L’adattamento del 1989 di La guerra dei Roses sfruttava la storia dei coniugi come monito contro il divorzio. L’accanimento e la rabbia erano raccontati come deterrente per un fenomeno che in quegli anni cominciava a diffondersi. Meglio tornare a casa e fare pace piuttosto che tentare di sottrarre al partner ogni più piccolo gingillo.
Nel nuovo I Roses, diretto da Jay Roach, il concetto del “né con me, né con nessuno” si rafforza grazie alla straordinaria interpretazione di Olivia Colman e Benedict Cumberbatch. I due, guidati dalla sceneggiatura di Tony McNamara, mettono in scena un umorismo tagliente. Il tutto racchiuso, il più delle volte, nei non detti che nelle parole. ll sorriso è inevitabile nel sentire le frecciatine che i due si lanciano. Tanto quanto è interessante cogliere il sotto testo recitativo dei due protagonisti.
Il film riesce comunque a trasformare le dinamiche di coppia in un riflesso della società moderna, svecchiando l’idea del divorzio come spauracchio sociale che caratterizzava la precedente trasposizione. L’attenzione si sposta sull’individualismo, sulle carriere e sul fragile equilibrio che basta a incrinarsi per far emergere frustrazioni represse.
Quando il conflitto esplode, diventa impossibile tornare indietro. Guardare agli anni passati insieme o alla passione che un tempo aveva unito Ivy e Theo non serve più: non c’è nulla da salvare. È un quadro lucido ma anche amaro, uno specchio del presente in cui è più facile lasciar andare piuttosto che lottare giorno dopo giorno per costruire qualcosa di solido.
Un elemento che merita particolare attenzione è la colonna sonora: non semplice accompagnamento, ma punteggiatura drammaturgica. Le musiche diventano virgole e accenti che scandiscono i passaggi cruciali, sottolineando tensioni e rotture con una forza spesso più incisiva dei dialoghi stessi. È in questi momenti che il film raggiunge il suo apice, elevando il conflitto emotivo a un livello quasi universale.
Il cast corale, che include Allison Janney, Andy Samberg e Kate McKinnon, arricchisce il racconto ma non sempre trova lo spazio necessario per brillare. Rimane comunque evidente la volontà di Roach di aggiornare una storia già nota, rendendola più stratificata e meno immediata rispetto al film del 1989. Una scelta coraggiosa che dividerà il pubblico: c’è chi apprezzerà l’approccio raffinato e chi, al contrario, rimpiangerà un impatto più diretto.
I Roses non è solo un dramma travestito da commedia nera. Diviene una riflessione sulle fragilità che abitano i legami moderni, in cui l’umorismo si intreccia con il disincanto. La musica, in tal senso, diventa il vero respiro emotivo di una guerra coniugale senza vincitori.
I Roses è in sala dal 27 agosto, distribuito da Searchlight Pictures.

