Il giovane Bryan (Austin Abrams) si guadagna da vivere facendo il corriere ospedaliero. Un lavoro stressante, che molto probabilmente lo sta allontanando dalla sua fidanzata. Dopo l’ennesima discussione via telefono, è pronto ad andare da lei per provare a salvare la situazione, ma una nuova offerta di lavoro, molto allettante, fa rimandare di nuovo il tutto.
Solo per qualche ora, però. O almeno, è ciò che pensa lui. Perché quando ha preso quel pacco medico misterioso, non può certo sapere cosa sta succedendo proprio in quelle ore a Raccoon City…
Zach Cregger cambia tanto
Da questa sinossi qualunque appassionato di Resident Evil si renderà conto che la storia di questo reboot è molto diversa da quella dei videogiochi originali, e dei precedenti adattamenti live-action. Niente Chris Redfield, Jill Valentine, Albert Wesker, Barry Burton e Rebecca Chambers, ma un nuovo personaggio, Bryan, quasi assoluto protagonista.
Il classico civile che deve adattarsi a una situazione completamente nuova per sopravvivere, con risultati più o meno convincenti.
L’ambientazione però è la stessa
Al tempo stesso, oltre a Raccoon City, c’è sempre l’Umbrella Corporation, la macchina da scrivere, i lucchetti… e tanti mostri mutanti spaventosi.
Alcuni di loro ricordano quelli visti nei videogiochi, in particolare per le loro movenze.
I cosiddetti jumpscare non mancheranno. Zach Cregger ci aveva già fatto ben spaventare in passato, in particolare con Weapons.
Un’ottima regia orrorifica, mentre la CGI utilizzata per mettere in scena queste mutazioni è ancor più apprezzabile.
Ironia e forzature
Il personaggio di Bryan è imbranato, e quindi spesso e volentieri è involontariamente protagonista di scene da commedia slapstick (una in particolare ricorda La Carica dei 101 – Questa volta la magia è vera), così come molte delle sue battute sono scritte per cercare di far ridere lo spettatore. Una scelta adatta a un film horror?
L’imprevisto finale è un po’ forzato (o meglio, fin troppo ingenuo), ma probabilmente necessario per far andare avanti la storia grazie ad eventuali seguiti.
Al pubblico, come al solito, la sentenza. Di sicuro questo è un film che prova a fare qualcosa di diverso dal passato, anche perché Resident Evil: Welcome to Raccoon City del 2021, e la serie Netflix dell’anno successivo, sono state tutt’altro che successi di pubblico e di critica.
Resident Evil (2026) è al cinema in Italia da giovedì 17 settembre.
Un film prodotto anche da Playstation, e distribuito nel nostro Paese da Sony Pictures, con un doppiaggio diretto da Gabriele Patriarca e con le voci di:
Alex Polidori: Bryan
Edoardo Stoppacciaro: Carl

