Nell’onda delle proteste di questa Venezia80, l’attenzione si è concentrata su Woody Allen, presente al Lido per presentare il suo nuovo film Coup de Chance. L’arrivo del regista statunitense è stato accompagnato da contestazioni e da un tentativo di invasione di campo, con manifestanti che gridavano “No alla rape culture”. Ma al di là delle polemiche, parliamo del film.
Il titolo, traducibile letteralmente come Colpo di fortuna, richiama subito uno dei temi più cari ad Allen, già esplorato in Match Point. Definire questa pellicola la più “Woody Allen” che mai non è un’esagerazione: al suo interno ritroviamo tutte le caratteristiche del suo cinema. Dalla fortuna alla ricerca dell’amore, passando per l’ironia tagliente e il sottile sarcasmo, il film racconta la fragilità di una giovane coppia messa alla prova dal caso.
I protagonisti Jean (Melvil Poupaud) e Fanny (Lou de Laâge) sembrano perfetti insieme: lui fa diventare i ricchi ancora più ricchi, lei vende opere d’arte costosissime alle stesse persone. Ma Fanny non si sente realizzata, il pensiero di essere soltanto una moglie trofeo la tormenta. Il caso interviene quando incontra Alain (Niels Schneider), un ex compagno di studi segretamente innamorato di lei, che diventa la sua boccata d’aria fresca in un matrimonio soffocante.
Jean, sospettando del tradimento, decide di far pedinare la moglie. La scoperta della relazione lo spinge a cercare di controllare il proprio destino, forte del suo potere economico. Ma la casualità si dimostra più potente di qualsiasi piano, mettendo in luce l’illusione del controllo.
Con Coup de Chance, Allen ci ricorda con sottile ironia quanto sia inutile programmare o cercare di dominare gli eventi: il destino segue la sua strada, e all’uomo resta soltanto l’illusione di un libero arbitrio.

