Bullet Train

Che Bullet Train sia stato diretto da David Leitch si vede, e non poco. Il regista di John Wick e di Deadpool rimescola le carte del genere action per una pellicola dinamica e divertente con protagonista uno spossato e sfortunato Brad Pitt.

Il film arriva in sala il 25 agosto e vi consigliamo di acquistare il biglietto per essere in sala il giorno dell’uscita.

Spiegare un film action è, la maggior parte delle volte, riduttivo e controproducente, e la trama di Bullet Train rende tutto ancor più complicato. Sulla carta, infatti, questa sembra una banalissima pellicola nella quale i protagonisti cercano di accaparrarsi una valigetta e il suo contenuto, ma la realtà è ben altra: si gioca con il destino e il controllo su di esso. Cercheremo di fare meno spoiler possibile, ma se siete suscettibili tornate a leggere questa recensione dopo aver visto Bullet Train al cinema.

Trama di Bullet Train: azione, destino e colpi di scena

Iniziamo subito col conoscere il nostro protagonista: Ladybug, la nostra “coccinella”, così soprannominata dalla voce al telefono che lo guida nelle azioni. La sua missione è quella di rubare una valigetta argentata con un adesivo sul manico: non ne conosce né il contenuto né i proprietari, ma fin dai primi istanti in cui entra in azione possiamo comprendere il perché del suo soprannome. La coccinella, animale fortunato per antonomasia, guiderà le sue mosse per tutto il treno; nelle sue scene si alterneranno colpi di fortuna e lampi di intuizione, elementi che gli permetteranno di arrivare al termine della corsa del treno sul quale sta viaggiando.

La strada da Tokyo a Kyoto, però, è pregna di imprevisti e i “proprietari” di quella valigetta non sono di certo i primi sprovveduti: al contrario Lemon (Brian Tyree Henry) e Tangerine (Aaron Taylor-Johnson) sono due noti assassini e si trovano su quello stesso treno per cercare di portare al termine la missione che ha affidato loro il temutissimo Morte Bianca (Michael Shannon), un uomo che si è fatto strada all’interno di una delle più potenti famiglie della malavita giapponese per poi tradirne la fiducia e prenderne il potere.

Il cinema di David Leitch: da John Wick a Bullet Train

Come dicevamo, la mano di David Leitch è chiarissima: la pellicola, oltre a ricordare in un certo qual modo una struttura narrativa quasi tarantiniana, ripercorre quelli che sono i temi principali del suo cinema. Il sapore e la comicità alla Deadpool sono ben presenti: l’ilarità è costruita non solo sulle scene d’azione, ma soprattutto sugli eventi paradossali che colpiscono i protagonisti. Gli assassini presenti sul treno sono, in un certo qual senso, governati dalla fortuna e dalla sfortuna e i legami che li porteranno a essere tutti sullo stesso treno costituiscono l’elemento portante per lo svolgimento della storia.

L’azione lascia dunque spesso spazio alle risate: battute e moventi dei personaggi si intrecciano in un mix adrenalinico che riesce a fondere bene le tipicità del cinema americano a quelle del cinema giapponese. Il tutto viene reso ancor più efficace dalle scelte di cast: Bullet Train si compone di volti noti e cari agli amanti del cinema action, da Brad Pitt a Hiroyuki Sanada, e appare fin da subito evidente dove questo film voglia andare a parare. Inoltre, le digressioni e i flashback inseriti nella narrazione riescono a spiegare e a divertire lo spettatore, colmando le informazioni che altrimenti resterebbero in sospeso.

Fortuna, sfortuna e comicità: il mix esplosivo di Bullet Train

Il tutto è intrecciato esattamente come il destino che si tenta di controllare per via delle spinte vendicative. Ma il destino non lo si può davvero controllare: si finisce sempre con l’illusione che le cose possano andare come vogliamo noi, quando in realtà esistono sempre variabili impreviste. Bullet Train funziona perché è divertente e intrattiene, senza mai prendersi troppo sul serio. Ne sconsigliamo la visione agli emofobici: come in ogni film giappo-americano che si rispetti, l’uso di pistole e spade regala più di una “fontanella” umana niente male.

di Aida Picone

Guardo troppi film e parlo troppo velocemente, ma ho anche dei difetti!

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *