Il 27 agosto 2025, grazie a Eagle Pictures, uscirà nei cinema italiani I Puffi – Il film. Prodotto dalla Paramount Pictures e da Nickelodeon infatti, prima di vedere in azione gli strani ometti blu, ci sarà un cortometraggio muto di Spongebob. Questo perché la spugna gialla che ama tanto lavorare al Krusty Krab tornerà al cinema il prossimo dicembre. Con un film scritto da Pam Brady, sceneggiatrice anche di I Puffi – Il film.
Nonostante il titolo (molto semplicistico anche in originale, visto che si intitola semplicemente Smurfs) questo diretto da Chris Miller (Sherk terzo e Il gatto con gli stivali) è il quinto film dedicato a questi iconici personaggi creati da Peyo nel 1958. Un lungometraggio che offre tante novità: del resto già dalla morte del suo ideatore, avvenuta nel 1992 a soli 64 anni, i Puffi hanno avuto storie che andavano un po’ a snaturare un po’ di parti della versione originale.
Cambiamenti comunque non troppo pesanti (niente a che vedere a ciò che hanno fatto recentemente con le opere di Tolkien o con gli ultimi live-action Disney, solo per fare un paio di esempi) e allo stesso tempo I Puffi – Il film mostra molti rimandi sia ai precedenti lungometraggi che ai fumetti e alla serie animata originale. Vediamoli un po’ nel dettaglio.
I Puffi – Il film: la sinossi
Ciò che distingue i Puffi tra di loro non è tanto l’aspetto estetico quanto il loro talento, personalità, mestiere o difetto che sia. Tutti nel villaggio ne hanno uno, tranne un Puffo che proprio per questo motivo è conosciuto come Senza Nome.
Dopo aver fallito nell’ennesimo tentativo di trovare il suo talento comincia a vagare avvilito per la foresta.
Un libro magico di nome Juanty Grimorio lo nota, e decide segretamente di aiutarlo.
Puffo Senza Nome comincia di colpo a lanciare incantesimi dalle sue dita: sarà dunque il Puffo Magico d’ora in poi?
Semmai la vera certezza in questa storie è che la magia ha sempre un prezzo.
I poteri di Senza Nome hanno fatto individuare Pufflandia a Razamella.
Quest’ultimo oltre ad essere il fratello di Gargamella da anni sta cercando Jaunty.
Riconoscendo la sua potenza, rapisce immediatamente Grande Puffo, perché è convinto che sia stato proprio lui ad usarlo.
Un piccolo gruppo di Puffi si metterà subito all’opera per salvare il loro leader, ma avranno bisogno di molto più aiuto per riuscirci.
Questa storia è sotto tutti i punti di vista… un affare di famiglia!
L’oggetto magico del desiderio
Il primo rimando al passato è proprio il più antico di tutti.
Parliamo de Il flauto a sei puffi. Primo fumetto in cui appaiono i Puffi. Forse anche per questo motivo che questa storia è stata la prima versione audiovisiva su di loro. Il flauto a sei puffi ha però come protagonisti John e Solfamì.
Un cavaliere e un menestrello di epoca medievala che sono stati gli assoluti protagonisti per sei anni sulle vignette, almeno fino al 1958 quando sono appunto apparsi gli abitanti di Pufflandia.
Da quel momento i Puffi hanno ottenuto sempre più popolarità, ed ecco che il lungometraggio del 1975 è stato solo il primo di una lunga serie.
I Puffi – Il film 2025 ha diverse similitudini con questa prima avventura puffosa.
Oltre a ricordarci che ogni puffo ha una personalità, il libro magico è un po’ come il flauto a sei fori tanto ambito dal malvagio Matteo Manolesta.
Affari di famiglia
I Puffi – Il film 2025 è il film che introduce per la prima volta Razamella ma anche Ken e Ron, i fratelli di Grande Puffo.
Una storia sulle famiglie a tutto tondo, perché durante questa avventura i Puffi ne conosceranno un’altra, quella dei NasoPoot, che vivono in Australia.
Se il ruolo dei Puffi e dei NasoPoot può risultare fin da subito scontato, quello dei due stregoni malvagi è già più interessante. Si nota fin da subito un rapporto difficile tra Razamella e Gargamella. Del resto, quest’ultimo già dai tempi della serie animata non era mai stato trattato bene dalla sua famiglia.
Bullizzato da sua madre ma anche dal suo padrino Baldassarre, Gargamella ha potuto contare nella sua vita solo sul suo gatto Birba.
I Puffi – Il film 2025 ci mostra dunque un Gargamella da prendere in empatia, senza contare che, essendo un cattivo che perde sempre, un po’ simpatico lo era da tempo (come il Trio Drombo di Yattaman, solo per fare un esempio).
Alla ricerca dell’identità
Un Puffo che non ha un proprio ruolo nel villaggio non è certo una novità.
Abbiamo avuto il Centesimo Puffo che è diventato poi il Puffo Gemello, ma più recentemente Puffetta.
Nel film del 2017 non si sentiva veramente un Puffo e quindi decise di fare un Viaggio nella foresta segreta per scoprire cosa si celava oltre un muro misterioso.
Trovò la risposta, ma pure la sua identità, dando dunque significato alla canzone dei titoli di coda cantata allora da Cristina D’Avena.
Viaggi tra le dimensioni
Chi ha visto i film del 2011 e del 2013 di Raja Gosnell sa che i Puffi sono riusciti ad arrivare non solo nel presente ma anche tra gli esseri umani in carne e ossa.
Questa avventura si è un po’ ripetuta, perché ne I Puffi – Il film 2025 sempre tramite la magia i nostri ometti blu viaggieranno tra varie dimensioni spazio-temporali.
Non avranno contatti diretti con gli esseri umani live-action ma comunque li vedranno, e fortunatamente c’è anche dell’altro (altrimenti sarebbe tutto troppo uguale al passato).
Per passare da un mondo all’altro bisogna scivolare in mezzo a queste dimensioni (un po’ come la pista arcobaleno vista in Super Mario Bro. – il film) e la battaglia finale ricorda un po’ l’episodio dei Simpson di Halloween Homer, il quale era già a sua volta un mix di Tron e Ai confini della realtà.
Animazione puffosa
In questi viaggi tridimensionali ma anche nel castello o nella foresta dei Puffi viene messa in risalto la cosa più bella di questo lungometraggio: l’animazione.
Uno stile già visto in Dreamworks e che ad oggi è stato in grado di surclassare i (seppur buoni) film live-action e l’ottimo capitolo del 2017.
Animazione 3D mista a quella 2D con anche elementi da fumetto, come le onomatopee.
Finché non si tornerà a un’animazione del tutto tradizionale (come quella vista nei due cortometraggi del 2011 e 2013) il futuro visivo dei Puffi è decisamente colorato e straordinario.
Nuovo doppiaggio Puffoso
Una versione italiana del tutto inedita rispetto al passato, ma comunque convincente. Un déjà vu della saga di Cattivissimo me, perché finora i talent utilizzati hanno tutti dato riscontro positivo.
Nel 2017 Cristina D’Avena aveva doppiato egregiamente la Capo-Puffa Mirtilla. Un giusto riconoscimento per tutte le volte che ci ha fatto cantare con le sue sigle puffose, oltre al fatto che lei se l’è sempre cavata al leggio si dai tempi in cui doppiava sé stessa in Arriva Cristina.
Nel 2025 abbiamo invece una vera famiglia al leggio. Padre, figlia e il loro più caro amico.
Paolo Bonolis è stato bravo sul Grande Puffo, come lo fu su Fiocco di Neve in Stuart Little e su quell’episodio dei Simpson su Lionel Hutz versione agente immobiliare.
La figlia di Bonolis, Adele, è andata bene sul Puffo Compila Liste, mentre il Maestro Luca Laurenti ha rubato la scena a tutti con un doppio ruolo. Dato che anche nella versione originale sia Razamella che Gargamella sono doppiati da un solo attore (J. P. Karliak) anche da noi si è fatto lo stesso. La voce di Stuart Little e non solo è stata ancora una volta più che all’altezza della situazione, con due interpretazioni diverse per i due fratelli malvagi.
Dato che I Puffi – il film 2025 è anche un musical, Puffo Senza Nome e Puffetta cantano più di una canzone, e per loro sono stati scelti due doppiatori italiani professionisti di grande bravura come Manuel Meli e Domitilla D’Amico.
Il resto del cast dei personaggi principali, diretti dall’ottimo (anche per quel che riguarda i dialoghi) Marco Mete, è formato da:
- Francesco De Francesco: Ken
- Francesco Pannofino: Ron
- Giò Giò Rapattoni: Juanty Grimorio
- Mamma Poot: Barbara De Bortoli
- Claudia Razzi: Moxie
- Lorenzo Crisci: Puffo Quattrocchi
- Alessandro Budroni: Puffo Brontolone
- Emanuele Ruzza: Puffo Forzuto
- Francesca Guadagno: Asmodius
Ma allora è andato tutto bene?
I Puffi – Il film 2025 ha comunque qualche difetto.
Si poteva evitare la parte sui NasoPoot perché oltre ad essere troppo simili al franchise dei Trolls sono personaggi velocemente dimenticabili.
Inoltre non riesce ad essere veramente commovente, di certo non ai livelli dei film di Raja Gosnell e Kelly Asbury.

