una malinconia costante: quella delle vite che prendono strade diverse, delle persone che arrivano troppo presto o troppo tardi, delle possibilità che sembrano sempre a portata di mano ma non diventano mai realtà.

Jasmine Trinca e Louis Garrel

Jasmine Trinca è il cuore emotivo del film. La sua Greta è una donna intelligente, inquieta e incapace di accontentarsi di una vita che non sente davvero propria. L’attrice lavora soprattutto sulla sottrazione, contenendo la passione del personaggio e lasciando emergere il desiderio attraverso gli sguardi, i silenzi e le esitazioni.

Louis Garrel, invece, porta nel film una presenza più espansiva e romantica. Il suo Matteo è un uomo che sembra sempre sul punto di compiere una scelta, ma che finisce per lasciarsi trascinare dagli eventi. Il curioso baffo che sfoggia in alcune fasi della storia aggiunge una nota involontariamente comica al personaggio, rendendolo ancora più simile a un eroe sentimentale fuori dal tempo.

La coppia funziona soprattutto perché entrambi gli attori riescono a mantenere una certa leggerezza anche nei momenti più improbabili. La loro attrazione è credibile non tanto per la profondità del rapporto, che il film sviluppa solo in parte, quanto per il modo in cui i due sembrano riconoscersi immediatamente ogni volta che si incontrano.

Il tempo, la malattia e la perdita

Il film trova i suoi momenti più riusciti quando si allontana dalla storia d’amore principale. È il caso del lungo episodio dedicato al rapporto tra Matteo e il padre francese, interpretato da Hippolyte Girardot, malato di cancro e desideroso di assistere a un concerto di Bruce Springsteen.

Il viaggio in Spagna, costruito intorno al desiderio di ascoltare dal vivo The Boss, permette a Moretti di lavorare su temi a lui più congeniali: il rapporto tra genitori e figli, la malattia, la paura della perdita e la necessità di trovare un senso nei piccoli rituali condivisi. La scena del concerto, accompagnata da “Hungry Heart”, è apertamente sentimentale, ma possiede una sincerità che riesce a superare l’eccesso melodrammatico.

Moretti ha sempre saputo alternare il comico e il tragico, lasciando che una battuta interrompa il dolore o che un momento di leggerezza renda ancora più intensa una scena drammatica. Anche qui questa capacità è evidente, almeno fino a quando il film non decide di abbandonare ogni misura per assecondare pienamente la propria vocazione melodrammatica.

Dal tono lieve al melodramma

Nella prima parte, Succederà questa notte trova un equilibrio abbastanza efficace tra ironia e malinconia. Moretti osserva i propri personaggi con affetto, ma non rinuncia a sottolinearne le contraddizioni. Il padre di Greta, interpretato dallo stesso regista, è la principale fonte di comicità: un uomo che si ritrova coinvolto nelle crisi sentimentali della figlia e cerca di offrirle consigli con il suo consueto tono impassibile.

Con il passare del tempo, però, il film diventa sempre più carico. Le malattie, i lutti, i matrimoni falliti, i figli e le occasioni perdute si accumulano fino a trasformare la storia in una lunga processione di dolori. La relazione tra Matteo e Greta continua a essere il centro del racconto, ma sembra quasi schiacciata dagli eventi che la circondano.

La parte finale, in particolare, insiste sulla componente romantica e fisica del loro rapporto. Dopo anni di separazioni e rinunce, il film sembra voler concedere ai due una forma di liberazione, ma lo fa con una certa pesantezza. Il sentimento viene ribadito più volte, come se la sceneggiatura non si fidasse abbastanza della forza delle immagini e dei personaggi.

Anche la sottotrama della figlia adolescente di Greta, alle prese con la depressione, appare poco sviluppata. È un elemento potenzialmente significativo, ma rimane troppo abbozzato per incidere davvero sul percorso della protagonista.

Un Moretti diverso, ma riconoscibile

Succederà questa notte è forse il film più apertamente sentimentale di Moretti. Non mancano il suo umorismo secco, le osservazioni sulla famiglia e il gusto per i personaggi incapaci di esprimere direttamente ciò che provano, ma il regista si lascia andare a una dimensione romantica che raramente aveva affrontato in modo così esplicito.

Il risultato è discontinuo. Da una parte c’è un film piacevole, sostenuto da due interpreti affascinanti e da una struttura narrativa capace di attraversare decenni senza perdere completamente il ritmo. Dall’altra, le coincidenze sono spesso troppo comode e il melodramma finisce per prendere il sopravvento sulla sottigliezza.

Moretti sembra voler raccontare la distanza tra ciò che desideriamo e ciò che la vita ci permette di avere. Matteo e Greta non sono separati soltanto dalle circostanze, ma anche dalla loro incapacità di scegliere fino in fondo. Il loro amore sopravvive proprio perché non viene mai messo realmente alla prova dalla quotidianità. È un sentimento alimentato dall’assenza, dal rimpianto e dall’idealizzazione.

Un esperimento riuscito solo in parte

Succederà questa notte non è uno dei film più solidi di Nanni Moretti, ma rappresenta un esperimento interessante nella sua carriera. Il regista si confronta con il melodramma sentimentale e riesce, almeno nella prima parte, a inserirvi il proprio umorismo e la propria sensibilità.

Il film è spesso ingenuo, a tratti ridicolo e progressivamente troppo carico di eventi. Eppure conserva una certa grazia, soprattutto grazie a Jasmine Trinca e Louis Garrel, alla malinconia che attraversa la storia e alla capacità di Moretti di passare dal sorriso al dolore. È un’opera che non sempre riesce a mantenere il controllo dei propri eccessi, ma che rimane godibile se si accetta la sua natura di favola romantica. Non tutto funziona, ma il film dimostra ancora una volta che Moretti, anche quando si allontana dai territori più familiari, continua a osservare i sentimenti con intelligenza, ironia e una sincera attenzione per le fragilità umane.

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