Mimì

Un omaggio a Lina Wertmüller, oltre che un meraviglioso viaggio nel passato. Questa può essere la classica frase da locandina adatta ad elencare i motivi per cui vedere “Un viaggio per incontrare Mimì“. Al cinema dal 29 settembre 2025 grazie alla distribuzione di Green Film srl.

Un progetto che ha necessitato di tanti anni di produzione: la stessa Wertmüller è in piccola parte presente al suo interno. Un esempio di come la lavorazione sia iniziata prima della sua scomparsa avvenuta il 9 dicembre 2021, ma che finalmente può essere mostrato al grande pubblico.

Il titolo dice già tutto al cinefilo di vecchia data o particolarmente esperto di cinema nostrano. Per tutti gli altri, facciamo un piccolo riassunto.

Nel 1972 è uscito al cinema Mimì metallurgico ferito nell’onore, diretto da Lina Wertmüller e con protagonista Giancarlo Giannini. La storica voce italiana di Al Pacino è anche il principale attore di questo docufilm scritto e diretto da Alfredo Lo Piero.
Giannini comincia questo viaggio a bordo di un’auto d’epoca, guidata dal silenzioso Alessandro Caruso.
Da Palermo fino a Catania ripercorre i luoghi di quel set. Un viaggio ricco di ricordi, aneddoti e curiosità, accompagnato anche da video di repertorio.

53 anni sono tanti, e molti dei protagonisti ad oggi non sono più con noi. Giannini li ricorda con affetto durante il percorso. Vengono spesso citati i titoli di altri film, come quelli della Zanzara con Rita Pavone e sempre la Wertmüller alla regia, ma fortunatamente in questa avventura non è davvero da solo.

A un certo punto entra in scena anche Pasquale, o meglio, Tuccio Musumeci, anche lui protagonista nel film del 1972. L’attore classe 1934 non ha certo perso la sua vitalità quando si tratta di recitare e, inoltre con la sua ben nota simpatia, è stato in grado di coinvolgere ancor di più lo spettatore in questa già ottima narrazione.

Un viaggio per incontrare Mimì è anche una sorta di “remake”, perché subito dietro gli attuali Mimì e Pasquale ci sono le loro controparti giovanili, interpretate da Enrico Terrana e Claudio Musumeci (quest’ultimo proprio figlio di Tuccio), che come ombre silenziose e vestiti come loro in occasione delle riprese di allora ripercorrono le gesta di “loro stessi”.

Oltre alla regia e agli attori protagonisti è doveroso citare anche l’ottimo lavoro di Giuseppe Di Blasi (fotografia), Antonio Todaro (montaggio) e Pietro Tenoglio (trucco). Le musiche sono di Salvo Legname, le scenografie di Mirko Miceli mentre i costumi di Sebastiana Chiarenza.

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